Il CIRF e altre 20 associazioni italiane chiedono al Ministro Costa più impegno per la tutela dei corsi d’acqua – 19 marzo 2019

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Il Ministro dell’Ambiente ha recentemente annunciato l’avvio del “Cantiere Ambiente” per la “messa in sicurezza del Paese dal rischio idrogeologico” attraverso un “Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico” denominato “Proteggi Italia”. 6,5 miliardi di euro per la prevenzione del rischio e la messa in sicurezza del territorio. 

20 associazioni italiane, tra cui il CIRF, ritengono che non sia più prorogabile un’azione diffusa di rinaturazione sul territorio, che rappresenta il miglior modo per avviare una politica concreta di adattamento ai cambiamenti climatici. A testimonianza di quanto sia sentito il problema della qualità delle acque si ricorda che nella Consultazione pubblica europea sulla Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE, conclusasi l’11 marzo, hanno partecipato ben 376000 cittadini europei.

Per questo, le associazioni firmatarie, già impegnate nella promozione della Consultazione pubblica europea sulla Direttiva Quadro Acque, chiedono che parte dei contributi annunciati siano destinati a:

·  –      favorire la completa attuazione dell’art. 117, comma 2 quater del Testo Unico Ambientale, che prevede la realizzazione di programmi di gestione dei sedimenti a scala di bacino idrografico;

·   –     promuovere l’attuazione dell’articolo 7, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, che individua come prioritari, tra le misure da finanziare per la mitigazione del dissesto idrogeologico, gli interventi integrati, che mirino contemporaneamente alla riduzione del rischio e alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità;

·  –      privilegiare l’impiego delle tecniche di Ingegneria Naturalistica negli interventi di stabilizzazione dei versanti franosi e della difesa del suolo;

·  –      garantire e assicurare un adeguato finanziamento alle misure, in particolare di riduzione delle pressioni idromorfologiche sui corsi d’acqua, necessarie al raggiungimento degli obiettivi di qualità previsti dalla Direttiva 2000/60/CE, evitando, contestualmente, il finanziamento di interventi che aumentino ulteriormente queste pressioni.

·  –      sensibilizzare e coinvolgere i cittadini, in applicazione dell’articolo 14 della direttiva 2000/60/CE.

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