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	<title>2000/60/CE Archivi - Cirf</title>
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	<description>Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale</description>
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	<title>2000/60/CE Archivi - Cirf</title>
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		<title>Nel PNRR 360 milioni per la rinaturazione del Po &#8211; E gli altri fiumi italiani?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Linda]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2021 12:57:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La versione aggiornata del PNRR contiene novità molto rilevanti, in particolare una nuova linea di finanziamento sulla&#160;Salvaguardia della qualità dell’aria e della biodiversità del territorio attraverso la tutela delle aree verdi, del suolo e delle aree marine. Al suo interno, un investimento specifico, da 360 milioni di euro, per la rinaturazione del Po, &#8220;con l’obiettivo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <a href="http://www.senato.it/2767" target="_blank" rel="noreferrer noopener">versione aggiornata del PNRR</a> contiene novità molto rilevanti, in particolare una nuova linea di finanziamento sulla&nbsp;<em>Salvaguardia della qualità dell’aria e della biodiversità del territorio attraverso la tutela delle aree verdi, del suolo e delle aree marine</em>. Al suo interno, un investimento specifico, da 360 milioni di euro, per la rinaturazione del Po, &#8220;con l’obiettivo di bilanciare i processi morfologici attivi, per garantire la rinaturazione del fiume e contribuire al raggiungimento degli obiettivi delle <a href="https://www.cirf.org/it/tag/2000-60-ce/">Direttive quadro Acque (2000/60/CE</a>) e <a href="https://www.cirf.org/it/tag/alluvioni/">Alluvioni </a>(2007/60/CE). La proposta si propone di contribuire al recupero del corridoio ecologico rappresentato dall&#8217;alveo del fiume e dalle sue fasce riparie, costituito da una notevole diversità di ambienti (es. sponde, isole, banchi di sabbia, ecc.) che devono essere protetti e ripristinati (riqualificazione di più di 1.500 ettari e riattivazione e riapertura di 51 milioni di metri cubi di lanche e rami abbandonati)&#8221;.</p>



<p>Un&#8217;ottima notizia per il <a href="https://adbpo.gov.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">distretto del Po</a>, che si pone ancora una volta all&#8217;avanguardia nella gestione dei corsi d&#8217;acqua. Lo stesso tipo di azioni, tuttavia, sarebbero necessarie e urgenti anche nel resto dei distretti fluviali del Paese, ma analoghe misure non sono previste nel piano e apparentemente nemmeno all&#8217;interno della programmazione complementare al PNRR. Il rischio quindi è che in tutti gli altri fiumi d&#8217;Italia vengano realizzati con i fondi del PNRR solo ulteriori interventi di artificializzazione e che le indispensabili azioni di riqualificazione per il raggiungimento degli obiettivi della Direttiva Quadro Acque vengano ancora una volta dimenticati.</p>



<p>Ci auguriamo che il Governo, negli ultimi giorni disponibili per concludere il Piano, dia seguito alle richieste in questo senso, molto chiare, già avanzate non solo dal CIRF, ma anche dal Parlamento.<br><br><strong>Aggiornamento 29.04.2021</strong></p>



<p>La versione definitiva del PNRR approvata&nbsp;dal Consiglio dei Ministri il 29 aprile e inviata alla Commissione Europea&nbsp;non prevede investimenti specifici per la rinaturazione di altri fiumi oltre al Po. Non essendoci ulteriori spazi per ulteriori modifiche del Piano, allo stato attuale è necessario quindi&nbsp;porre la massima attenzione alle modalità di attuazione. Come verranno selezionati e priorizzati gli interventi proposti dalle Regioni? Come ne verrà assicurata la coerenza con i criteri del PNRR e con quanto richiesto dal Parlamento, dato che ad oggi, per quanto riguarda i fiumi, la distanza di approccio sembra difficilmente colmabile? Restiamo in attesa di risposte dal Governo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/pnrr-rinaturazione-del-po-altri-fiumi-esclusi/">Nel PNRR 360 milioni per la rinaturazione del Po &#8211; E gli altri fiumi italiani?</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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		<title>Commissione Europea &#8211; risultato del fitness-check: la WFD è ampiamente adatta allo scopo</title>
		<link>https://www.cirf.org/stato-ambiente-2020-wfd-adatta-agli-scopi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Comunicazione CIRF]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 19:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News CIRF]]></category>
		<category><![CDATA[2000/60/CE]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[direttive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Direttiva Quadro Acque: buone notizie per il 2020! Le conclusioni della Commissione Europea sul “fitness-check”, ovvero la verifica dell’adeguatezza delle direttive sulle acque, affermano che la WFD è “ampiamente adatta allo scopo”. Una conclusione di grande importanza, a fronte delle numerose pressioni da parte degli Stati Membri per revisionarla riducendone il livello di ambizione. Ecco [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/stato-ambiente-2020-wfd-adatta-agli-scopi/">Commissione Europea &#8211; risultato del fitness-check: la WFD è ampiamente adatta allo scopo</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Direttiva Quadro Acque: buone notizie per il 2020! </strong></p>



