La Riqualificazione Fluviale nella Legge di Stabilità 2014

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Come molti di voi sicuramente sapranno, negli ultimi giorni del 2013 si è concluso l’iter della Legge di Stabilità per il 2014. Alcuni degli emendamenti inclusi nella versione finale della Legge ci danno uno spirito positivo per guardare al 2014:

  • il comma 111 che finanzia “interventi di messa in sicurezza del territorio”, è stato modificato destinando risorse per un ammontare complesssivo di oltre 1,3 miliardi di euro ad “interventi immediatamente cantierabili” ed indirizzati prioritariamente “agli interventi integrati finalizzati alla riduzione del rischio, alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità e che integrino gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE […] e della direttiva 2007/60/CE […]”;
  • il comma 118, che finanzia un piano di interventi urgenti nelle zone alluvionate della Sardegna, prevede che “al fine di favorire un’oculata pianificazione territoriale e urbanistica, compatibile con una riduzione complessiva del rischio idrogeologico, il piano […] deve prevedere misure che favoriscano la delocalizzazione in aree sicure degli edifici costruiti nelle zone colpite dall’alluvione classificate nelle classi di rischio R4 e R3 secondo i piani di assetto idrogeologico”, ma soprattutto che “gli interventi sul reticolo idrografico non devono alterare l’equilibrio sedimentario dei corsi d’acqua e gli interventi di naturalizzazione e di sfruttamento di aree di laminazione naturale delle acque devono essere prioritari rispetto agli interventi di artificializzazione”.

Entrambe queste nuove versioni dell’articolato di Legge ci paiono seguire la svolta politico-culturale che abbiamo colto nel 2013 nella direzione della Riqualificazione Fluviale.

L’azione del CIRF continuerà ad essere di stimolo e di spinta verso un cambiamento tecnico e culturale che ci porti ad avere fiumi in condizioni sempre più naturali e con i quali l’uomo riuscirà a convivere con sempre meno problemi.

Leggi il testo della Legge di Stabilità 2014 cliccando qui per la versione in pdf, qui per il link al sito del Senato della Repubblica.