Il caso del Centro Commerciale Megalò

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Nell’ultimo periodo ci sono state diverse aree del nostro Paese che hanno sofferto problemi di inondazioni o alluvioni. Ultima, in solo ordine temporale, la provincia modenese nella quale la rottura dell’argine del fiume Secchia (qui articolo e foto e qui il video) ha allagato una vasta porzione di territorio.

Ma un caso emblematico dello sfruttamento del suolo è stato quello del Centro Commerciale Megalò, in località Contrada Santa Filomena a Chieti Scalo.

Un insediamento da circa 40 ettari, con annesso Parco Fluviale, impianti sportivi, zona commerciale e ricettiva posizionato a soli 150 metri dall’argine del Fiume Pescara.

Qui è possibile leggere un articolo che descrive nel dettaglio il caso, mentre cliccando qui è possibile leggere un articolo del 2008 a firma di Paolo Rumiz su La Repubblica di un reportage sull’intero corso del Fiume Pescara.

Alla fine di novembre dell’anno scorso la pericolosità idraulica si è resa evidente nel momento in cui il Fiume è andato in piena e il livello delle acque si è avvicinato molto al quello dell’argine. Di questo evento avevamo rilanciato tramite la nostra pagina Facebook un video ripreso dalla sommità dell’argine che mostrava il Fiume Pescara in piena e la vicinanza con il piazzale del Centro Commerciale.

Qualcuno lo disse che Megalò era pericoloso..(VIDEO)

Nel pressi dell’area del Centro Commerciale doveva sorgere una seconda area ed i cantieri erano già anche stati avviati, con l’autorizzazione del Comune di Chieti.

Negli ultimi giorni, un’ordinanza del Genio Civile, datata 17 gennaio 2014, ha invece bloccato la costruzione del centro Megalò-2 constatando che l’area è ad elevato rischio idraulico.

Segnali che vanno nella direzione di evitare consumo di suolo e soprattutto un’urbanizzazione spinta in aree troppo vicine ai corsi d’acqua, togliendo aree di naturale espansione in momenti di piena e andando a inserire urbanizzazione in un contesto di pericolosità idraulica, incrementando quindi il rischio.

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