<p> Le <a rel="noreferrer noopener" aria-label="conclusioni della Commissione Europea sul “fitness-check”, (apre in una nuova scheda)" href="https://ec.europa.eu/environment/water/fitness_check_of_the_eu_water_legislation/" target="_blank">conclusioni della Commissione Europea sul “fitness-check”,</a> ovvero la verifica dell’adeguatezza delle direttive sulle acque, affermano che la WFD è “ampiamente adatta allo scopo”. Una conclusione di grande importanza, a fronte delle numerose pressioni da parte degli Stati Membri per revisionarla riducendone il livello di ambizione.</p>



<p> Ecco alcune tra le conclusioni della Commissione:<br> •    Il fatto che gli obiettivi della WFD non siano stati ancora pienamente raggiunti è in gran parte dovuto a finanziamenti insufficienti, eccessiva lentezza nell’attuazione e un’insufficiente integrazione degli obiettivi ambientali nelle politiche settoriali da parte degli Stati Membri e non a carenze della normativa stessa.<br> •    Gli studi sul valore dei Servizi Ecosistemici e della Riqualificazione Fluviale indicano che i benefici delle misure per migliorare lo stato dei corpi idrici superano i costi e chela disponibilità dei cittadini a pagare supera le attuali spese sostenute per le misure in attuazione della WFD.<br> •    La Commissione riconosce che 370 000 risposte alla consultazione (tramite la campagna <em>#ProtectWater</em>) sono un numero eccezionalmente elevato, viene quindi premiato il lavoro svolto dalla coalizione internazionale di associazioni che l’ha promosso, tra cui il CIRF.</p>



<p><br> Per maggiori approfondimenti, si veda la notizia in inglese sul sito di <em>Wetlands International European Association</em>: <a href="https://europe.wetlands.org/news/christmas-comes-early-for-rivers-and-nature-water-law-is-fit-for-purpose/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="https://europe.wetlands.org/news/christmas-comes-early-for-rivers-and-nature-water-law-is-fit-for-purpose/ (apre in una nuova scheda)">https://europe.wetlands.org/news/christmas-comes-early-for-rivers-and-nature-water-law-is-fit-for-purpose/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/stato-ambiente-2020-wfd-adatta-agli-scopi/">Commissione Europea &#8211; risultato del fitness-check: la WFD è ampiamente adatta allo scopo</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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		<title>“GIU’ LE MANI DALLA DIRETTIVA ACQUE!” &#8211;  LA RICHIESTA ALLA CE DI OLTRE 375MILA CITTADINI EUROPEI</title>
		<link>https://www.cirf.org/giu-le-mani-dalla-direttiva-acque/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Comunicazione CIRF]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 15:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2000/60/CE]]></category>
		<category><![CDATA[protectwater]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 375mila cittadini europei hanno chiesto alla Commissione Europea (CE) di difendere l’importante legislazione comunitaria sulle acque, facendo della consultazione pubblica su questa&#160; Direttiva, conclusasi lunedì 11 marzo,&#160; una delle più partecipate nella storia dell’Unione Europea. Dalla consultazione emerge chiaramente che la Direttiva Acque è fondamentale per assicurare che siano tutelati i fiumi, i laghi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/giu-le-mani-dalla-direttiva-acque/">“GIU’ LE MANI DALLA DIRETTIVA ACQUE!” &#8211;  LA RICHIESTA ALLA CE DI OLTRE 375MILA CITTADINI EUROPEI</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oltre 375mila cittadini europei hanno chiesto alla Commissione Europea (CE) di difendere l’importante legislazione comunitaria sulle acque, facendo della consultazione pubblica su questa&nbsp; Direttiva, conclusasi lunedì 11 marzo,&nbsp; una delle più partecipate nella storia dell’Unione Europea. Dalla consultazione emerge chiaramente che la Direttiva Acque è fondamentale per assicurare che siano tutelati i fiumi, i laghi e le zone umide d’Europa e per riportarli in buona salute.</p>



<p> Le Coalizioni europea e italiana <a href="http://www.cirf.org/it/protect-water/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="#Protect Water (si apre in una nuova scheda)">#Protect Water</a>, che hanno  promosso la mobilitazione dei cittadini ottenendo questo importante risultato, chiedono a questo punto che la Direttiva sia pienamente applicata a cominciare dall’Italia. Nel nostro Paese la campagna coordinata dal WWF riunisce oltre 20 Associazioni.</p>



