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	<title>In evidenza Archivi - Cirf</title>
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	<description>Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale</description>
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	<title>In evidenza Archivi - Cirf</title>
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		<title>Le modifiche alla legge sulla fauna selvatica rischiano di indebolire la tutela delle zone umide</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 16:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fauna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre l&#8217;Aula del Senato prosegue l&#8217;esame del disegno di legge 1552 (cd. &#8220;ddl Malan&#8221;) di riforma della legge 157/1992 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio), il CIRF &#8211; Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale richiama l&#8217;attenzione sull’esigenza di tutela delle zone umide. Questi ambienti, che comprendono ecosistemi molto diversi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mentre l&#8217;Aula del Senato prosegue l&#8217;esame del disegno di legge 1552 (cd. &#8220;ddl Malan&#8221;) di riforma della legge 157/1992 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio), il CIRF &#8211; Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale richiama l&#8217;attenzione sull’<strong>esigenza di tutela delle <a href="https://www.cirf.org/tag/zone-umide/">zone umide</a></strong>.</p>



<p>Questi ambienti, che comprendono ecosistemi molto diversi quali pianure alluvionali, foci fluviali, lagune costiere, laghi, stagni, paludi, hanno da sempre una importanza straordinaria per il nostro Paese: ospitano una <strong>serie di attività economiche tradizionali, custodiscono una quota rilevante della biodiversità nazionale, contribuiscono alla regolazione del ciclo dell’acqua e svolgono un ruolo essenziale per l’adattamento ai cambiamenti climatici</strong>. Non è un caso che la loro protezione sia al centro di importanti impegni internazionali e normative comunitarie.</p>



<p>Ciononostante, in tutta Europa l’estensione delle zone umide si è profondamente ridotta negli ultimi 50 anni e più dell’80 % degli habitat europei valutati ai sensi della Direttiva Habitat presenta uno stato di conservazione non soddisfacente. Sono dati che trovano un <strong>preoccupante riscontro anche in Italia</strong>, dove la maggior parte degli habitat e delle specie tipiche degli ambienti umidi ha uno <strong>stato di conservazione particolarmente critico</strong>.</p>



<p>Per questa ragione, le politiche nazionali dovrebbero puntare ad una <strong>conservazione rigorosa di questi ambienti </strong>e, laddove possibile, al loro recupero come previsto dal <em>Regolamento sul ripristino della natura </em>e anche da importanti strumenti di programmazione già adottati da questo Governo, come la <em>Strategia Nazionale per la biodiversità 2030</em> o il <em>Piano Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici</em>.</p>



<p>Viceversa, la riforma in discussione al Senato muove in una direzione che, nel suo complesso, desta preoccupazione. L&#8217;<strong>ampliamento del numero degli appostamenti fissi di caccia</strong>, la <strong>maggiore flessibilità dei periodi venatori</strong>, la possibile <strong>revisione di aree attualmente interdette</strong>, sono tutti fattori che potenzialmente incrementano la pressione su ecosistemi particolarmente vulnerabili. E in questa ottica, suscita una certa apprensione anche il <strong>depotenziamento del ruolo di ISPRA come organismo di valutazione e controllo</strong>.&nbsp;</p>



<p>Per Andrea Goltara, Direttore del CIRF: “<strong>La priorità in Europa è aumentare qualità, estensione e funzionalità ecologica delle zone umide, non introdurre ulteriori fattori di pressione su ecosistemi già degradati</strong>”.</p>



<p>Il CIRF si aspetta che l’esame parlamentare del Disegno di Legge 1552 <strong>garantisca quindi la piena tutela e il ripristino degli ecosistemi umidi</strong> e assicuri l’adozione di <strong>scelte gestionali fondate sulle evidenze scientifiche</strong> e non sugli orientamenti di particolari categorie di portatori d’interesse.</p>
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		<title>Piemonte, sul bando &#8220;pulizia fiumi&#8221; tecnici e ricercatori chiedono il ritiro del provvedimento</title>
		<link>https://www.cirf.org/piemonte-sul-bando-pulizia-fiumi-tecnici-e-ricercatori-chiedono-il-ritiro-del-provvedimento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 14:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[alveo]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Delibera della Giunta Regionale del Piemonte del 4 maggio 2026 (D.G.R. n. 19-2516), che prevede 94 interventi di estrazione di inerti nei corsi d&#8217;acqua regionali, è al centro delle critiche di tecnici e ricercatori. Il CIRF, insieme al CISBA e a numerosi docenti universitari ed esperti del settore, ha chiesto formalmente all&#8217;assessore Marco Gabusi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>Delibera della Giunta Regionale del <a href="https://www.cirf.org/tag/piemonte/">Piemonte</a></strong> del 4 maggio 2026 (D.G.R. n. 19-2516), che <strong>prevede 94 interventi di estrazione di inerti nei corsi d&#8217;acqua regionali</strong>, è al centro delle critiche di tecnici e ricercatori. Il CIRF, insieme al CISBA e a numerosi docenti universitari ed esperti del settore, ha chiesto formalmente all&#8217;assessore Marco Gabusi di ritirare il provvedimento, ritenuto controproducente e non coerente con il quadro normativo vigente.</p>



<p>L&#8217;asportazione di sabbia e ghiaia dagli alvei non rappresenta, in linea generale, una misura efficace per ridurre il rischio di alluvioni e, in alcuni casi, potrebbe addirittura aumentarlo. Inoltre, il programma regionale non è accompagnato da relazioni tecniche o dati che giustifichino i quantitativi di materiale previsti in estrazione.</p>



<p>Secondo il CIRF è molto probabile che tali interventi avranno forti impatti ambientali. In alcuni dei corsi d’acqua oggetto del quarto programma, infatti, gli analoghi interventi pregressi sono probabilmente la causa principale, insieme all’insufficiente deflusso ecologico, di degrado di habitat e specie acquatiche, anche di rilevanza comunitaria. Alcuni di essi, inoltre, sono oggetto di interventi specifici di progetti finanziati dalla UE per la tutela di specie di interesse comunitario e dei loro habitat ed è quindi ancora più grave che vi si prevedano disalvei impattanti e ingiustificati.<br>Per questo motivo, CIRF, CISBA e i ricercatori firmatari chiedono alla Regione Piemonte di ritirare il programma e di rivalutare sia i singoli interventi sia l’impostazione complessiva del bando.</p>



<p>Contestualmente, hanno chiesto all&#8217;Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po di verificare con urgenza la conformità del piano alle direttive tecniche vigenti e alla pianificazione di bacino.</p>



<p>Per ulteriori dettagli, è possibile scaricare e leggere integralmente la lettera ufficiale inviata all’assessore Marco Gabusi.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/06/Lettera_bando-pulizia_fiumi_Piemonte_mag2026.pdf">Scarica la lettera</a></div>
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		<title>La revisione della Direttiva Quadro sulle Acque indebolisce la tutela delle acque in Europa e mette a rischio la salute e il futuro</title>
		<link>https://www.cirf.org/la-revisione-della-direttiva-quadro-sulle-acque-indebolisce-la-tutela-delle-acque-in-europa-e-mette-a-rischio-la-salute-e-il-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 09:31:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[DIRETTIVA ACQUE]]></category>
		<category><![CDATA[Direttiva Quadro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appello delle organizzazioni della società civile in Italia Il 10 dicembre 2025, la Commissione Europea ha pubblicato la Comunicazione “Simplifying to achieve sustainable competitiveness” (“Semplificare per conseguire una competitività sostenibile”) che include un ampio pacchetto di proposte di modifica a varie direttive e altre normative europee in materia di tutela ambientale. L’obiettivo dichiarato di tali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/la-revisione-della-direttiva-quadro-sulle-acque-indebolisce-la-tutela-delle-acque-in-europa-e-mette-a-rischio-la-salute-e-il-futuro/">La revisione della Direttiva Quadro sulle Acque indebolisce la tutela delle acque in Europa e mette a rischio la salute e il futuro</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><br><strong>Appello delle organizzazioni della società civile in Italia</strong></h2>



