Pubblicato il 3 febbraio 2017 dalla Commissione Europea l’Environmental Implementation Review.

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Il 3 febbraio 2017 è stato pubblicato il primo documento della Commissione Europea che mostra come, all’interno di 28 Paesi, siano applicate le varie normative ambientali.

Questo documento mostra come le diverse strategie messe in atto nei vari Paesi funzionino, ma anche quante differenze ci siano nell’attuazione delle varie leggi.

In particolare ci sono differenze sostanziali nella gestione dei rifiuti, nella protezione della natura e della biodiversità, nell’ottimizzazione della qualità dell’aria, nella gestione del rumore e della qualità delle acque.

Per quanto riguarda l’Italia, sicuramente va completato il processo di designazione dei siti Natura 2000, oltre a mettere in atto obiettivi di conservazione chiaramente definiti e le necessarie misure di conservazione.

L’Italia è un paese che presenta problematiche idriche in senso lato: se da una parte possiede una delle coste più estese nell’UE, dall’altra la biodiversità unica della regione del Mar Mediterraneo è minacciata dall’inquinamento di origine terrestre, come gli scarichi di fertilizzanti in eccesso e di sostanze pericolose, i rifiuti marini, la pesca eccessiva e il degrado degli habitat critici.

Inoltre, per quanto riguarda le acque interne, andrebbero sicuramente gestiti il controllo delle inondazioni, le infrastrutture per il trattamento delle acque reflue, la pressione dell’inquinamento creato dall’agricoltura sulle acque superficiali e sotterranee e in generale andrebbe valutato un uso più efficiente e rispettoso della risorsa acqua.

Sul sito della Commissione Europea è possibile leggere una sintesi dell’intero documento e scaricare i report dei vari Paesi.