Photo credits: Andrea Goltara
Il CIRF (Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale) è un’associazione culturale tecnico-scientifica, senza fini di lucro.
L’obiettivo primario è incidere sulla normativa e sulle scelte politiche e gestionali che impattano sull’equilibrio degli ecosistemi fluviali italiani ed europei, per migliorarne le condizioni e ripristinare i benefici che ne derivano per le popolazioni.
L’associazione costituisce, dal 1999, un luogo di incontro e coordinamento tra professionisti, enti pubblici e gli analoghi centri internazionali, che concretizza i risultati della ricerca scientifica, adattandoli ai diversi contesti territoriali e problematiche gestionali.
Nello specifico il CIRF:
- Sviluppa e promuove strumenti e metodi per valutare lo stato di salute dei fiumi e definire strategie integrate di intervento
- Partecipa attivamente al dibattito pubblico sulla gestione dei corsi d’acqua, dalla normativa europea e nazionale, all’interazione con gli enti gestori
- Promuove la riqualificazione fluviale tramite progetti concreti sul territorio, in collaborazione con le amministrazioni locali e all’interno di partenariati internazionali
ORGANIGRAMMA
Presidente
GIULIANO TRENTINI |
Ingegnere ma con tendenze tuttologhe, studia il suolo e in campo sostiene di saper riconoscere le piante.
Resiste con sempre meno convinzione al richiamo del settore primario. Future braccia rubate alla progettazione fluviale.
Vice Presidente
LAURA MARIANNA LEONE
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Biologa catadroma (ma comincia seriamente a pensare che chi glielo fa fare di lasciare il mare…). Tra i consiglieri probabilmente la più ottimista sulla natura umana, nonostante tutto. Ai contratti di fiume, infatti, il CIRF manda lei.
Consiglio Direttivo
BRUNO BOZ |
Fotografo naturalistico di successo prestato alla riqualificazione fluviale. Per anni ha fatto finta di interessarsi all’inquinamento diffuso e ad altre noiose questioni di pianura, ma è più contento quando va a caccia di vipere in montagna.
GIUSEPPE DODARO |
Scrittore, giornalista sportivo, sommelier, politico sotto traccia, pare anche naturalista nel (poco) tempo libero. Da anni cerca di convincere il CIRF che tutto questo con i fiumi c’entra poco, ma nessuno gli crede e quindi è ancora qui. Nelle partite importanti non può mancare.
ANDREA MANDARINO |
Raro esemplare di geomorfologo pescatore a mosca. Fa formazione nelle scuole, il consigliere per un Parco fluviale, la guardia ecologica e ora è cascato pure nella rete del CIRF. È l’ultimo arrivato nel direttivo, quindi non c’è ancora nulla di imbarazzante da raccontare sul suo conto.
SARA PAVAN |
L’unico vero ingegnere nel CIRF. Passare le notti a far girare modelli idraulici sarebbe la sua passione, ma è diventata grande e ha dovuto smettere. Dirigente pubblico in una regione nota per massacrare i fiumi allegramente, resta nel CIRF per espiare le colpe della categoria.
MARIA NICOLINA PAPA |
Raro esempio di ingegnere steineriano (praticamente un ossimoro). Di più: è anche professore universitario in un dipartimento di ingegneria civile. È nel CIRF per espiare queste colpe, ma lo fa con grande entusiasmo.
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ALESSANDRO ERRICO |
In bilico per anni tra elucubrazioni scientifiche e fermentazioni alcoliche, è attualmente un lampante esempio di braccia rubate all’agricoltura. Ma è giovane e fa ancora in tempo a cambiare idea. Non dice di no alle lezioni, ma da bravo agronomo va più volentieri alle degustazioni.
Direttore
ANDREA GOLTARA
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Segreteria e Amministrazione
GIANNA PACINI |
Severa custode delle magre finanze del CIRF e precisa gestrice di ogni questione amministrativa. Si narra che in realtà lavori alla Corte dei Conti e nel tempo libero gestisca l’associazione perché senza di lei chiuderebbe. Per recuperare le forze dovendo gestire un gruppo sostanzialmente anarchico, ogni tanto è costretta a fare viaggi dall’altra parte del mondo.