<p><br>Il 10 dicembre 2025, la Commissione Europea ha pubblicato la Comunicazione <em>“Simplifying to achieve sustainable competitiveness” </em>(<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=celex:52025DC0980" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Semplificare per conseguire una competitività sostenibile”</a>) che include un ampio pacchetto di proposte di modifica a varie direttive e altre normative europee in materia di tutela ambientale. L’obiettivo dichiarato di tali modifiche è ridurre l’onere amministrativo associato a queste norme, al fine di conseguire gli obiettivi ambientali in modo più efficiente e con costi inferiori.<br><br>Tuttavia, accanto a misure che effettivamente riducono la burocrazia senza compromettere gli obiettivi (come l’unificazione dei formati utilizzati per condividere dati ambientali e spaziali), altre proposte rappresentano un netto arretramento nell’ambizione e nella portata del quadro normativo. Tra queste vi sono proposte volte a ridurre i requisiti di tutela ambientale per alcune attività industriali o a indebolire i meccanismi di controllo nelle autorizzazioni di nuovi progetti. Un esempio degli effetti dannosi delle modifiche proposte sulle acque e sugli ecosistemi acquatici è l’intenzione di ridurre o eliminare gli obblighi, previsti nei Sistemi di Gestione Ambientale degli impianti industriali, relativi agli inventari chimici e all’analisi dei rischi. Un altro esempio è la proposta di eliminare, dai rapporti trasmessi alla Commissione Europea, le informazioni provenienti dagli allevamenti intensivi e dagli impianti di acquacoltura sugli impatti relativi ad acqua ed energia. Le modifiche propongono inoltre la sospensione di alcuni requisiti della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), che rende le imprese responsabili del contenuto dei rifiuti generati dai loro prodotti.<br><br>È particolarmente preoccupante che la Commissione Europea, in questa Comunicazione, riprenda, come indicato nel Piano d’Azione RESource EU, pubblicato il 3 dicembre 2025, l’idea di rivedere la Direttiva Quadro sulle Acque (WFD) prima dell’estate 2026, senza però attenersi alle procedure stabilite nel quadro legislativo dell’UE e ignorando la dettagliata valutazione effettuata nel 2020 (<em>fitness check</em>). La Comunicazione afferma chiaramente che, nel primo trimestre del 2026, intensificherà il dialogo con alcuni settori e con gli Stati Membri in materia di autorizzazioni ambientali, tenendo conto degli obiettivi del <a href="https://single-market-economy.ec.europa.eu/document/download/e9ac2181-0dc7-4e61-a964- ba0a39c2aea8_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piano d’Azione RESource EU2</a>. Tale Piano mira a ridurre la dipendenza dell’UE dalle materie prime critiche attraverso una semplificazione delle autorizzazioni ambientali, “compresi gli aspetti relativi al settore minerario”. La Comunicazione afferma che “non oltre il secondo trimestre del 2026, la Commissione esaminerà e rivedrà la Direttiva Quadro sulle Acque” &#8230; “al fine di promuovere la circolarità e l’accesso alle materie prime”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><br><strong>Quali sono i rischi associati all’annunciata revisione della WFD?</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>È probabile che determini una accelerazione e semplificazione delle procedure per ottenere le autorizzazioni ambientali, indebolendo il principio di non deterioramento, requisito chiave della WFD. Gli Stati membri sono obbligati a evitare il deterioramento di fiumi, zone umide e falde acquifere in tutta Europa, oltre che a migliorare lo stato ecologico dei corpi idrici che lo necessitano. Allentare i rigorosi requisiti associati a questo obbligo per nuovi progetti che potrebbero peggiorare lo stato dei corpi idrici porterà, in molti casi, a un ulteriore deterioramento degli ecosistemi acquatici.</li>



<li>È probabile che faciliti l’approvazione di nuovi progetti minerari senza sufficienti garanzie riguardo alle valutazioni ambientali degli impatti sulla salute umana e sugli ecosistemi acquatici, né riguardo alla trasparenza e alla partecipazione pubblica nelle decisioni che incidono su un interesse pubblico prevalente, quale l’accesso ad acqua adeguata in quantità e qualità sufficienti. Ciò aumenterà i rischi di inquinamento e i relativi effetti sulla salute umana. Avrà inoltre effetti negativi su altre attività economiche come l’agricoltura e l’industria alimentare, che dipendono direttamente dalle risorse idriche, nonché sugli ecosistemi e sulla biodiversità.</li>



<li>È probabile che apra la strada ad altri progetti e attività, non solo minerari, che potranno essere approvati in modo più rapido e semplice, anche quando esista un chiaro rischio per la salute umana e di deterioramento di fiumi, zone umide e falde acquifere.</li>
</ul>



<p>Inoltre, <strong>l’annunciata riforma accelerata della WFD aggira la procedura di revisione stabilita nella direttiva; ignora il fatto che il <em>fitness check </em>abbia già concluso che una revisione non fosse necessaria; e non è accompagnata dalla necessaria Valutazione d’Impatto complessiva normalmente effettuata quando si riforma una qualsiasi direttiva</strong></p>



<p>Alla luce di quanto illustrato, le organizzazioni promotrici di questo appello sottolineano quanto segue:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>L’approvazione della WFD è stata il risultato di un lungo processo di valutazione della politica sulle acque dell’UE, che ha concluso che la nostra capacità di soddisfare i bisogni idrici presenti e futuri dipende direttamente dal raggiungimento del buono stato dei corpi idrici e dal superamento dell’approccio frammentato e inefficace delle precedenti politiche in materia di acque.</li>



<li>Le organizzazioni della società civile hanno costantemente sostenuto che, sebbene gli Stati Membri debbano migliorare significativamente l’attuale attuazione della WFD, la direttiva è stata e continua a essere uno strumento fondamentale per proteggere e migliorare fiumi, falde acquifere, zone umide, delta ed estuari in Italia e in tutta Europa.</li>



<li>La WFD pone gli obiettivi ambientali e il principio di non deterioramento al centro della politica delle acque, garantendo la compatibilità tra la tutela dei corpi idrici e le attività economiche che sostengono prosperità, occupazione e qualità della vita. La WFD è la garanzia di tale compatibilità e della sicurezza a lungo termine delle attività economiche e del benessere, che dipendono estesamente da fonti idriche ed ecosistemi sani. Nessuna delle richieste di revisione provenienti da vari gruppi di pressione migliora la WFD; tutte rappresentano un chiaro passo indietro.</li>



<li>La WFD prevede l’elaborazione di Programmi di Misure per conseguire i suoi obiettivi, programmi che vengono riesaminati nelle valutazioni periodiche dei piani di gestione dei bacini idrografici, al fine di migliorare la conoscenza dei corpi idrici, individuare le misure necessarie e rafforzare la trasparenza e la partecipazione pubblica nei processi decisionali riguardanti l’acqua. Queste misure vanno sostenute e attuate con maggiore decisione, non indebolite.</li>



<li>La WFD definisce inoltre un quadro di riferimento fondamentale per altre direttive connesse all’acqua, come la Direttiva Alluvioni, la Direttiva Acque Potabili e la Direttiva sul Trattamento delle Acque Reflue Urbane, i cui approcci di gestione del rischio dipendono dall’efficacia della WFD nel garantire il buono stato delle acque. Indebolire la WFD attraverso la sua revisione comprometterebbe anche tali direttive, aumentando i rischi e incidendo negativamente sulla salute umana, sulle attività economiche come l’agricoltura e sugli ecosistemi.</li>
</ul>