<p>La Coalizione #ProtectWater ricorda che in Italia la situazione delle acque dolci è grave e l’inadeguata applicazione della Direttiva è testimoniata dal solo il 43% dei 7.494 fiumi che avrebbero raggiunto un “buono stato ecologico”, come richiesto dalla Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE), mentre il 41% è ben al di sotto dell’obiettivo di qualità e un 16% non è stato nemmeno classificato. Per i 347 laghi invece la situazione è ancora più grave visto che appena il 20% è “in regola” con la normativa europea.</p>



<p>I responsabili delle associazioni aderenti alla Coalizione per #ProtectWater dichiarano: “375.386<em>&nbsp;cittadini europei dicono forte e chiaro ai loro governi di non mettere le mani sulla Direttiva Acque e a tutti i decisori politici ed economici di prendere sul serio i risultati della consultazione appena conclusa. Con il 60% delle acque europee in stato critico,&nbsp; è necessaria un’azione immediata degli Stati Membri dell’Unione Europea. I Paesi europei si sono impegnati sin dal 2000&nbsp; con&nbsp; la Direttiva Acque a mettere fine alla distruzione di fiumi, laghi, zone umide, ma in questi circa 20 anni hanno passato la maggio</em><em>r&nbsp;parte del tempo a disattendere questo impegno. Questa inerzia deve finire e invece di cambiare la Direttiva è bene che si tenga conto di quanto indicato chiaramente dai cittadini europei”</em>.</p>



<p> A questo punto la Coalizione chiede che l’Italia garantisca subito il pieno rispetto della direttiva comunitaria creando le condizioni per<strong> </strong>superare le procedure istruttorie Eu Pilot per violazione del diritto comunitario nei confronti del nostro Paese, rispettivamente: per l’indiscriminato sfruttamento delle acque a scopo idroelettrico e per la non corretta applicazione della Direttiva Quadro Acque.</p>



<p><strong>Roma, 13 marzo 2019</strong></p>



<p>In Italia la Campagna #protectWater è stata promossa dalle associazioni :</p>



<p>&nbsp;<strong>AIPIN – Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica, APR &#8211; Alleanza Pescatori Ricreativi, ARCI, Associazione Watergrabbing, CATAP &#8211;&nbsp; Coordinamento Associazioni Tecnico-scientifiche per l&#8217;Ambiente ed il Paesaggio, CIRF – Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale, Federazione Pro Natura, FIPSAS, Gruppo 183, INU – Istituto Nazionale di Urbanistica, Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, LIPU, SIEP – Società Italiana di Ecologia del Paesaggio, SIGEA, Società Idrologica Italiana,&nbsp; Slow Food, Spinning Club Italia, TCI – Touring Club Italiano, WWF</strong></p>



<p></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Ora la Coalizione chiede che l’Italia garantisca subito il pieno rispetto della direttiva comunitaria creando le condizioni per superare le procedure istruttorie Eu Pilot per violazione del diritto comunitario nei confronti del nostro Paese,&nbsp; per l’indiscriminato sfruttamento delle acque a scopo idroelettrico e per la non corretta applicazione della Direttiva Quadro Acque. </p>



<p>Concretamente, si chiede in particolare al Governo italiano di:&nbsp;<br></p>



<ul class="wp-block-list"><li>investire nella rinaturazione dei corsi d’acqua;</li><li>garantire il deflusso ecologico;</li><li>ripristinare la continuità dei corsi d’acqua rimuovendo ostacoli;</li><li>rendere più sostenibile le modalità di manutenzione;</li><li>attuare le norme che chiedono di lasciare dove possibile più spazio ai fiumi, per ridurre il rischio di alluvioni evitando ulteriori infrastrutture.</li></ul>



