Intervista TG3 Veneto su gestione alluvioni e casse d’espansione sul Tagliamento

659 0

In un’intervista alla RAI – TG3 Veneto, torniamo a parlare dell’urgenza di lasciare più spazio ai fiumi per la gestione del rischio di alluvioni, nel tempo della crisi climatica.

L’approccio della Regione Veneto dopo la tempesta VAIA è a nostro avviso paradigmatico delle occasioni che stiamo perdendo di realizzare efficaci misure di adattamento al cambiamento climatico. Molti corsi d’acqua si sono ripresi ampi spazi durante l’evento dell’ottobre 2018. Spazi che almeno in parte avrebbero potuto essere restituiti ai fiumi, ragionando a scala di bacino sulle opportunità di “fare qualche passo indietro”, aumentando la resilienza del territorio. Le ingentissime risorse messe in campo (dell’ordine del Miliardo di euro) avrebbero consentito di farlo, ma il problema, ancora una volta, è culturale, più che economico. Si è scelto di spenderle perlopiù per realizzare opere, ripristinando la situazione precedente a VAIA oppure artificializzando ulteriormente i corsi d’acqua, con un’ottica locale e a nostro avviso molto poco lungimirante.

Dopo la pubblicazione del piano di gestione del rischio alluvioni da parte dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, è poi tornato all’ordine del giorno, in Friuli Venezia Giulia, il tema della possibile realizzazione di casse di espansione lungo il Tagliamento.

Il Tagliamento, con il suo ampio ed esteso alveo a canali intrecciati ancora in gran parte libero di evolvere in condizioni relativamente naturali, è un corso d’acqua unico, in grado di rappresentare un enorme valore paesaggistico, culturale e identitario, che attira visitatori da tutto il mondo, e che va preservato in ogni modo.
La gestione del rischio di alluvioni nel basso corso va pertanto attuata dando priorità a tutte le alternative che preservano la naturalità del fiume, considerando anche la riduzione della vulnerabilità delle aree esposte e le opportunità di delocalizzazione.
Si è ora riacceso il dibattito sull’opportunità di realizzare, invece delle famigerate casse d’espansione in derivazione, alternativa che è stata ormai -fortunatamente- accantonata, una cassa in linea in corrispondenza del ponte di Pinzano.

In linea generale, come accennato nell’intervista, una cassa in linea ha impatti sull’ecosistema fluviale decisamente inferiori a quelli di una cassa in derivazione, potendo risultare sostanzialmente “trasparente” per portate inferiori a quelle di progetto e accumulando un volume d’acqua a monte solo temporaneamente durante l’evento di piena.
L’alterazione del trasporto di sedimenti non è comunque trascurabile, ma nel caso in cui non si realizzino significativi interventi “accessori” – ad esempio arginature- il corso d’acqua può restare sostanzialmente inalterato.

Nel caso specifico, tuttavia, il condizionale resta d’obbligo, perché il tipo di intervento proposto, quindi gli eventuali impatti, nonché la sua efficacia attesa in relazione al rischio di alluvioni a valle, al CIRF non sono noti.
Auspichiamo quindi il più ampio coinvolgimento della popolazione per qualsiasi decisione sul Tagliamento e restiamo come sempre interessati a discuterne nel merito.

Il servizio andato in onda il 21 febbraio nel TG3 Veneto, in cui è stato inserito un estratto dell’intervista al Direttore del CIRF, è disponibile (qui).

Hits: 371

Nessun commento

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.