<p><strong>Per tutte queste ragioni, le organizzazioni della società civile firmatarie invitano </strong>il Governo italiano a esprimere, nelle sedi europee competenti, una posizione contraria alla revisione della Direttiva Quadro sulle Acque e <strong>e, al contrario, a intensificare gli sforzi per </strong><strong>migliorarne e accelerarne l’attuazione, mantenendo l’attuale quadro normativo, dato </strong><strong>che siamo ancora ben lontani dal raggiungimento dei suoi obiettivi.</strong></p>



<p><strong>Organizzazioni che sottoscrivono </strong><strong>l’appello:</strong></p>



<p><strong>Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale &#8211; CIRF, Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi &#8211; CIPRA Italia, Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi &#8211; Free Rivers Italia, Legambiente, Lipu e WWF Italia.</strong></p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/03/Lettera-Ministro-Ambiente-WFD.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lettera al ministro</a></div>
</div>



<p><br>Il CIRF, nell’ambito della coalizione Living Rivers Europe e tramite Wetlands International Europe, ha inoltre contribuito alla pubblicazione di un documento di approfondimento sul tema, disponibile per il download nel bottone sottostante.</p>



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<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/03/briefing-paper-on-the-water-framework-directive-review-and-revision_march-2026.pdf">Approfondimento</a></div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/la-revisione-della-direttiva-quadro-sulle-acque-indebolisce-la-tutela-delle-acque-in-europa-e-mette-a-rischio-la-salute-e-il-futuro/">La revisione della Direttiva Quadro sulle Acque indebolisce la tutela delle acque in Europa e mette a rischio la salute e il futuro</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Concluso a Salerno il convegno sul ripristino della natura: disponibili le slides dei relatori</title>
		<link>https://www.cirf.org/concluso-a-salerno-il-convegno-sul-ripristino-della-natura-disponibili-le-slide-dei-relatori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 10:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti CIRF]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Open Rivers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salerno, 15 gennaio – Si è svolto giovedì 15 gennaio, nella suggestiva cornice del Salone Bottiglieri del Palazzo della Provincia di Salerno, il convegno “Il Regolamento Europeo sul ripristino della natura: nuove sfide e opportunità per riqualificare gli ambienti fluviali”. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, mondo della ricerca e professionisti per riflettere sul futuro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/concluso-a-salerno-il-convegno-sul-ripristino-della-natura-disponibili-le-slide-dei-relatori/">Concluso a Salerno il convegno sul ripristino della natura: disponibili le slides dei relatori</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Salerno, 15 gennaio</strong> – Si è svolto giovedì 15 gennaio, nella suggestiva cornice del Salone Bottiglieri del Palazzo della Provincia di Salerno, il convegno <em>“<a href="https://www.cirf.org/ripristino-della-natura-e-ambienti-fluviali-a-salerno-un-convegno-sulle-nuove-politiche-europee/">Il Regolamento Europeo sul ripristino della natura: nuove sfide e opportunità per riqualificare gli ambienti fluviali</a>”</em>. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, mondo della ricerca e professionisti per riflettere sul futuro dei sistemi fluviali alla luce delle nuove politiche europee sul ripristino della natura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="725" height="1024" src="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/12/EVENTO_15GEN-versione-nuova-pag1-725x1024.jpg" alt="" class="wp-image-13542"/></figure>



<p>La giornata è stata caratterizzata da un confronto intenso e partecipato sui principali temi legati alla pianificazione e alla gestione dei corsi d’acqua: dalla connettività ecologica alla gestione dei sedimenti, fino al ruolo strategico del Regolamento Europeo nel favorire il recupero degli ecososistemi fluviali e la resilienza dei territori.</p>



<p>Tra i momenti di maggiore rilievo, la keynote speech di <strong>Günter Blöschl</strong>, Stockholm Water Prize 2025, che ha offerto una visione autorevole e approfondita sul contributo del ripristino fluviale alla mitigazione del rischio di piena in un contesto segnato dal cambiamento climatico.</p>



<p>Ampio spazio è stato inoltre dedicato alla presentazione di esperienze concrete di ripristino della connettività fluviale e di gestione dei sedimenti a scala nazionale, evidenziando come tali interventi possano già oggi tradursi in azioni efficaci, replicabili e con ricadute positive sui territori.</p>



<p>Nel corso del convegno è stato presentato anche il progetto <em>“Healing fragmented rivers: fostering dam removal in Cilento National Park (Italy)”</em>, finanziato da <strong>Open Rivers Programme</strong>, che mira a mappare e analizzare le barriere fluviali presenti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, con l’obiettivo di favorire il ripristino dei processi naturali e dei fiumi liberi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/02/convegno-salerno-2-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-13641" srcset="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/02/convegno-salerno-2-980x735.jpg 980w, https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/02/convegno-salerno-2-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>L’evento è stato organizzato in collaborazione con il <strong>Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università degli Studi di Salerno</strong> e con l’<strong>Ordine degli Ingegneri della Provincia di Salerno</strong>, con il patrocinio dell’<strong>Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni</strong> e della <strong>Provincia di Salerno</strong>.</p>



<p>Le slides di alcuni degli interventi possono essere scaricate ai seguenti link:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/02/Cipollone_rewild-appenins_compressed.pdf">Mario Cipollone l Rewilding Apennines: Esperienze di rimozione di barriere fluviali nell’Appennino Centrale</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/02/Trentini_CIRF.pdf">Giuliano Trentini l Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale: Presentazione del progetto “Healing fragmented rivers: fostering dam removal in Cilento National Park in Italy”</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/02/Goltara_CIRF.pdf">Andrea Goltara l Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale: Il nuovo Regolamento Europeo sul ripristino della Natura e il ripristino della connettività fluviale</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/02/Mandarino_CIRF.pdf">Andrea Mandarino l Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale: La gestione dei sedimenti per il ripristino di forme e processi</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/02/Carosi_unipg.pdf">Antonella Carosi l Università di Perugia: I benefici della riqualificazione fluviale per la conservazione della biodiversità ittica</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/02/Hecher_Alto-adige.pdf">Peter Hecher l Provincia Autonoma Bolzano &#8211; Alto Adige: Interventi di ripristino della connettività fluviale in Alto Adige</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/02/Federico_Mase.pdf">Teresa Federico e Daniele Rignanese | Dipartimento Sviluppo Sostenibile Direzione Generale Uso Sostenibile del Suolo e delle Acque: Il Regolamento europeo sul ripristino della natura come strumento per migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici e dei suoli degradati </a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2026/02/Simonelli_AdbPo.pdf">Tommaso Simonelli l Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po: Il ripristino della connettività nel bacino del fiume Po</a></li>
</ul>



<p><br></p>



<p><br></p>



<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/concluso-a-salerno-il-convegno-sul-ripristino-della-natura-disponibili-le-slide-dei-relatori/">Concluso a Salerno il convegno sul ripristino della natura: disponibili le slides dei relatori</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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		<title>Restituire spazio ai fiumi: con la conclusione del progetto nazionale Open Rivers il CIRF punta al ripristino della connettività fluviale</title>
		<link>https://www.cirf.org/restituire-spazio-ai-fiumi-con-la-conclusione-del-progetto-nazionale-open-rivers-il-cirf-punta-al-ripristino-della-connettivita-fluviale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 07:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Open Rivers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sette casi studio da nord a sud per avviare un percorso concreto di ripristino della connettività dei corsi d’acqua italiani Dighe, briglie, traverse, piccole opere di sbarramento. In Italia se ne contano decine di migliaia, spesso ormai inutilizzate, che interrompono il naturale scorrere dei fiumi e impediscono a pesci, sedimenti e nutrienti di muoversi liberamente. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Sette casi studio da nord a sud per avviare un percorso concreto di ripristino della connettività dei corsi d’acqua italiani</em></p>



<p><strong>Dighe, briglie, traverse, piccole opere di sbarramento</strong>. In Italia se ne contano decine di migliaia, spesso ormai inutilizzate, che interrompono il naturale scorrere dei fiumi e<strong> impediscono a pesci, sedimenti e nutrienti di muoversi liberamente</strong>.</p>



