Priorità alla riqualificazione fluviale nello Sblocca Italia – 12 novembre 2014

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È stato approvato il 12 novembre scorso il provvedimento “Sblocca Italia”, molto dibattuto, ma che, anche grazie all’azione del CIRF di questi ultimi mesi, contiene un articolo molto importante per i corsi d’acqua italiani. La norma definisce infatti che le risorse per gli interventi sul rischio idrogeologico dovranno essere prioritariamente destinate agli interventi integrati, che rispondono sia alla Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE), sia alla direttiva Alluvioni (2007/60/CE). A tali interventi, per la restituzione di spazio ai fiumi e il recupero della capacità di laminazione diffusa, deve essere assegnato almeno il 20% delle risorse destinate dalle Regioni ad interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico.

 

Ora dovremo concentrare i nostri sforzi per fare in modo che queste previsioni si concretizzino in tutte le Regioni italiane, come richiesto dal CIRF e dagli altri soggetti che fanno parte della “Coalizione per la prevenzione del rischio idrogeologico”. Parte di questo percorso è anche l’interazione con la struttura di missione del Governo “Italia Sicura”, con l’intento che gli interventi di riqualificazione idromorfologica dei corsi d’acqua e restituzione di spazio ai fiumi entrino a far parte anche in Italia della cassetta degli attrezzi per la difesa dalla alluvioni.

Segue un estratto dall’articolo 7 del provvedimento “Sblocca Italia” (è possibile leggere il testo integrale ad esempio qui):

A partire dalla programmazione 2015 le risorse destinate al finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico sono utilizzate tramite accordo di programma sottoscritto dalla Regione interessata e dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che definisce altresì la quota di cofinanziamento regionale. Gli interventi sono individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Le risorse sono prioritariamente destinate agli interventi integrati, finalizzati sia alla mitigazione del rischio sia alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità, ovvero che integrino gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, e della direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni. In particolare, gli interventi sul reticolo idrografico non devono alterare ulteriormente l’equilibrio sedimentario dei corsi d’acqua, bensì tendere ovunque possibile a ripristinarlo, sulla base di adeguati bilanci del trasporto solido a scala spaziale e temporale adeguata. A questo tipo di interventi integrati, in grado di garantire contestualmente la riduzione del rischio idrogeologico e il miglioramento dello stato eco-logico dei corsi d’acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità, in ciascun accordo di programma deve essere destinata una percentuale minima del 20 per cento delle risorse. Nei suddetti interventi assume priorità la delocalizzazione di edifici e di infrastrutture potenzialmente pericolosi per la pubblica incolumità.