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	<title>qualità biologica Archivi - Cirf</title>
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	<description>Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale</description>
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	<title>qualità biologica Archivi - Cirf</title>
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		<title>La qualità delle acque di fiumi e laghi in Toscana &#8211; ARPAT</title>
		<link>https://www.cirf.org/qualita-acque-toscana-2016-2018-arpat/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Comunicazione CIRF]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2019 08:44:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[qualità biologica]]></category>
		<category><![CDATA[qualità chimico-fisica]]></category>
		<category><![CDATA[qualità idromorfologica]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel report ARPAT sulle qualità delle acque 2016-2018, oltre al fatto che in Toscana solo il 40% dei corsi d’acqua raggiunge lo stato Buono, sono di particolare interesse due questioni che riguardano i corsi d&#8217;acqua: 1) La segnalazione di situazioni di forte alterazione dell’ambiente di pertinenza fluviale, anche a seguito di attività altamente invasive operate da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/qualita-acque-toscana-2016-2018-arpat/">La qualità delle acque di fiumi e laghi in Toscana &#8211; ARPAT</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel <a rel="noreferrer noopener" aria-label="report ARPAT sulle qualità delle acque 2016-2018 (apre in una nuova scheda)" href="http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2019/069-19/laqualita-delle-acque-di-fiumi-e-laghi-in-toscana" target="_blank">report ARPAT sulle qualità delle acque 2016-2018</a>,  oltre al fatto che in Toscana <strong>solo il 40% dei corsi d’acqua raggiunge lo stato Buono</strong>, sono di particolare interesse due questioni che riguardano i corsi d&#8217;acqua: <br></p>



<p>1) La segnalazione di situazioni di <strong class="">forte alterazione dell’ambiente di pertinenza fluviale</strong>, anche a seguito di attività altamente invasive operate da parte di alcuni Consorzi di Bonifica, che, pur dettate dalle necessità di prevenzione del rischio idrogeologico, determinano un degrado ambientale che contribuisce al progressivo allontanamento dall’obiettivo previsto dalla Direttiva Europea 2000/60 EU di raggiungere lo stato ecologico buono su tutti i corpi idrici naturali entro il 2021 (o 2027, tenendo conto delle deroghe applicate nel vigente Piano di Gestione).</p>



<p>2) L&#8217;appicazione dell&#8217;<strong class="">Indice qualità morfologica</strong> &#8211; IQM riporta risultati di qualità da sufficiente a pessima, indicativi di profonde alterazioni morfologiche e di habitat subite dai corsi d&#8217;acqua, che si riflettono negativamente sulla qualità ecologica degli stessi e allontana dall&#8217;obiettivo di qualità previsto dalle normative europee.</p>



<p>Link diretto alla pagina ARPAT:<br><a rel="noreferrer noopener" class="" href="http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2019/069-19/laqualita-delle-acque-di-fiumi-e-laghi-in-toscana" target="_blank">http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2019/069-19/laqualita-delle-acque-di-fiumi-e-laghi-in-toscana</a><br></p>
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		<item>
		<title>Le linee d&#8217;azione per riqualificare</title>
		<link>https://www.cirf.org/le-linee-dazione-per-riqualificare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2017 18:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riqualificazione Fluviale]]></category>
		<category><![CDATA[linee azione]]></category>
		<category><![CDATA[qualità biologica]]></category>