<p>Il <strong>CIRF – Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale</strong> ha concluso il progetto, finanziato dall’<strong>Open Rivers Programme</strong>, dedicato ad avviare una campagna italiana per il <strong>ripristino della connettività </strong>dei corsi d’acqua tramite nuove forme di gestione fluviale basate sulla rinaturazione.</p>



<p>Durante il progetto sono stati analizzati e discussi casi concreti di potenziale riqualificazione lungo tutta la penisola, con un <strong>focus su sette fiumi e torrenti</strong> rappresentativi della diversità del territorio italiano, spaziando dal Friuli-Venezia Giulia<strong> (fiume Fella)</strong> alla Campania<strong> (fiume Calore Irpino)</strong>,alla Sardegna (<strong>fiume</strong> <strong>Flumendosa)</strong> alla Sicilia (<strong>fiume</strong> <strong>Irminio</strong>).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/12/IMG_20240913_112745-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-13509" srcset="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/12/IMG_20240913_112745-980x735.jpg 980w, https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/12/IMG_20240913_112745-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>Tra questi, i casi più promettenti sono entrati in un percorso operativo che ci auguriamo possa in breve tempo condurre alla <strong>rimozione effettiva di ostacoli fluviali</strong> e alla <strong>restituzione di spazi di naturalità ai fiumi</strong>; per gli altri, dove necessario, saranno previste misure di mitigazione a beneficio di habitat, specie ed ecosistemi influenzati dalle strutture esistenti e per il momento non rimovibili.</p>



<p>Parallelamente, grazie a un ulteriore finanziamento dell’Open Rivers Programme, il CIRF sta già lavorando a <strong>progetti concreti di rimozione di ostacoli in Sicilia</strong>, sul <strong>fiume Pollina</strong>, restituendo funzioni ecologiche a un tratto di fiume oggi frammentato, e avviando così la fase applicativa di un percorso di lungo periodo.</p>



<p>“Questo progetto non è un punto di arrivo, ma di partenza”, dichiara <strong>Andrea Goltara</strong>, direttore del CIRF. “Abbiamo creato e consolidato una rete di attori pubblici e privati interessati al tema della connettività fluviale, aprendo la strada a future azioni di ripristino su scala territoriale. Ora è il momento di tradurre la conoscenza in azione.”</p>



<p>Questo percorso rappresenta un <strong>seme importante per il futuro piano nazionale di ripristino della natura</strong>, che dovrà essere definito entro il <strong>1° settembre 2026</strong> come richiesto dalla <strong>Nature Restoration Regulation</strong>. Restituire libertà ai fiumi significa investire sulla <strong>biodiversità e resilienza dei territori, </strong>specialmente in ottica di eventi metereologici estremi (alluvioni ma anche siccità): un obiettivo che il CIRF continuerà a promuovere con il supporto di istituzioni, ricercatori e comunità locali.</p>
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		<title>CAMPAGNA FREE TAGLIAMENTO: IL PUNTO DELLE ASSOCIAZIONI E I PROSSIMI PASSI</title>
		<link>https://www.cirf.org/campagna-free-tagliamento-il-punto-delle-associazioni-e-i-prossimi-passi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 07:11:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa CIRF]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fiumi]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli-Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[tagliamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il seminario &#8220;Tagliamento: ultimo fiume naturale sulle Alpi?&#8221; il 20 settembre a Ragogna ha chiuso la campagna Free Tagliamento 2025 con diversi messaggi importanti. Udine, 22 settembre 2025Sabato 20 settembre si è svolto a Ragogna il seminario “Tagliamento: ultimo fiume naturale sulle Alpi?”, evento conclusivo per il 2025 della campagna Free Tagliamento. Tecnici e cittadini [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/campagna-free-tagliamento-il-punto-delle-associazioni-e-i-prossimi-passi/">CAMPAGNA FREE TAGLIAMENTO: IL PUNTO DELLE ASSOCIAZIONI E I PROSSIMI PASSI</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il seminario <em>&#8220;Tagliamento: ultimo fiume naturale sulle Alpi?&#8221;</em> il 20 settembre a Ragogna ha chiuso la campagna Free Tagliamento 2025 con diversi messaggi importanti.</p>



<p>Udine, 22 settembre 2025<br>Sabato 20 settembre si è svolto a Ragogna il seminario <em>“Tagliamento: ultimo fiume naturale sulle Alpi?”</em>, evento conclusivo per il 2025 della campagna Free Tagliamento. Tecnici e cittadini si sono confrontati sulle minacce che rischiano di compromettere un ambiente naturale unico e sulle possibili soluzioni per preservarlo e valorizzarlo, integrando al contempo la mitigazione del rischio di alluvioni.</p>



<p>La campagna Free Tagliamento, iniziata il 22 marzo, ha portato i partecipanti a esplorare il fiume in sette tappe dalla foce all’alto corso, imparando a conoscerne le caratteristiche, il valore, ma anche le minacce, grazie al coinvolgimento di scienziati, tecnici, attivisti, artisti. Una comunità in movimento che si è incontrata numerosa all’evento conclusivo per condividere gli spunti emersi in questi mesi, a proposito del futuro del “Re dei fiumi alpini”, come viene chiamato il Tagliamento. Nel titolo del seminario c’è un interrogativo: il corso d’acqua friulano è sicuramente uno dei più selvaggi delle Alpi, tuttavia la sua naturalità, in molti tratti, è compromessa e minacciata, in particolare dalla mancata applicazione di un adeguato deflusso ecologico e dalle diffuse estrazioni di inerti, oltre che dalle proposte di futuri interventi di pesante artificializzazione. È stata quindi nuovamente ribadita la necessità di azioni urgenti ed efficaci di mitigazione delle pressioni esistenti e di trovare misure di gestione del rischio di alluvioni che tutelino l’ecosistema Tagliamento.</p>



<p>Il seminario è stato aperto da un intervento riassuntivo del percorso Free Tagliamento a cura di <strong>Alessandro Ciriani</strong>, di Legambiente FVG, che ha spaziato dai problemi del tratto di foce di fronte ai cambiamenti climatici, che potrebbe beneficiare di interventi di rinaturazione, agli impatti dell’idroelettrico nel tratto montano. A seguire, <strong>Andrea Goltara</strong>, direttore del Centro italiano per la riqualificazione fluviale – CIRF, ha discusso obblighi e opportunità introdotti dal Regolamento europeo per il ripristino della natura, la <em>Nature Restoration Law</em>, che per i fiumi chiede innanzi tutto di ripristinare la connettività, rimuovendo barriere che creano più danni che benefici (su questo sono state presentate alcune proposte nel bacino del Fella, sviluppate nell’ambito di un progetto finanziato dal programma Open Rivers) e di mantenerla dove già è presente.</p>



<p>In questa prospettiva ha inquadrato anche il tema dei progetti di casse d’espansione nel medio corso e delle relative audizioni dei “dodici esperti” da parte dell’Autorità di bacino Alpi Orientali. A tal proposito <strong>Silvia Simoni</strong> e <strong>Alice Iori</strong>, di Mountan-eering srl, hanno presentato uno studio promosso dal CIRF e finanziato dalla Senckenberg Society for Nature Research e dalla fondazione Gerty-Strohm-Stiftung. L’obiettivo dello studio è stato quello di investigare l’esistenza di alternative progettuali, rispetto a quella attualmente individuata, che consentano di laminare la portata di piena di riferimento senza la realizzazione di traverse che interrompano la connettività longitudinale. Attraverso l’implementazione di un modello idraulico bidimensionale sono stati quantificati gli effetti sulla riduzione del picco di piena di alcuni interventi esemplificativi.</p>