<div class="wp-block-file"><a href="http://www.cirf.org/wp-content/uploads/2019/03/Wetlands-International-EA-feedback-to-WFD-Consultation-Final-Submission.pdf">Wetlands International EA feedback to WFD Consultation Final Submission</a><a href="http://www.cirf.org/wp-content/uploads/2019/03/Wetlands-International-EA-feedback-to-WFD-Consultation-Final-Submission.pdf" class="wp-block-file__button" download>Scarica</a></div>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/giu-le-mani-dalla-direttiva-acque/">“GIU’ LE MANI DALLA DIRETTIVA ACQUE!” &#8211;  LA RICHIESTA ALLA CE DI OLTRE 375MILA CITTADINI EUROPEI</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Manutenzione corsi d’acqua, pdl n.260 e attuazione direttive 2000/60/CE e 2007/60/CE</title>
		<link>https://www.cirf.org/appello-manutenzione-attuazione-direttive/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Comunicazione CIRF]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2018 00:16:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News CIRF]]></category>
		<category><![CDATA[2000/60/CE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il CIRF, con altre 22 associazioni italiane, ha illustrato il 20 novembre 2018 al Ministero dell&#8217;Ambiente un appello al Ministro e al Parlamento. Le associazioni manifestano una forte preoccupazione per le recenti dichiarazioni di esponenti del Governo a seguito dei recenti eventi alluvionali e relative alla presunta necessità di scavare nei fiumi e di eliminare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/appello-manutenzione-attuazione-direttive/">Manutenzione corsi d’acqua, pdl n.260 e attuazione direttive 2000/60/CE e 2007/60/CE</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il CIRF, con altre 22 associazioni italiane, ha illustrato il 20 novembre 2018 al Ministero dell&#8217;Ambiente un appello al Ministro e al Parlamento.</p>
<p>Le associazioni manifestano una forte preoccupazione per le recenti dichiarazioni di esponenti del Governo a seguito dei recenti eventi alluvionali e relative alla presunta necessità di scavare nei fiumi e di eliminare la vegetazione riparia per risolvere il problema delle alluvioni.</p>
<p>Con l&#8217;appello si invita il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa a riportare la discussione su un corretto piano tecnico-scientifico e a garantire la piena attuazione della normativa nazionale sulla pianificazione e gestione dei corsi d’acqua.</p>
<p>Al seguente link il documento in versione integrale:</p>
<p><a href="http://www.cirf.org/wp-content/uploads/2018/11/Appello-al-Ministro-Costa-e-al-Parlamento_20nov18.pdf" target="_blank" rel="noopener">http://www.cirf.org/wp-content/uploads/2018/11/Appello-al-Ministro-Costa-e-al-Parlamento_20nov18.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/appello-manutenzione-attuazione-direttive/">Manutenzione corsi d’acqua, pdl n.260 e attuazione direttive 2000/60/CE e 2007/60/CE</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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		<item>
		<title>WORKSHOP INTERVENTI INTEGRATI &#8211; 22 Giugno 2018</title>
		<link>https://www.cirf.org/workshop-interventi-integrati-2018/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Comunicazione CIRF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2018 22:49:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CIRF]]></category>
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		<category><![CDATA[2000/60/CE]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistemi acquatici]]></category>
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		<category><![CDATA[rischio idraulico]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 22 giugno 2018, ore 15.00 Presso il Frantoio della fattoria di Collemezzano – Via Gorizia, 48 a Cecina (LI) Il workshop, organizzato nell’ambito del progetto Interreg Alpine Space HyMoCARES (http://www.alpine-space.eu/projects/hymocares/en/home), sarà un’occasione di discussione per gli associati CIRF riguardo allo stato di fatto sull’attuazione di quanto previsto dal Decreto Legge 133/2014 “Misure urgenti per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/workshop-interventi-integrati-2018/">WORKSHOP INTERVENTI INTEGRATI &#8211; 22 Giugno 2018</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Venerdì 22 giugno 2018, ore 15.00</h3>
<h3>Presso il Frantoio della fattoria di Collemezzano – Via Gorizia, 48 a Cecina (LI)</h3>
<p>Il workshop, organizzato nell’ambito del progetto Interreg Alpine Space HyMoCARES (<a href="http://www.alpine-space.eu/projects/hymocares/en/home">http://www.alpine-space.eu/projects/hymocares/en/home</a>), sarà un’occasione di discussione per gli associati CIRF riguardo allo stato di fatto sull’attuazione di quanto previsto dal Decreto Legge 133/2014 “Misure urgenti per l&#8217;apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l&#8217;emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”, il cosiddetto Decreto “Sblocca Italia”, con il quale viene sancita l’importanza che gli interventi integrati devono assumere nella programmazione</p>
