Sessione sulla Riqualificazione Fluviale al Convegno IDRA2014

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Oggi al XXXIV CONVEGNO NAZIONALE DI IDRAULICA E COSTRUZIONI IDRAULICHE organizzato a Bari dal GII (Gruppo Italiano di Idraulica) si è tenuta la sessione “La riqualificazione fluviale come strumento di implementazione delle Direttive Europee 2000/60/CE e 2007/60/CE” inserita nel programma del Convegno di Idraulica e Costruzioni Idrauliche IDRA2014 organizzata dal CIRF e presieduta dal nostro membro della Segreteria Tecnica Giuliano Trentini e da Guido Zolezzi docente presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Trento. La sessione è stata molto seguita ed apprezzata.

 

 

I conveners della sessione sono:

  • Andrea Goltara, CIRF;
  • Guido Zolezzi, Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica (DICAM), Università degli studi di Trento;
  • Giuliano Trentini, CIRF;
  • Simone Bizzi, Institute for Environment and Sustainability (IES) del Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea

 

DESCRIZIONE DELLA SESSIONE

 

Per “riqualificazione fluviale” si intende qualsiasi azione volta a riportare il corso d’acqua e il territorio ad esso più strettamente connesso verso condizioni di maggiore “naturalità”. La traduzione operativa di questa definizione si è evoluta nel tempo fino a comprendere un ventaglio molto ampio di azioni orientate a promuovere un assetto fluviale capace di conciliare conservazione ambientale, usi produttivi (cibo, energia), fruizione ricreativa e gestione del rischio idraulico. Molte azioni di riqualificazione richieste dalla Direttiva 2000/60/CE “Acque”  riguardano la dinamica idro-morfologica dei corsi d’acqua, e mirano a migliorare lo stato dell’ecosistema fluviale attraverso la mitigazione delle alterazioni del regime delle portate liquide e solide e dei processi morfodinamici dell’alveo e del corridoio fluviale.

 

L’interesse per la riqualificazione dei corsi d’acqua è strettamente associato ai servizi ecosistemici che essi possono offrire: depurazione delle acque, regolazione dei cicli di nutrienti, ricarica delle falde, produzione di alimenti, fruizione, creazione di valore paesaggistico. Come ormai riconosciuto a livello internazionale, uno dei benefici più evidenti di corsi d’acqua in condizioni di maggiore integrità idromorfologica è la capacità di mitigare il rischio idraulico. L’approccio tradizionale al rischio da alluvioni, spesso caratterizzato da massicci interventi strutturali, è andato storicamente consolidandosi in un territorio profondamente diverso dall’attuale. Molti approcci tradizionali non appaiono ormai più in grado di rispondere alle sfide della complessità dei territori odierni, diventando anche causa di effetti controproducenti che si manifestano con sempre maggiore frequenza e intensità.

 

La Direttiva 2007/60/CE “Alluvioni” introduce in quest’ottica un cambio di paradigma rispetto all’approccio tradizionale, proprio perché ne sono stati riconosciuti i numerosi punti di debolezza. La Direttiva Alluvioni impegna ad effettuare una valutazione e a predisporre piani per la gestione del rischio, e non solo della pericolosità; inoltre, chiede esplicitamente di mettere in atto tutte le sinergie possibili tra obiettivi di qualità ecologica dei fiumi e riduzione del rischio idraulico.

Conciliare integrità ambientale e difesa dal rischio idraulico rappresenta una sfida ambiziosa e complessa, per la quale la ricerca nelle scienze dell’acqua può dare importanti contributi nello sviluppo di metodi e approcci volti a favorirne l’efficacia e la sostenibilità.

 

La sessione proposta intende raccogliere contributi di ricerca relativi a processi, metodi e casi studio su una o più tematiche legate alla riqualificazione fluviale quali, a titolo di esempio, le seguenti: valutazione di progetti di riqualificazione fluviale, analisi della gestione multifunzione dei corsi d’acqua, valutazione degli effetti delle alterazioni idro-morfologiche, sviluppo di metodi di indagine e approcci modellistici di supporto alla riqualificazione fluviale.