<p>In particolare, sono stati analizzati possibili interventi che sfruttano la capacità di laminazione delle aree laterali al fiume tramite la realizzazione di aree di esondazione controllata all’esterno degli argini esistenti e che non richiedono la realizzazione di traverse, oltre ad altri, minori, di riconnessione di tratti di pianura inondabile a monte. Gli esempi presi in considerazione, per la piena centennale, ridurrebbero il picco di portata a Latisana fino a circa 4000 m³/s, raggiungendo quindi valori prossimi al target fissato dall’Autorità di bacino Alpi Orientali. I tecnici hanno tenuto a precisare che questi sono i risultati preliminari di uno studio ancora in corso e che è plausibile che l’abbattimento del picco di piena modellato possa essere incrementato ottimizzando la progettazione delle aree di esondazione controllata e aggiungendo altri interventi localizzati. L’esempio presentato non è l’unica soluzione possibile ma lo studio ha dimostrato che anche senza opere trasversali si possono ottenere risultati molto significativi. È dunque importante che questi interventi siano valutati e approfonditi nell’ambito del documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP) che dovrà essere prodotto nell’ambito della definizione e progettazione delle azioni di mitigazione del rischio di alluvioni.</p>



<p>Un tema strettamente connesso alla gestione del rischio idraulico è quello della gestione dei sedimenti. Diversi interventi hanno ricordato come l’eccessivo prelievo nel tempo abbia indotto un abbassamento del letto del fiume e che tale fenomeno può avere un effetto fortemente negativo sulla gestione delle piene, perché a causa dell’eccessivo dislivello fra l’alveo e le sponde, le aree golenali si allagano meno di frequente e quindi la portata si propaga verso valle con picchi più accentuati. Interventi solitamente giustificati al fine della riduzione del rischio, quindi, in realtà possono spesso farlo aumentare.</p>



<p>Andrea Goltara ha presentato una mappa, costruita sulla base dei dati ufficiali della Regione, delle numerosissime estrazioni di inerti autorizzate nel bacino del fiume Tagliamento negli ultimi 10 anni, che mostra come si tratti spesso di interventi in successione lungo gli stessi tratti fluviali (sollevando forti dubbi sulla coerenza rispetto alla normativa attuale) e che i volumi complessivi autorizzati sono molto significativi (oltre 1,6 milioni di m³). Aggiungendo a questo gli apparentemente limitati controlli quantitativi sulle estrazioni effettivamente svolte e l’assenza di un programma di gestione dei sedimenti, nonostante sia obbligatorio da oltre 10 anni, la situazione risulta preoccupante.</p>



<p>Proprio su tali programmi di gestione e sull’urgenza di realizzarli, fondandoli su una solida base di dati di monitoraggio, oggi spesso deficitaria, si è concentrato l’intervento di <strong>Simone Bizzi</strong> dell’Università di Padova, che ha spiegato perché il più delle volte i prelievi di sedimenti creano più danni che benefici senza contrastare il rischio alluvionale, a differenza di ciò che si pensa comunemente.</p>



<p>La soluzione a diversi dei problemi trattati nel seminario richiede di ricomporre conflitti tra soggetti e territori diversi. Un approccio che può aiutare a ridurli e a trovare soluzioni condivise è quello dei contratti di fiume, di cui ha parlato <strong>Anna Brusarosco</strong>, ricercatrice dell’Università di Udine.</p>



<p><strong>Pietro Boniciolli</strong> del WWF FVG ha contribuito con un video intervento, messo a disposizione dei partecipanti e di tutti gli interessati, sul passaggio dal DMV al deflusso ecologico nel Tagliamento, in cui ha evidenziato le molte lacune ancora da colmare, sia in termini di monitoraggio e identificazione degli effetti dell&#8217;alterazione idrologica, che di definizione di soglie di alterazione ecologicamente accettabili.</p>



<p><strong>Alessandra Testa</strong> e <strong>Sandro Cargnelutti</strong> di Legambiente FVG sono intervenuti presentando due proposte di promozione della conoscenza della cultura scientifica che hanno suscitato interesse e disponibilità da parte dell’amministrazione comunale di Ragogna, come espresso nei saluti dall’assessore <strong>Yuri Marchello</strong> e dal presidente del Bacino Imbrifero Montano (BIM), <strong>Michele Benedetti</strong>. Le proposte hanno riguardato la progettazione di un centro di documentazione/studi sul Tagliamento, che potrebbe trovare nel Castello di Ragogna idoneo riferimento, e un osservatorio sulle acque nell’alto bacino del Tagliamento, volto a mettere in chiaro i dati disponibili sulle acque e relativi usi.</p>



<p>A conclusione, hanno portato il loro punto di vista gruppi e comitati, in particolare i comitati <em>Noi siamo Tagliamento</em> e <em>Salviamo il lago di Cavazzo</em>.</p>



<p>Free Tagliamento è una campagna di Legambiente FVG, WWF FVG, Lipu FVG, Centro italiano per la riqualificazione fluviale – CIRF e l’associazione Foce del Tagliamento, sostenuta dal brand Patagonia, per chiedere che il “Re dei fiumi alpini” continui a scorrere libero.</p>



<p>Info: <a href="http://www.freetagliamento.org">www.freetagliamento.org</a></p>



<div class="wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link wp-element-button" href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/09/FreeTagliamento_CS_22set25_CIRF-Rev.-2.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scarica qui il comunicato stampa</a></div>
</div>
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		<item>
		<title>Un patrimonio da conoscere e proteggere – Seminario Internazionale “I fiumi a canali intrecciati e il Tagliamento” &#124; 14 giugno 2025</title>
		<link>https://www.cirf.org/un-patrimonio-da-conoscere-e-proteggere-seminario-internazionale-i-fiumi-a-canali-intrecciati-e-il-tagliamento-14-giugno-2025/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 13:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti CIRF]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[tagliamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 14 giugno 2025, il Teatro Miotto di Spilimbergo (PN) ospiterà il seminario internazionale “I fiumi a canali intrecciati e il Tagliamento”, un evento che riunirà esperti nazionali e internazionali per condividere conoscenze e favorire lo scambio di esperienze positive nella protezione, gestione e riqualificazione dei fiumi a canali intrecciati, con un focus particolare sul [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/un-patrimonio-da-conoscere-e-proteggere-seminario-internazionale-i-fiumi-a-canali-intrecciati-e-il-tagliamento-14-giugno-2025/">Un patrimonio da conoscere e proteggere – Seminario Internazionale “I fiumi a canali intrecciati e il Tagliamento” | 14 giugno 2025</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il 14 giugno 2025</strong>, il <strong>Teatro Miotto di Spilimbergo (PN)</strong> ospiterà il <strong>seminario internazionale “I fiumi a canali intrecciati e il Tagliamento”</strong>, un evento che riunirà esperti nazionali e internazionali per condividere conoscenze e favorire lo scambio di esperienze positive nella protezione, gestione e riqualificazione dei fiumi a canali intrecciati, con un focus particolare sul Tagliamento, uno degli ultimi grandi sistemi fluviali naturali rimasti in Europa.</p>



<p><strong>Comitato Scientifico</strong>: Barbara Belletti (French National Centre for Scientific Research), Walter Bertoldi (Università di Trento), Simone Bizzi (Università di&nbsp;Padova), Francesco Comiti (Università di&nbsp;Padova), Angela Gurnell (Queen Mary University of London), Andrea Mandarino (Università di&nbsp;Genova), Lorenzo Picco (Università di&nbsp;Padova), Hervé Piégay (ENS Lyon), Benoît Terrier (Rhône Méditerranée Corse Water Agency), Klement Tockner (Senckenberg Society for Nature Research), Guido Zolezzi (Università di&nbsp;Trento).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="725" height="1024" src="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/04/Seminario-Spilimbergo-ITA_page-0001-725x1024.jpg" alt="" class="wp-image-13148"/></figure>



<p>L’evento si svolgerà <strong>in presenza</strong>, dalle <strong>9:00 alle 17:00</strong>, e sarà garantito il <strong>servizio di interpretazione simultanea</strong> dall’italiano all’inglese e viceversa per tutta la giornata.<br><strong>La partecipazione è gratuita ma l’iscrizione è obbligatoria</strong> al seguente link:<br><a class="" href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeZ0stsphZFELYA74OkBrlr-kQCe7RvFKTlgm4bcwCsiUcaUQ/viewform">Modulo iscrizione</a></p>