<p>Il DPCM del 14/07/2016 recante “Modalità di funzionamento del Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico”, definisce poi le modalità di accesso al Fondo e i criteri di valutazione degli interventi antidissesto.</p>
<p>Analizzeremo insieme le tipologie di interventi integrati proposte dalle Regioni, suddividendoli per categorie di intervento e valutando quali di questi rispondono meglio ai requisiti di integrazione degli obiettivi delle Direttive 2000/60/CE e 2007/60/CE.</p>
<p><strong>Programma:</strong></p>
<ul>
<li>15:00 – 15:15 &#8211; Introduzione sui principali riferimenti normativi</li>
<li>15:15 – 15:45 &#8211; Breve rassegna delle proposte fatte dalle Regioni</li>
<li>15:45 – 16:15 &#8211; Identificazione delle diverse tipologie di proposta e classificazione in categorie di opere</li>
<li>16:15-16:30 &#8211; Gli elementi di valutazione adottati dalle Autorità di Bacino/Distretto</li>
<li>16:30-17:00 &#8211; Esempi di interventi integrati già attuati o ad avanzato livello di progettazione</li>
<li>17:00-18:00 &#8211; Discussione su quali tipologie di interventi rispondano meglio agli obiettivi delle due Direttive e ai principi della RF</li>
</ul>
<p>Sono benvenuti tutti contributi che gli associati avranno piacere di condividere, anche con brevi presentazioni (max. 5 slides)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/workshop-interventi-integrati-2018/">WORKSHOP INTERVENTI INTEGRATI &#8211; 22 Giugno 2018</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aggiornamento 2010 &#8211; il CIRF sui PIANI DI GESTIONE DI DISTRETTO IDROGRAFICO PER LA DIRETTIVA 2000/60/CE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 May 2017 15:27:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News CIRF]]></category>
		<category><![CDATA[2000/60/CE]]></category>
		<category><![CDATA[distretti idrografici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il documento &#8220;I PIANI DI GESTIONE DI DISTRETTO IDROGRAFICO PER LA DIRETTIVA 2000/60/CE: UNA SVOLTA PER I FIUMI ITALIANI?&#8220;, presentato nella versione preliminare a dicembre 2009, è ora stato aggiornato integrando nell&#8217;analisi i Piani di Gestione del Distretto idrografico dell&#8217;Appennino Meridionale e del Distretto idrografico della Sicilia. Il documento, che ha inteso fornire un forte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/aggiornamento-2010-il-cirf-sui-piani-di-gestione-di-distretto-idrografico-per-la-direttiva-200060ce/">Aggiornamento 2010 &#8211; il CIRF sui PIANI DI GESTIONE DI DISTRETTO IDROGRAFICO PER LA DIRETTIVA 2000/60/CE</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il documento &#8220;<strong>I PIANI DI GESTIONE DI DISTRETTO IDROGRAFICO PER LA DIRETTIVA 2000/60/CE: UNA SVOLTA PER I FIUMI ITALIANI?</strong>&#8220;, presentato nella versione preliminare a dicembre 2009, è ora stato aggiornato integrando nell&#8217;analisi i Piani di Gestione del Distretto idrografico dell&#8217;Appennino Meridionale e del Distretto idrografico della Sicilia.</p>
<p>Il documento, che ha inteso fornire un forte stimolo all&#8217;integrazione della riqualificazione fluviale nei Piani di Gestione, sottolinea la necessità di una seconda fase di integrazione, più approfondita, per fare in modo che la riqualificazione fluviale divenga davvero un approccio e uno strumento per la gestione dei corsi d&#8217;acqua. Un cambiamento di prospettiva fortemente richiesto dalla Direttiva, ma che, al di là di alcune importanti innovazioni concettuali contenute in pochi Piani, sembra ancora molto lontano dall&#8217;essere acquisito.</p>
<p>Scarica il <a href="/wp-content/uploads/2017/05/cirfepdg_2010.pdf" target="_blank">documento</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/aggiornamento-2010-il-cirf-sui-piani-di-gestione-di-distretto-idrografico-per-la-direttiva-200060ce/">Aggiornamento 2010 &#8211; il CIRF sui PIANI DI GESTIONE DI DISTRETTO IDROGRAFICO PER LA DIRETTIVA 2000/60/CE</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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		<item>
		<title>ISPRA &#8220;Stato di implementazione della Direttiva 2000/60/CE in Italia &#8211; Risultati della rilevazione effettuata presso le ARPA/APPA&#8221;</title>
		<link>https://www.cirf.org/risultati-rilevazione-arpa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 May 2017 14:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documentazione]]></category>
		<category><![CDATA[2000/60/CE]]></category>