		<category><![CDATA[qualità idromorfologica]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione fluviale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come detto la riqualificazione fluviale è un insieme integrato e sinergico di azioni e tecniche con l&#8217;obiettivo di migliorare lo stato ecologico dei corsi d’acqua. Non è quindi possibile definire in modo esaustivo quali siano le azioni esclusive della riqualificazione e quali no, dipendendo anche dagli effettivi risultati conseguiti. Nonostante questa opportuna precisazione, è possibile [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/le-linee-dazione-per-riqualificare/">Le linee d&#8217;azione per riqualificare</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><span class="inside">Come detto la riqualificazione fluviale è un insieme integrato e sinergico di azioni e tecniche con l&#8217;obiettivo di migliorare lo stato ecologico dei corsi d’acqua. Non è quindi possibile definire in modo esaustivo quali siano le azioni esclusive della riqualificazione e quali no, dipendendo anche dagli effettivi risultati conseguiti.</span><br />
<span class="inside">Nonostante questa opportuna precisazione, è possibile fornire alcuni esempi di azioni “tipiche” della cassetta degli attrezzi della riqualificazione, riferita all’elemento di qualità ecologica su cui possono avere i maggiori effetti (anche se gli effetti positivi spesso si estendono a più di una componente dell&#8217;ecosistema).</span></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="subtitle">Azioni per migliorare la qualità chimico fisica dell&#8217;acqua</span>Le azioni tradizionalmente messe in campo per il miglioramento della qualità delle acque (collettamento fognario, depurazione con sistemi convenzionali..) andrebbero in molti casi sostituite/integrate con linee di azione diverse quali:</p>
<ul>
<li><u>recuperare la capacità autodepurativa dei corsi d’acqua</u>: in fiumi e canali con maggiore naturalità (poco artificializzati, diversificati morfologicamente, con sponde vegetate..) i vari cicli biogeochimici che presiedono alla trasformazione delle sostanze “funzionano” generalmente meglio e questo porta ad avere, come effetto finale, una maggiore capacità di trasformazione di sostanze immesse e quindi una maggiore capacità cosiddetta autodepurativa. La riqualificazione idromorfologica può essere quindi una tecnica di miglioramento della qualità delle acque;</li>
</ul>
<div align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-740" src="http://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/01/azione_autodepurazine.jpg" alt="azione_autodepurazine" width="197" height="183" /></div>
<div align="justify">
<ul>
<li><u>recuperare la capacità autodepurativa del territorio: </u>analogamente a quanto appena affermato anche un territorio con maggiore naturalità può favorire la trasformazione di sostanze dirette ai corpi idrici; si pensi ad esempio al ruolo delle fasce tampone per il trattamento dei carichi diffusi;</li>
<li><u>favorire, in alcuni contesti, la depurazione decentralizzata:</u> molti ambiti territoriali, per caratteristiche orogeografiche o per tiplogia di corsi d’acqua accettori non si prestano a politiche di collettamento e trattamento centralizzato dei reflui; in questi casi va favorita la depurazione in loco, meglio se ricorrendo a tecniche di depurazione naturale (ad esempio impianti di fitodepurazione), che presentano alcuni grandi vantaggi fra cui, in particolare, la necessità di una gestione minima e non specializzata e una maggiore tolleranza alle variazioni di carico.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-741" src="http://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/01/fitodepurazione.jpg" alt="fitodepurazione" width="317" height="174" srcset="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/01/fitodepurazione.jpg 317w, https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/01/fitodepurazione-300x165.jpg 300w" sizes="(max-width: 317px) 100vw, 317px" /></p>
<ul>
<li><u>migliorare il sistema di collettamento:</u> tra le possibili soluzioni per far fronte al problema dell’inquinamento generato dagli scolmatori di piena delle reti miste, ovviamente, quello di creare resti separate che dirottino le acque meteoriche al corpo idrico e quelle di scarico ai depuratori senza mischiarle; tale provvedimento, in realtà già previsto per nuove urbanizzazione (dal Dlgs 152 del  1999), e vista l’enorme estensione delle reti fognarie, risulterà applicabile in modo esteso forse e solo fra decenni. Nel frattempo, mantenendo le reti miste, sono possibili anche ulteriori soluzioni come ad esempio quella delle vasche di accumulo, meglio se abbinate a soluzioni per la riduzione dell’impermeabilizzazione quali canali filtranti di raccolta, parcheggi drenanti e tetti verdi.</li>