<p>Il giorno successivo, <strong>domenica 15 giugno</strong>, sarà possibile partecipare a una delle <strong>sette tappe della campagna “Free Tagliamento”</strong>, che si svolgeranno in contemporanea <strong>a piedi o in canoa/kayak</strong> lungo tratti selezionati del fiume. Maggiori informazioni sul sito ufficiale: <a class="" href="https://freetagliamento.org">freetagliamento.org</a></p>



<h3 class="wp-block-heading">Programma</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="725" height="1024" src="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/04/Seminario-Spilimbergo-ITA_page-0003-725x1024.jpg" alt="" class="wp-image-13147"/></figure>



<div class="wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button" href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/04/Seminario-Spilimbergo-ITA.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scarica il programma</a></div>
</div>



<h3 class="wp-block-heading">Un ecosistema unico da conoscere e proteggere</h3>



<p>Il Tagliamento è l&#8217;ultimo grande sistema fluviale che ancora mostra le tipiche caratteristiche originariamente presenti in molti fiumi alpini: un ampio alveo ghiaioso a canali intrecciati che cambiano dopo ogni piena, con lo spazio necessario alla sua dinamica particolarmente attiva, che lo rendono un ecosistema di riferimento in Europa. Il suo valore paesaggistico è una risorsa inestimabile per le comunità che vivono lungo il suo corso e un patrimonio da conservare non solo per i cittadini friulani<strong>, ma del mondo e </strong>per<strong> le generazioni future.</strong></p>



<p>La tutela del suo tratto di maggiore valore ambientale è stata ripetutamente minacciata da possibili interventi per la difesa dalle alluvioni e i piani recenti di costruzione di casse d&#8217;espansione stanno suscitando preoccupazione. È fondamentale che la pianificazione e la gestione del fiume si basino su un confronto esaustivo delle alternative, puntando il più possibile su soluzioni basate sulla natura e permettendo alle comunità locali di essere parte attiva del processo decisionale.</p>



<p>Il seminario si propone di condividere conoscenze e favorire lo scambio di esperienze positive nella protezione, gestione e riqualificazione dei fiumi a canali intrecciati, e di promuovere un dibattito informato sulle misure migliori per il Tagliamento, al fine di mitigare il rischio di alluvioni, ridurre gli impatti esistenti e valorizzarne il patrimonio naturale e culturale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/un-patrimonio-da-conoscere-e-proteggere-seminario-internazionale-i-fiumi-a-canali-intrecciati-e-il-tagliamento-14-giugno-2025/">Un patrimonio da conoscere e proteggere – Seminario Internazionale “I fiumi a canali intrecciati e il Tagliamento” | 14 giugno 2025</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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		<title>Workshop sulla connettività fluviale e la mitigazione del rischio di alluvioni: presentazioni e video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 09:47:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti CIRF]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Open Rivers]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione fluviale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è concluso il workshop &#8220;Connettività fluviale e mitigazione del rischio di alluvioni&#8221;, tenutosi online lo scorso 28 gennaio. L&#8217;evento, organizzato da ANCI e CIRF nell&#8217;ambito del progetto europeo Open Rivers, ha fornito alle amministrazioni comunali conoscenze tecniche e esempi pratici per incrementare la connettività fluviale. Interventi Dopo l&#8217;introduzione G. Dodaro (CIRF) e di L. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si è concluso il workshop <strong>&#8220;Connettività fluviale e mitigazione del rischio di alluvioni&#8221;</strong>, tenutosi online lo scorso <strong>28 gennaio</strong>. L&#8217;evento, organizzato da <strong>ANCI e CIRF</strong> nell&#8217;ambito del progetto europeo <strong><a href="https://www.cirf.org/tag/open-rivers/">Open Rivers</a></strong>, ha fornito alle amministrazioni comunali conoscenze tecniche e esempi pratici per incrementare la connettività fluviale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Interventi</strong></h3>



<p>Dopo l&#8217;introduzione <strong>G. Dodaro</strong> (CIRF) e di <strong>L. Albani</strong> (ANCI), <strong>A. Mandarino</strong> (CIRF) ha illustrato i meccanismi morfologici dei fiumi e il loro legame con gli eventi alluvionali e la biodiversità. A seguire, <strong>A. Goltara</strong> (CIRF) ha presentato un quadro degli interventi integrati per la riduzione del rischio alluvioni con la riqualificazione fluviale.<br>Significative le testimonianze su due casi italiani di rimozione di ostacoli fluviali: il <strong>progetto sul fiume Giovenco</strong>, illustrato da <strong>I. Schipani</strong> (Rewilding Apennines), e il <strong>progetto sul fiume Chisone</strong>, raccontato da <strong>A. Meirone</strong> (Aree Protette Alpi Cozie) ed <strong>E. Dan</strong> (CIRF).<br>Successivamente, <strong>M. Monaci</strong> (CIRF) ha approfondito il ruolo dei Comuni nella gestione delle concessioni e autorizzazioni, mentre <strong>A. Impedovo</strong> (Regione Piemonte) ha parlato delle strategie di <strong>rilocalizzazione degli edifici</strong> nelle aree a rischio esondazione. Il workshop si è concluso con un dibattito.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Materiali disponibili online</strong></h3>



<p>Per chi non ha potuto partecipare, il video completo del workshop è disponibile sul canale YouTube del <strong>CIRF</strong>. Inoltre, le presentazioni dei relatori possono essere scaricate in formato PDF per approfondire i temi trattati.</p>



<p><strong>Link al video YouTube:</strong> <a href="https://www.youtube.com/user/CIRFcomunicazione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale CIRF</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<span class="videowrapper embed-youtube-nocookie aspect_ratio_563"><iframe loading="lazy" title="Workshop connettività fluviale e la mitigazione del rischio di alluvioni" width="1080" height="608" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/62r4LBJf764?start=7748&#038;feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></span> <!-- /.videowrapper -->
</div></figure>



<p><strong>Scarica le presentazioni:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/01/WS_ANCI-CIRF_OR_280125_Mandarino.pdf">Come funziona un fiume? Aspetti morfologici, alluvioni e biodiversità</a></strong>&nbsp;– A. Mandarino – CD CIRF</li>



<li><strong><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/01/WS_ANCI-CIRF_280125_Goltara.pdf">Ridurre il rischio di alluvioni con la riqualificazione fluviale: interventi integrati e free flowing rivers</a></strong>&nbsp;– A. Goltara – Direttore CIRF</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/01/WS_ANCI-CIRF_OR_280125_Schipani_compressed.pdf">Fiumi liberi di scorrere: il caso del Giovenco</a></strong>&nbsp;– I. Schipani – consulente tecnico di Rewilding Apennines</li>



<li><strong><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/01/WS_ANCI-CIRF_OR_280125_Meirone_Dan.pdf">Fiumi liberi di scorrere: il caso del Chisone</a></strong>&nbsp;– A. Meirone – Funzionario tecnico Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie – E. Dan – CIRF</li>



<li><strong><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/01/WS_ANCI-CIRF_280125_Monaci.pdf">Le competenze dei Comuni in materia di concessioni e autorizzazioni</a></strong>&nbsp;– M. Monaci – CD CIRF</li>



<li><strong><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2025/01/WS_ANCI-CIRF_280125_Impedovo.pdf">La rilocalizzazione degli edifici dalle aree a rischio di esondazione</a></strong>&nbsp;– A. Impedovo – Settore Difesa del Suolo Regione Piemonte</li>
</ul>



