Corte dei Conti Europea: l’uso dell’acqua in agricoltura resta insostenibile, i fondi PAC vanno indirizzati diversamente

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fiume a secco

Mentre le associazioni di categoria gridano all’emergenza e chiedono le ennesime deroghe dall’applicazione del deflusso ecologico, la Corte dei Conti Europea pubblica una relazione di audit che mette in evidenza l’insostenibilità dell’uso dell’acqua in agricoltura nella UE e un uso dei fondi PAC che spesso rischia di peggiorare il problema.
La “Relazione speciale 20/2021: Utilizzo idrico sostenibile in agricoltura: i fondi della PAC promuovono più verosimilmente un maggiore utilizzo dell’acqua, anziché una maggiore efficienza“, come sottolineato anche nel comunicato stampa della Corte, evidenzia in particolare l’eccesso di esenzioni dagli obblighi previsti dalla politica UE in maniera di acque e dalla Direttiva Quadro Acque in particolare, la scarsa applicazione del principio “chi inquina/usa paga”, l’insufficiente efficacia dell’attuale meccanismo di condizionalità della PAC, la mancanza di adeguati controlli e verifiche per scoraggiare realmente l’utilizzo non sostenibile delle risorse idriche, l’erogazione di sovvenzioni per le reti irrigue che hanno spesso l’effetto di aumentare ulteriormente la pressione sui corpi idrici, l’approccio eccessivamente basato su nuove infrastrutture e l’insufficiente adozione di misure naturali di ritenzione delle acque.

Ci auguriamo che le raccomandazioni della Corte possano essere adeguatamente prese in considerazione e rapidamente attuate.

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