Dic 17, 2025 | In evidenza

Restituire spazio ai fiumi: con la conclusione del progetto nazionale Open Rivers il CIRF punta al ripristino della connettività fluviale

Sette casi studio da nord a sud per avviare un percorso concreto di ripristino della connettività dei corsi d’acqua italiani

Dighe, briglie, traverse, piccole opere di sbarramento. In Italia se ne contano decine di migliaia, spesso ormai inutilizzate, che interrompono il naturale scorrere dei fiumi e impediscono a pesci, sedimenti e nutrienti di muoversi liberamente.

Il CIRF – Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale ha concluso il progetto, finanziato dall’Open Rivers Programme, dedicato ad avviare una campagna italiana per il ripristino della connettività dei corsi d’acqua tramite nuove forme di gestione fluviale basate sulla rinaturazione.

Durante il progetto sono stati analizzati e discussi casi concreti di potenziale riqualificazione lungo tutta la penisola, con un focus su sette fiumi e torrenti rappresentativi della diversità del territorio italiano, spaziando dal Friuli-Venezia Giulia (fiume Fella) alla Campania (fiume Calore Irpino),alla Sardegna (fiume Flumendosa) alla Sicilia (fiume Irminio).

Tra questi, i casi più promettenti sono entrati in un percorso operativo che ci auguriamo possa in breve tempo condurre alla rimozione effettiva di ostacoli fluviali e alla restituzione di spazi di naturalità ai fiumi; per gli altri, dove necessario, saranno previste misure di mitigazione a beneficio di habitat, specie ed ecosistemi influenzati dalle strutture esistenti e per il momento non rimovibili.

Parallelamente, grazie a un ulteriore finanziamento dell’Open Rivers Programme, il CIRF sta già lavorando a progetti concreti di rimozione di ostacoli in Sicilia, sul fiume Pollina, restituendo funzioni ecologiche a un tratto di fiume oggi frammentato, e avviando così la fase applicativa di un percorso di lungo periodo.

“Questo progetto non è un punto di arrivo, ma di partenza”, dichiara Andrea Goltara, direttore del CIRF. “Abbiamo creato e consolidato una rete di attori pubblici e privati interessati al tema della connettività fluviale, aprendo la strada a future azioni di ripristino su scala territoriale. Ora è il momento di tradurre la conoscenza in azione.”

Questo percorso rappresenta un seme importante per il futuro piano nazionale di ripristino della natura, che dovrà essere definito entro il 1° settembre 2026 come richiesto dalla Nature Restoration Regulation. Restituire libertà ai fiumi significa investire sulla biodiversità e resilienza dei territori, specialmente in ottica di eventi metereologici estremi (alluvioni ma anche siccità): un obiettivo che il CIRF continuerà a promuovere con il supporto di istituzioni, ricercatori e comunità locali.

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