<p></p>
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		<title>Convegno Nature Restoration Law e connettività fluviale: una giornata di riflessione tra esperienze europee e italiane</title>
		<link>https://www.cirf.org/convegno-nature-restoration-law-e-connettivita-fluviale-una-giornata-di-riflessione-tra-esperienze-europee-e-italiane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 09:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Nature Restoration Law]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di venerdì 22 novembre sì è tenuto a Torino il primo evento in Italia di riflessione attorno al nuovo Regolamento europeo sul Ripristino della Natura, organizzato da CIRF e&#160;Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po. L&#8217;evento dal titolo “Il Regolamento sul ripristino della natura: recuperare la connettività fluviale per migliorare la qualità del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/convegno-nature-restoration-law-e-connettivita-fluviale-una-giornata-di-riflessione-tra-esperienze-europee-e-italiane/">Convegno Nature Restoration Law e connettività fluviale: una giornata di riflessione tra esperienze europee e italiane</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella giornata di venerdì 22 novembre sì è tenuto a Torino il primo evento in Italia di riflessione attorno al nuovo <strong><a href="https://www.cirf.org/tag/nature-restoration-law/">Regolamento europeo sul Ripristino della Natura</a></strong>, organizzato da CIRF e&nbsp;<strong><a href="https://www.facebook.com/@autoritadistrettualepo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po</a></strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/Convegno-Nature-Restoration-Law-e-connettivita-fluviale-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-12923"/></figure>



<p>L&#8217;evento dal titolo “<strong>Il Regolamento sul ripristino della natura: recuperare la connettività fluviale per migliorare la qualità del territorio e adattarsi ai cambiamenti climatici</strong>” è stato ospitato nella prestigiosa sede del salone delle feste di&nbsp;<strong><a href="https://www.facebook.com/palazzomadamatorino" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Palazzo Madama Torino</a></strong>&nbsp;e ha visto la partecipazione di 120 persone in sala più oltre 300 iscritti collegati da remoto, con relazioni da parte del MASE, ISPRA, AdB, CIRF, AIPo, Università di Parma e Padova e numerosi relatori esteri che hanno presentato esperienze consolidate e in atto da anni di riduzione del rischio alluvioni e adattamento ai cambiamenti climatici attraverso estensivi interventi di riqualificazione degli ecosistemi fluviali, ovvero quel tipo di azione di ripristino della natura richiesto dalla strategia europea per la biodiversità 2030 e dal nuovo regolamento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/Convegno-NRL-e-connettivita-fluviale-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-12924" srcset="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/Convegno-NRL-e-connettivita-fluviale-980x735.jpeg 980w, https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/Convegno-NRL-e-connettivita-fluviale-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>In Francia L&#8217;Agence de l’eau Rhone Méditerranée Corse, ha da anni intrapreso una estesa azione di ripristino dei flussi di sedimenti lungo tutto il bacino del Rodano. L&#8217;attuazione dei piani di gestione dei sedimenti nel bacino del Rodano ha portato negli anni: alla rimozione di 800 briglie e al ripristino della continuità ecologica di altre 3019; l&#8217;arretramento di difese spondali e argini al fine di permettere la mobilità planimetrica degli alvei, con l&#8217;esteso intervento attuato sulla Durance già nel 1997; allo scopo di dare più spazio ai fiumi sono state delocalizzate strade e abitazioni, ad esempio dopo l&#8217;alluvione del 2018 lungo il fiume Aude in Occitania al fine di dare spazio di mobilità al fiume nel 2022 nel comune di Villegailhenc sono state demolite 38 abitazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/Convegno-Nature-Restoration-Law-e-connettivita-fluviale-andrea-goltara-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-12926"/></figure>



<p>Di notevole interesse anche l&#8217;esperienza spagnola nel bacino del fiume Ebro. La constatazione che i danni da alluvioni, nonostante l&#8217;estesa presenza di opere di protezione idraulica erano comunque eccessivi, con una stima di 100 milioni di euro di danni con tempo di ritorno di 10 anni, ha portato ad un radicale cambio di paradigma e, secondo l&#8217;espressione usata dal relatore Samuel Chopo della Confederación Hidrográfica del Ebro, a passare dal&nbsp; combattere contro il fiume al gestirlo. Questo cambio di approccio ha portato alla definizione di un piano di interventi da 13milioni di euro da implementarsi tra il 2021 e il 2027 consistente per lo più in rimozione e arretramento di opere di regimazione, oltre che all&#8217;adozione di interventi nella piana inondabile finalizzati a rendere compatibile l&#8217;inondabilità delle aree con la prosecuzione dell&#8217;attività agricola.</p>



<p>Sebastian Birk, dell&#8217;Università di Duisburg-Essen, partner del <a href="https://project-merlin.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto MERLIN</a> finanziato dal programma Horizon che sta analizzando numerosi interventi in Europa per valutarne l&#8217;effettiva capacità di ripristinare gli ecosistemi fluviali, ha messo in evidenza come non ci siano ostacoli tecnici all&#8217;implementazione di misure di ripristino, e che gli ostacoli invece provengano prevalentemente dalla mancanza di volontà politica.</p>



<p>Per quanto riguarda l&#8217;intensa attività dell&#8217;Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po sono stati presentati l&#8217;intervento di riqualificazione della golena del Po a Gussola, completato un anno fa e per il quale sono stati riportati i primi esiti del monitoraggio geomorfologico ed ecologico, e il <a href="https://www.adbpo.it/pnrr-po/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto di riqualificazione del Po</a> finanziato con fondi PNRR e in corso di implementazione, con uno stanziamento di 357milioni di euro ed esteso complessivamente su 27.984 ettari di superficie.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/torino-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-12927" srcset="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/torino-980x735.jpeg 980w, https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/torino-480x360.jpeg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>La sintesi che si può trarre da questa intensa giornata è il fatto che <strong>il perseguimento degli obiettivi della Strategia dell’Unione europea sulla biodiversità per il 2030</strong>, della quale il nuovo Regolamento sul ripristino della natura costituisce un rafforzamento, <strong>è necessario e improrogabile</strong>. Il ripristino degli ecosistemi, di quelli fluviali in particolare, è fondamentale per permettere loro di esprimere fondamentali servizi ecosistemici dai quali dipendono la vivibilità dei territori, con benefici economici e sociali imprescindibili. Le esperienze estere presentate, nelle quali la risposta a drammatiche alluvioni è stata la rimozione e arretramento di opere per dare più spazio alle dinamiche naturali lungo corsi d&#8217;acqua eccessivamente incanalati, mettono ancora di più in luce la fondamentale necessità in Italia di un grande salto culturale nel dibattito pubblico su alluvioni e siccità. Questo urgente cambiamento culturale, va però sostenuto con i fatti, ovvero con il monitoraggio di tutti gli interventi di riqualificazione e integrati realizzati, così da rendere tangibili per tutti l&#8217;ampio spettro di benefici apportati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Presentazioni e video</h2>



<p>Di seguito potete trovare il programma del convegno, il video integrale per rivedere tutti gli interventi e le presentazioni dei relatori in formato PDF, disponibili per il download.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Programma</h3>



<p><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/locandina-1.pdf">Programma del convegno</a></p>