<li><u>attuare politiche di risparmio idrico</u>: per non mettere i nostri fiumi letteralmente “a secco” è prioritario ridurre i consumi idrici, sia in agricoltura, con scelte colturali idonei, riutilizzo di acque depurate a fini irrigui, scelta di idonee modalità di irrigazione ecc., sia nelle nostre città, con l’adozione di soluzioni a basso consumo nei nostri rubinetti, docce e lavatrici, la raccolta di acque pluviali, la separazione delle acque grigie dalle nere, ecc&#8230;</li>
</ul>
<p class="subtitle"><strong>Azioni per migliorare la qualità idromorfologica</strong></p>
<p>Le azioni volte al miglioramento della qualità idromorfologica sono sostanzialmente incentrate alla massima riduzione dell’artificializzazione dei sistemi fluviali determinata dalle azioni figlie del tradizionale approccio idraulico. Le principali linee di azione si traducono in:</p>
<ul>
<li><u>ridare spazio ai fiumi</u> allargando le sezioni disponibili attraverso l’arretramento/rimozione di argini/difese non utili, l’abbassamento e riconnessione di aree golenali rialzate, la riattivazione/ampliamento della piana inondabile, la riconnessione/ricreazione di elementi morfologici non più attivi ecc.</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-742" src="http://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/01/drava.jpg" alt="drava" width="487" height="251" srcset="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/01/drava.jpg 487w, https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/01/drava-300x155.jpg 300w, https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/01/drava-375x193.jpg 375w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /></p>
<ul>
<li><u>recuperare la continuità longitudinale </u>rimuovendo briglie o dighe</li>
<li><u>riequilibrare il ciclo dei sedimenti</u> attraverso la reimmissione di sedimenti in alveo, la rimozione di dighe, briglie e difese spondali, la riattivazione di sorgenti di sedimenti ecc..</li>
<li><u>preservare le forme</u> evitando drastici interventi di manutenzione in alveo (ricalibrature, risezionamenti) e salvaguardando la vegetazione</li>
<li><u>evitare nuove opere e nuove artificializzazioni</u> attuando politiche alternative di corretta convivenza con il rischio quali meccanismi assicurativi in caso di danni ad aree agricole non protette, delocalizzazioni,miglioramento dei sistemi di allarme ecc..</li>
<li><u>garantire un regime idrologico più naturale</u> con adeguate scelte di gestione degli invasi, risparmio idrico ecc&#8230;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span class="subtitle">Azioni per migliorare la qualità biologica</span></strong></p>
<p>In aggiunta alle azioni di miglioramento della qualità dell’acqua e della qualità idromorfologica, che agiscono positivamente anche sulla qualità biologica, si aggiungono alcune specifiche azioni di riqualificazione quali:</p>
<ul>
<li><u>interventi di ricostruzione di habitat</u> là dove non si riescano a creare le condizioni per una loro naturale rigenerazione: introduzione di massi e tronchi in alveo, diversificazione delle sponde, creazione di buche e raschi, zone umide perifluviale, ricollegamento di bracci morti, riattivazione di lanche, passaggi per pesci ecc …</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-743" src="http://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/01/brenta.jpg" alt="brenta" width="318" height="102" srcset="https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/01/brenta.jpg 318w, https://www.cirf.org/wp-content/uploads/2017/01/brenta-300x96.jpg 300w" sizes="(max-width: 318px) 100vw, 318px" /></p>
<ul>
<li><u>interventi di reintroduzione di specie</u>: rimboschimenti, ripopolamenti..</li>
<li><u>interventi diretti per il contenimento di specie invasive</u> che possono riguardare sia la vegetazione (tagli selettivi…) sia la fauna ittica (campagne di abbattimento mirate…)</li>
<li><u>interventi di tutela e ripristino</u>: creazione di zone di protezione e tutela, corretta gestione ittiofaunistica..</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div align="justify"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.cirf.org/le-linee-dazione-per-riqualificare/">Le linee d&#8217;azione per riqualificare</a> proviene da <a href="https://www.cirf.org">Cirf</a>.</p>
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