Considerazioni sulla necessità di un’appropriata comunicazione istituzionale in materia di gestione sostenibile dei sedimenti fluviali

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Il CIRF ha inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare On. Gian Luca Galletti, al Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando, al sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia dott. Cosimo Maria Ferri, al Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei Deputati On. Ermete Realacci ed al Presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali del Senato della Repubblica Sen. Giuseppe Marinello a seguito delle dichiarazioni dello stesso sottosegretario alla trasmissione “Samarcanda”, in streaming su una radio locale che trasmetteva all’interno nella nuova sede del “Popolo degli alluvionati” ad Aulla (MS), con estratti dell’intervista riportati anche sui quotidiani on-line “Città della Spezia”, “Gazzetta della Spezia” e “Il Tirreno”.

Nel corso di questo intervento sono state fatte affermazioni sulle condizioni di sovralluvionamento degli alvei dei fiumi italiani e sulla necessità di interventi di dragaggio ed escavazione degli stessi, che risultano prive di qualsiasi fondamento tecnico-scientifico, come dimostrato da numerosi studi (Rinaldi, 2006; Rinaldi & Simoncini, 2006; Surian et al., 2009, Rinaldi et al., 2009) e in particolare dalle ricerche riguardanti il bacino del fiume Magra e commissionate dall’Autorità di Bacino competente. In tal senso, l’efficacia degli interventi di rimozione dei sedimenti in alveo sulla riduzione del rischio idraulico, non è affatto certa ma, al contrario, è stata ed è spesso la causa degli attuali fenomeni di dissesto. Ogni intervento di asportazione e movimentazione di sedimenti è da valutare in base ad attente analisi di morfologia e idraulica fluviale, che prendano in considerazione gli effetti futuri a scala di bacino e non soltanto benefici localizzati e di breve durata.

Il CIRF ha vissuto con soddisfazione l’azione di Governo che, con l’avvio della Legislatura in corso, ha fatto sperare nell’apertura di una nuova stagione per la gestione dei corsi d’acqua italiani con il riconoscimento di importanti e precise misure strategiche (Legge di Stabilità 2014, art. 1, cc. 111 e 118), ovvero dando impulso alla delocalizzazione degli edifici realizzati in zone a rischio, prevedendo il divieto di alterazione dell’equilibrio sedimentologico dei corsi d’acqua e riconoscendo una priorità per gli interventi di riqualificazione finalizzati all’utilizzo di aree di laminazione naturale rispetto a quelli di artificializzazione e regimazione.

Ci auguriamo che il Ministro Gianluca Galletti, in qualità di nuovo responsabile del Dicastero per l’Ambiente, voglia agire in continuità con questa impostazione e auspichiamo un Suo forte segnale a riguardo.

Riteniamo utile evidenziare come messaggi di questo tipo, che non possono prescindere da un’adeguata conoscenza dei fenomeni interessati, possano essere deleteri per l’ambiente e per le comunità interessate, vanificando anni di progresso culturale e scientifico che un’azione istituzionale dovrebbe invece assumere come riferimento principale.

Il CIRF vuole continuare ad essere di stimolo e di spinta verso un aggiornamento culturale e di approccio tecnico-scientifico che porti ad avere fiumi in condizioni in buona condizione ecologica e con i quali l’uomo possa convivere, prevenendo episodi drammatici come quelli della recente cronaca nazionale, in accordo con un approccio sostenibile alla gestione delle aree fluviali ormai consolidato in molti Paesi europei e, soprattutto, con gli inderogabili indirizzi normativi contenuti nelle Direttive 2000/60/CE (Direttiva Quadro sulle Acque) e 2007/60/CE (Direttiva Alluvioni)