<h3 class="wp-block-heading">Video</h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<span class="videowrapper embed-youtube-nocookie aspect_ratio_563"><iframe loading="lazy" title="Convegno Nature Restoration Law e connettività fluviale" width="1080" height="608" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ZcQdPTtXp0E?feature=oembed"  allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></span> <!-- /.videowrapper -->
</div></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Presentazioni</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/1.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_IT_Cernusco.pdf">Il percorso di attuazione della Nature Restoration Law &#8211; Costanza Cernusco, Commissione Europea, DG Ambiente–Unità C1 Sustainable Freshwater Management</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/2.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_Goltara.pdf">Biodiversità, alluvioni e adattamento al cambiamento climatico: il ruolo della connettività nella gestione dei corsi d’acqua &#8211; Andrea Goltara &#8211; CIRF</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/3.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_Peruzzi.pdf">La metodologia per la valutazione dei Free-flowing rivers &#8211; Cosimo Peruzzi &#8211; ISPRA</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/4.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_Ciccarese.pdf">NRL: Obiettivi, indicatori scientificamente solidi e sistemi di monitoraggio efficaci &#8211; Lorenzo Ciccarese &#8211; ISPRA</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/5.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_pomeriggio_AdBPo_Simonelli-Gallani.pdf">Il ruolo dell’AdBPo nell’attuazione della NRL &#8211; dott.ssa Poala Gallani &amp; dott. Tommaso Simonelli &#8211; AdbPo</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/6.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_pomeriggio_Birk.pdf">Ripristinare la connettività a scala di bacino: casi studio dal progetto MERLIN Achieving Free-Flowing Rivers: Lessons from the MERLIN Project &#8211; Sebastian Birk &#8211; University of Duisburg-Essen</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/7.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_pomeriggio_Chopo.pdf">La strategia e il progetto Ebro Resilience (Spagna) The Ebro Resilience strategy and restoration project &#8211; Samuel Chopo &#8211; Confederación Hidrográfica del Ebro</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/8.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_pomeriggio_Terrier.pdf">La gestione dei sedimenti nel distretto Rhône-Mediterranée-Corse (Francia) Sediment management in the Rhône-Mediterranée-Corse river basin district &#8211; Benoît Terrier &#8211; Agence de l’Eau RMC</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/9.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_pomeriggio_Soissons.pdf">Il ripristino della connettività nel fiume Sélune (Francia) Restoring connectivity in the Sélune river &#8211; Laura Soissons &#8211; INRAE</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/10.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_pomeriggio_Jolivet.pdf">Gestire in modo innovativo le difese costiere per adattarsi ai cambiamenti climatici, esempi dal progetto REST-COAST (Francia) Innovative management of coastal defence to adapt to climate change, examples from the REST-COAST project &#8211; Morgane Jolivet (Tour du Valat)</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/11.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_pomeriggio_AIPo_Piovani-Vergnani.pdf">Paolo Piovani e Mirella Vergnani &#8211; Il progetto di Rinaturazione dell’area Po</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/12.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_pomeriggio_Bolpagni.pdf">Misurare il successo degli interventi di ripristino della connettività: l’importanza del monitoraggio e gli esempi del progetto di Gussola Rossano Bolpagni (UniPR)</a></li>



<li><a href="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2024/11/13.NRL-e-connettivita_Torino_22nov24_pomeriggio_Cecchetto.pdf">Misurare il successo degli interventi di ripristino della connettività: l’importanza del monitoraggio e gli esempi del progetto di Martina Cecchetto (UniPD)</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/convegno-nature-restoration-law-e-connettivita-fluviale-una-giornata-di-riflessione-tra-esperienze-europee-e-italiane/">Convegno Nature Restoration Law e connettività fluviale: una giornata di riflessione tra esperienze europee e italiane</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tagliamento: la comunità scientifica internazionale chiede lo stop alla cassa d’espansione di Dignano</title>
		<link>https://www.cirf.org/tagliamento-la-comunita-scientifica-internazionale-chiede-lo-stop-alla-cassa-despansione-di-dignano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 09:59:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fiumi]]></category>
		<category><![CDATA[Nature Restoration Law]]></category>
		<category><![CDATA[tagliamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Re dei fiumi alpini rischia di essere sconvolto dalla costruzione di grandi opere che non solo non mettono in sicurezza dalle alluvioni ma alterano la dinamica naturale del fiume con conseguenze morfologiche di vasta portata sia a monte che a valle. Il Tagliamento è l‘ultimo grande sistema fluviale&#160;che ancora conserva le caratteristiche naturali originariamente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il Re dei fiumi alpini rischia di essere sconvolto dalla costruzione di grandi opere che non solo non mettono in sicurezza dalle alluvioni ma alterano la dinamica naturale del fiume con conseguenze morfologiche di vasta portata sia a monte che a valle.</strong></p>



<p>Il Tagliamento è l‘<strong>ultimo grande sistema fluviale</strong>&nbsp;che ancora conserva le caratteristiche naturali originariamente presenti in molti fiumi alpini: un&nbsp;<strong>ampio alveo a canali intrecciati che cambiano dopo ogni piena</strong>&nbsp;e una dinamica quasi indisturbata del&nbsp;<strong>trasporto a valle di sedimenti e del materiale vegetale</strong>, che creano un&nbsp;<strong>paesaggio e un ecosistema unici</strong>. È in grado di generare un grande volume di acque sotterranee e costituisce un mosaico dinamico e complesso di biotopi con una&nbsp;<strong>straordinaria diversità di organismi acquatici, anfibi e terrestri</strong>, nonché tutti gli habitat e le comunità tipiche delle pianure alluvionali. Per tutti questi motivi viene studiato da scienziati di tutto il mondo ed è un&nbsp;<strong>patrimonio inestimabile da conservare per le generazioni future.</strong></p>



<p>Questo ambiente è&nbsp;<strong>ora a rischio</strong>: l’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali e la Regione Friuli Venezia Giulia prevedono di realizzare&nbsp;<strong>grandi opere per il trattenimento delle piene, la prima delle quali dovrebbe essere realizzata a Dignano</strong>. La Regione ha finora rifiutato di aprire un dibattito pubblico su questi interventi e ha pubblicato un documento preliminare all’avvio della progettazione della traversa di Dignano, che se realizzata costituirebbe una&nbsp;<strong>violazione di direttive ambientali e regolamenti europei</strong>&nbsp;(Direttiva Quadro Acque, Direttive Uccelli e Habitat, Regolamento per il Ripristino della Natura, nonché la Convenzione delle Alpi, firmata anche dall’Italia).</p>



<p>La comunità scientifica internazionale chiede uno&nbsp;<strong>stop immediato e un cambio di rotta</strong>. <a href="https://docs.google.com/document/d/1_NjCsLDD7z-MpFN1GzE5YWrdTsKO3xv9/edit">Hanno aderito all&#8217;appello oltre 800 ricercatori e tecnici di 35 Paesi</a> che chiedono alla Regione e agli altri enti competenti una&nbsp;<strong>seria valutazione di alternative, dando priorità a quelle che non alterino le caratteristiche morfologiche uniche</strong>&nbsp;di questo fiume, come peraltro richiesto dalla Direttiva Alluvioni. È fondamentale infatti che venga&nbsp;<strong>preservata la sua connettività longitudinale per la fauna e per i sedimenti, garantita la tutela del fiume e dei suoi affluenti</strong>&nbsp;e, non da ultimo, assicurato il&nbsp;<strong>coinvolgimento della popolazione</strong>&nbsp;nelle decisioni sul Tagliamento.&nbsp;</p>



<p><strong>Andrea Goltara</strong>, direttore del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (<strong>CIRF</strong>) e uno dei promotori dell’appello afferma: “la Regione dice di voler seguire il parere degli esperti: ora ascolti la voce di centinaia di loro, alcuni dei quali studiano il fiume da decenni.&nbsp;<strong>Le opere previste semplicemente non possono “mettere in sicurezza” la popolazione e danneggerebbero un patrimonio unico</strong>, sia per i friulani che per tutto il mondo. Vanno messe in campo&nbsp;<strong>soluzioni che riducano il rischio senza compromettere irrimediabilmente l’estensione e la funzionalità</strong>&nbsp;di un fiume che è un ecosistema chiave e di riferimento per tutta l’Europa”.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>ripristino della connettività fluviale e la sua conservazione</strong>&nbsp;&#8211; dove ancora presente &#8211; sono un elemento cardine del&nbsp;<strong>nuovo Regolamento Europeo per il Ripristino della Natura</strong>&nbsp;(<a href="https://www.cirf.org/tag/nature-restoration-law/">Nature Restoration Law</a>) e un&nbsp;<strong>obbligo per tutti i Paesi Membri.</strong></p>



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