		<category><![CDATA[direttive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ISPRA ha recentemente pubblicato il documento &#8220;Stato di implementazione della Direttiva 2000/60/CE in Italia &#8211; Risultati della rilevazione effettuata presso le ARPA/APPA&#8221; scaricabile cliccando qui , dal quale si evince lo stato di implementazione della Direttiva Quadro sulle Acque in relazione alle attività di monitoraggio e come le Regioni stanno procedendo nelle singole fasi operative su [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/risultati-rilevazione-arpa/">ISPRA &#8220;Stato di implementazione della Direttiva 2000/60/CE in Italia &#8211; Risultati della rilevazione effettuata presso le ARPA/APPA&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ISPRA ha recentemente pubblicato il documento &#8220;Stato di implementazione della Direttiva 2000/60/CE in Italia &#8211; Risultati della rilevazione effettuata presso le ARPA/APPA&#8221; scaricabile <a href="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Pubblicazioni/Rapporti/Documenti/rapporto_150_2011.html">cliccando qui</a> , dal quale si evince lo stato di implementazione della Direttiva Quadro sulle Acque in relazione alle attività di monitoraggio e come le Regioni stanno procedendo nelle singole fasi operative su tutte le categorie di acque indicate dalla Direttiva stessa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/risultati-rilevazione-arpa/">ISPRA &#8220;Stato di implementazione della Direttiva 2000/60/CE in Italia &#8211; Risultati della rilevazione effettuata presso le ARPA/APPA&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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		<title>Dichiarazioni del Ministro Orlando in Sardegna &#8211; apprezzamento del CIRF</title>
		<link>https://www.cirf.org/dichiarazioni-del-ministro-orlando-in-sardegna-apprezzamento-del-cirf/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 15:46:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla Sardegna il Ministro dell&#8217;Ambiente Andrea Orlando ha dichiarato: &#8220;Credo non ci sia da fare nei territori ma da sfare. Si tratta di capire oggi quali operazioni siano prioritarie. Si continua a intervenire per costringere le acque, spostare gli argini dei fiumi a monte, la pressione delle acque a valle. Serve invece rinaturalizzare. Basta tombare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Sardegna il Ministro dell&#8217;Ambiente Andrea Orlando ha dichiarato: &#8220;<em>Credo non ci sia da fare nei territori ma da sfare. Si tratta di capire oggi quali operazioni siano prioritarie. Si continua a intervenire per costringere le acque, spostare gli argini dei fiumi a monte, la pressione delle acque a valle. Serve invece rinaturalizzare. Basta tombare i canali, deviare i corsi d&#8217;acqua. Così si sposta il problema</em>&#8220;.</p>
<p>fonte: <a href="/wp-content/uploads/2017/04/sardegna2013_articolo_la_nuova_sardegna.pdf">La Nuova Sardegna, 24/11/2013, pag. 7</a></p>
<p>Si tratta di un indirizzo in controtendenza con le scelte politiche degli ultimi decenni. Il CIRF da anni richiama alla necessità di una gestione efficace del rischio idraulico integrata con gli obiettivi di qualità dei corpi idrici sanciti dalla Direttiva Europea sulle Acque (2000/60/CE): restituire spazio ai fiumi ove e quanto compatibile con il contesto e assecondarne le dinamiche, lasciando la possibilità di esondare o erodere/depositare dove questo possa avvenire senza minacciare vite umane o beni di interesse rilevante. Del resto, anche la Direttiva Europea sulle Alluvioni (2007/60/CE) ribadisce che la gestione dei rischi da alluvioni deve essere incardinata sui concetti di non occupazione o ripristino delle aree destinate all&#8217;espansione naturale dei corsi d&#8217;acqua, di minimizzazione del rischio e di misure di adattamento al rischio residuo, e non sulla mera costruzione di opere in modo diffuso.</p>
<p>Auspichiamo che le parole del Ministro adesso si trasformino in passi concreti. C&#8217;è senza dubbio un problema di maggiori risorse da destinare alle misure di adattamento al dissesto idrogeologico, ma c&#8217;è anche la necessità di usare meglio le risorse attuali, limitando  il ricorso alle opere idrauliche solo ai casi in cui esse siano veramente irrinunciabili e privilegiando le azioni strutturali e non, che favoriscano l’espansione controllata delle acque di piena nei tratti di monte, in modo da ritardarne e smorzarne i colmi nella propagazione verso valle.</p>
<p><div id="attachment_1108" style="width: 990px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1108" class="size-full wp-image-1108" src="http://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/04/alluvione_sardegna_1_.jpg" alt="Terralba, provincia di Oristano, Sardegna (ANGELO CUCCA/AFP/Getty Images)" width="980" height="653" srcset="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/04/alluvione_sardegna_1_.jpg 980w, https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/04/alluvione_sardegna_1_-300x200.jpg 300w, https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/04/alluvione_sardegna_1_-768x512.jpg 768w, https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/04/alluvione_sardegna_1_-375x250.jpg 375w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><p id="caption-attachment-1108" class="wp-caption-text">Terralba, provincia di Oristano, Sardegna<br />(ANGELO CUCCA/AFP/Getty Images)</p></div></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/dichiarazioni-del-ministro-orlando-in-sardegna-apprezzamento-del-cirf/">Dichiarazioni del Ministro Orlando in Sardegna &#8211; apprezzamento del CIRF</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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		<title>La Riqualificazione Fluviale nella Legge di Stabilità 2014</title>
