Nuovo report CE sull’attuazione della WFD: azioni e finanziamenti ancora largamente insufficienti

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report WFD: finanziamenti insufficienti ( foto fiume)

Il 15 dicembre la Commissione Europea ha adottato il più recente report sull’attuazione della direttiva quadro acque WFD (2000/60/CE), della direttiva sugli standard di qualità ambientale EQSD (2008/105/CE modificata dalla direttiva 2013/39/UE) e della direttiva alluvioni (2007/60/CE).

Il report mira a valutare i progressi nell’attuazione delle direttive in vista del prossimo ciclo (2022-2027) dei piani di gestione dei bacini idrografici (PGA) e piani di gestione del rischio alluvioni (PGRA). In particolare, il report valuta:

  • I progressi nell’attuazione dei programmi di misure (PoM) ai sensi della WFD, secondo ciclo (2016-2021);
  • Il monitoraggio delle sostanze prioritarie nelle acque superficiali, aggiunte alla lista del EQSD nel 2013;
  • La revisione e l’aggiornamento delle valutazioni preliminari del rischio di alluvioni dal primo ciclo della direttiva alluvioni (2016-2021).

Per quanto riguarda lo stato di attuazione dei PoM, risulta che molti Stati Membri hanno completato i report per tutti i loro Distretti. La maggior parte degli stati membri hanno fatto qualche progresso nell’identificare il divario verso il buono stato per ogni pressione significativa e il livello di attuazione delle misure necessarie per raggiungere uno stato ecologico buono.

Gli Stati membri hanno anche segnalato gli ostacoli incontrati nell’attuazione dei loro PoM. La mancanza di finanziamenti, i ritardi e la governance sono i più significativi impedimenti che sono stati identificati.

Le tendenze previste nel raggiungimento degli obiettivi per le diverse pressioni e le relative Key Type Measures (KTM) sono state riassunte in questa tabella. Una tendenza al rialzo indica l’allontanamento dagli obiettivi, una tendenza al ribasso indica che il divario verso l’obiettivo si sta riducendo. Si tratta delle previsioni fatte a metà percorso del ciclo 2018-2021. Per cui il colore verde scuro indica che si era previsto di raggiungere l’obiettivo nel 2021, non necessariamente che l’obiettivo sia stato effettivamente raggiunto.

Per quanto riguarda le alterazioni idro-morfologiche il report sottolinea che: “L’alterazione idro-morfologica continua a essere il principale tipo di pressione sui corpi idrici. Attraverso il Green Deal, e in particolare la Strategia per la biodiversità per il 2030 e la Strategia per una mobilità intelligente e sostenibile, si sono aperte ulteriori opportunità per affrontare pressioni idro-morfologiche come dighe, sbarramenti, alterazione dei livelli delle acque sotterranee, ecc. L’obiettivo di 25.000 km di fiumi liberi in Europa sottolinea l’importanza che i fiumi si riconnettano lateralmente e longitudinalmente per reintegrare completamente gli ecosistemi

Le misure più rilevanti in questo contesto sono il miglioramento della continuità longitudinale (KTM 5), altri miglioramenti idro-morfologici oltre alla continuità longitudinale (KTM 6), miglioramenti del regime di flusso e deflusso ecologico (KTM 7) e le misure di ritenzione idrica naturale (KTM 23). Le KTM5 sono state riportate per le acque superficiali in 20 Stati membri (fra cui l’Italia). La maggior parte ha segnalato dighe, barriere e chiuse come la principale pressione associata a queste misure. Sette Stati membri (fra cui l’Italia) prevedevano progressi nella riconnessione della continuità longitudinale sulla base di misure pianificate per il 2018-2021. Le KTM 6 sono state segnalate per le acque superficiali nella maggior parte degli Stati membri e per le acque sotterranee in 4 di essi. Nella maggior parte dei casi, queste misure prevedono di affrontare le pressioni legate all’alterazione fisica dell’alveo, del letto e dell’area ripariale. Gli Stati membri sono tenuti preliminarmente a fissare gli obiettivi di deflusso ecologico (un prerequisito per raggiungere buono stato dei fiumi) nei loro corpi idrici, e poi ad implementare tutte le misure necessarie per raggiungere questi obiettivi (raggruppati in KTM 7). Le misure includono la riduzione dei prelievi o il rilascio di abbastanza acqua a valle delle dighe.

Nei PGA del secondo ciclo è stato riferito che, solo in pochissimi Stati Membri, i deflussi ecologici sono stati stimati per tutti i corpi idrici. Il lavoro per colmare questa lacuna è in corso, ma gli indicatori riportati non consentono di valutare i progressi dettagliati.

Per quanto riguarda lo stato di attuazione della direttiva alluvioni, circa metà degli Stati Membri hanno migliorato la raccolta dei dati e/o le metodologie per effettuare valutazioni preliminari del rischio di alluvione. In 12 Stati membri i criteri per definire il rischio alluvioni sono stati aggiornati. Sebbene le alluvioni nelle aree urbane e i problemi connessi all’innalzamento del livello del mare si siano intensificati, sono ancora le alluvioni fluviali ad essere registrate più frequentemente (due terzi del totale).

Le relazioni degli Stati membri sui costi e sul finanziamento dei PoM appaiono nel complesso frammentarie. Uno studio a livello europeo stima che le misure stabilite nell’insieme dei PGA secondo ciclo richiedono investimenti per almeno 142 miliardi di euro. Si tratta di una sottostima dei costi totali, poiché ci sono lacune significative nei dati e non sono considerati i costi di manutenzione delle infrastrutture. Per i PGRA, la stessa fonte stima un totale di 14 miliardi di euro, anche questi probabilmente sottostimati. Il rapporto conclude asserendo che “L’Europa è arrivata a un punto di svolta nella gestione delle acque, con i prossimi cruciali PGA e PGRA previsti per la primavera del 2022. Non c’è molto tempo fino al 2027, quando le possibilità di esenzione dagli obblighi della WFD (exemptions) scadranno e i corpi idrici dovranno essere in buono stato. Con ancora la maggioranza dei corpi idrici dell’UE che non sono in buono stato, un’ulteriore accelerazione dell’azione da parte degli Stati Membri è urgentemente necessaria. Il Green Deal europeo è un’opportunità unica che dovrebbe essere colta dagli Stati Membri e dagli stakeholder per assicurare un futuro water-resilient.”

Report CE


Foto copertina: Ph Maria Nicolina Papa

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