		<link>https://www.cirf.org/la-riqualificazione-fluviale-nella-legge-di-stabilita-2014/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 19:32:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come molti di voi sicuramente sapranno, negli ultimi giorni del 2013 si è concluso l&#8217;iter della Legge di Stabilità per il 2014. Alcuni degli emendamenti inclusi nella versione finale della Legge ci danno uno spirito positivo per guardare al 2014: il comma 111 che finanzia &#8220;interventi di messa in sicurezza del territorio&#8221;, è stato modificato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/la-riqualificazione-fluviale-nella-legge-di-stabilita-2014/">La Riqualificazione Fluviale nella Legge di Stabilità 2014</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come molti di voi sicuramente sapranno, negli ultimi giorni del 2013 si è concluso l&#8217;iter della Legge di Stabilità per il 2014. Alcuni degli emendamenti inclusi nella versione finale della Legge ci danno uno spirito positivo per guardare al 2014:</p>
<ul>
<li>il comma 111 che finanzia &#8220;interventi di messa in sicurezza del territorio&#8221;, è stato modificato destinando risorse per un ammontare complesssivo di oltre 1,3 miliardi di euro ad &#8220;interventi immediatamente cantierabili&#8221; ed indirizzati prioritariamente &#8220;agli interventi integrati finalizzati alla riduzione del rischio, alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità e che integrino gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE [&#8230;] e della direttiva 2007/60/CE [&#8230;]&#8221;;</li>
<li>il comma 118, che finanzia un piano di interventi urgenti nelle zone alluvionate della Sardegna, prevede che &#8220;al fine di favorire un’oculata pianificazione territoriale e urbanistica, compatibile con una riduzione complessiva del rischio idrogeologico, il piano [&#8230;] deve prevedere misure che favoriscano la delocalizzazione in aree sicure degli edifici costruiti nelle zone colpite dall’alluvione classificate nelle classi di rischio R4 e R3 secondo i piani di assetto idrogeologico&#8221;, ma soprattutto che &#8220;gli interventi sul reticolo idrografico non devono alterare l’equilibrio sedimentario dei corsi d’acqua e gli interventi di naturalizzazione e di sfruttamento di aree di laminazione naturale delle acque devono essere prioritari rispetto agli interventi di artificializzazione&#8221;.</li>
</ul>
<p>Entrambe queste nuove versioni dell&#8217;articolato di Legge ci paiono seguire la svolta politico-culturale che abbiamo colto nel 2013 nella direzione della Riqualificazione Fluviale.</p>
<p>L&#8217;azione del CIRF continuerà ad essere di stimolo e di spinta verso un cambiamento tecnico e culturale che ci porti ad avere fiumi in condizioni sempre più naturali e con i quali l&#8217;uomo riuscirà a convivere con sempre meno problemi.</p>
<p>Leggi il testo della Legge di Stabilità 2014 cliccando <a href="/wp-content/uploads/2017/03/l.stabilita2014_00733859.pdf">qui per la versione in pdf</a>, <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLMESS/733859/index.html">qui per il link al sito del Senato della Repubblica</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/la-riqualificazione-fluviale-nella-legge-di-stabilita-2014/">La Riqualificazione Fluviale nella Legge di Stabilità 2014</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pubblicazione del regolamento per l&#8217;identificazione dei corsi d&#8217;acqua artificiali e fortemente modificati</title>
		<link>https://www.cirf.org/pubblicazione-del-regolamento-per-lidentificazione-dei-corsi-dacqua-artificiali-e-fortemente-modificati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 19:17:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Documentazione]]></category>
		<category><![CDATA[2000/60/CE]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo Italiano ha pubblicato il regolamento per l’identificazione dei corsi d’acqua fortemente modificati. E’ infatti stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 10 del 14/01/2014) il Decreto del Ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 27/11/2013 n.156, contenente il &#8220;Regolamento recante i criteri tecnici per l&#8217;identificazione dei corpi idrici fortemente modificati (CIFM) o artificiali (CIA) per le acque [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/pubblicazione-del-regolamento-per-lidentificazione-dei-corsi-dacqua-artificiali-e-fortemente-modificati/">Pubblicazione del regolamento per l&#8217;identificazione dei corsi d&#8217;acqua artificiali e fortemente modificati</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" align="center">Il Governo Italiano ha pubblicato il regolamento per l’identificazione dei corsi d’acqua fortemente modificati. E’ infatti stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 10 del 14/01/2014) il <a href="/wp-content/uploads/2017/03/acque_cifm.pdf">Decreto del Ministero dell&#8217;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 27/11/2013 n.156</a>, contenente il &#8220;<em><a href="/wp-content/uploads/2017/03/metodologia_cifm.pdf" target="_blank" rel="noopener">Regolamento recante i criteri tecnici per l&#8217;identificazione dei corpi idrici fortemente modificati (CIFM) o artificiali (CIA) per le acque fluviali e lacustri, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152</a></em>&#8220;. Tale regolamento, che è entrato in vigore dal 29/01/2014, va ad integrare l&#8217;Allegato 3 della parte III del D.Lgs. 152/06 ed è stato introdotto allo scopo di stabilire un metodo univoco per tutto il territorio italiano per la designazione dei Corpi Idrici Fortemente Modificati (CIFM) o Artificiali (CIA) ai sensi dell&#8217;articolo 77, comma 5, dello stesso Decreto.</p>
<p style="text-align: justify;" align="center">La Direttiva europea Quadro sulle Acque 2000/60/CE (DQA) prevede che per corpi idrici fortemente modificati a causa di specifici usi antropici gli Stati Membri possano prorogare il termine di raggiungimento del &#8220;buono stato ecologico e chimico&#8221; (che, per questa tipologia di corsi d&#8217;acqua si intende come &#8220;potenziale ecologico&#8221;) previsto entro il 2015 o anche attribuire obiettivi ambientali meno restrittivi, laddove sia dimostrato che tali obiettivi non possano essere oggettivamente raggiunti. Per i corpi idrici così identificati quindi non si fissa più l&#8217;obiettivo stabilito dalla DQA, ma il miglioramento dello stato attuale resta la direzione nella quale, se le condizioni specifiche lo consentono, occorre indirizzare le misure di riqualificazione. Ne deriva l’importanza strategica di tale classificazione ai fini della futura gestione dei nostri corsi d’acqua.</p>
<p style="text-align: justify;" align="center">I criteri della procedura sono in sostanziale accordo con le linee guida europee per l&#8217;identificazione degli Heavily Modify Water Body (HMWB). Il metodo introdotto dal regolamento prevede due livelli: un livello di &#8220;identificazione preliminare&#8221;, nel quale sulla base di valutazioni idromorfologiche ed ecologiche vengono selezionati i corpi idrici che potenzialmente sono fortemente modificati o artificiali, ed un livello di &#8220;designazione&#8221;, con il quale, sulla base di valutazioni idromorfologiche, ecologiche ma anche socio-economiche, vengono eventualmente effettivamente classificati come tali. La designazione può essere ovviamente soggetta a rivalutazione nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;" align="center">Una fase importante della fase di &#8220;designazione&#8221; è quella in cui, al fine di classificare un corso d’acqua come CIFM, si chiede di dimostrare che non esistano strategie di riqualificazioni fluviale capaci di mantenere equivalenti servizi ambientali (non dislocabili altrove) garantendo al tempo stesso il recupero del buono stato ecologico o, nel caso esistano, che non siano economicamente percorribili.<br />
La sfida aperta adesso riguarda lo sviluppo d’indicatori e metodologie capaci di tradurre questi criteri in procedure di monitoraggio e infine dati. Nei prossimi mesi la metodologia dovrà essere implementata dalle varie Regioni e validata; pertanto potrà, in futuro, essere modificata a seguito delle risultanze di una prima implementazione.</p>
<p style="text-align: justify;" align="center">L’aspetto non affrontato dal decreto riguarda invece i criteri per la determinazione di obiettivi ambientali alternativi al raggiungimento del buono stato ecologico. E’ infatti importante definire degli obiettivi meno ambiziosi ma altrettanto vincolanti a premiare gestioni maggiormente capaci di creare valore ambientale. L’argomento è di non facile risoluzione ed è attualmente in fase discussione sia a livello Europeo che dei singoli Stati Membri al fine di creare criteri condivisi e confrontabili. Future revisioni della metodologia dovranno dare risposte chiare e implementabili a questo aspetto.</p>
<p style="text-align: justify;" align="center">La riqualificazione fluviale è da molti anni riconosciuta lo strumento chiave per la gestione fluviale a livello Europeo, come indicato dalla Direttiva 2000/60/CE sulle acque. Questo Decreto dimostra che anche l’Italia sta muovendo alcuni passi importanti per cercare di adeguare la propria legislazione in questa direzione, come richiedono le sfide della futura pianificazione territoriale in un Italia sempre più povera di risorse ambientali e flagellata da dissesti idrogeologici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/pubblicazione-del-regolamento-per-lidentificazione-dei-corsi-dacqua-artificiali-e-fortemente-modificati/">Pubblicazione del regolamento per l&#8217;identificazione dei corsi d&#8217;acqua artificiali e fortemente modificati</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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