Risposte della Regione Piemonte in merito alla riqualificazione dei corsi d’acqua

Le risposte della Regione Piemonte alle tre domande sulla Riqualificazione Fluviale poste dal CIRF.

Le risposte delle altre regioni

Qual è la strategia della Regione Piemonte in questo ambito? Quali sono le più significative azioni di riqualificazione fluviale che prevedete di realizzare nei prossimi anni e di includere nel prossimo Piano di Gestione?

Ad oggi per il bacino padano è in corso il riesame del Piano di Gestione del distretto idrografico del Po (PdG Po 2021) in attuazione della direttiva quadro acque e, a livello regionale, è in fase di esame presso il Consiglio Regionale la proposta di aggiornamento del PTA 2007 (Proposta di revisione del PTA di cui alle D.G.R. 64-8118 del 14 dicembre 2018 e D.G.R. 8-3089 del 16 aprile del 2021). 

Gli elementi innovativi principali del processo di predisposizione della pianificazione di distretto e conseguentemente regionale introdotti dalla DQA hanno riguardato, tra le altre tematiche, una maggiore sensibilità verso le problematiche ambientali legate alle alterazioni idrologiche e morfologiche degli ecosistemi, correlate all’impatto dei prelievi ed all’artificializzazione dei fiumi e dei laghi, e pertanto una maggiore attenzione alle misure di riqualificazione degli ambienti fluviali contestualmente alle politiche inerenti il bilancio idrico.

Tali misure, già inserite nel PdG Po 2015, sono ulteriormente promosse in questa fase di riesame del piano ed estese ad un numero maggiore di corsi d’acqua, al fine di conseguire gli obiettivi ambientali previsti. Si tratta di misure di recupero della funzionalità ecologica dei corsi d’acqua, con obiettivi integrati di riqualificazione qualitativa dei fiumi e mitigazione del rischio idraulico.

Rientrano in questa tipologia di misure gli interventi di miglioramento della struttura morfologica perifluviale e della continuità longitudinale (es. miglioramenti forestali, scale di risalita per fauna ittica, interventi di modellazione dell’alveo), nonché gli interventi finalizzati al trattenimento degli inquinanti di origine diffusa (es. realizzazione di fasce tampone vegetate lungo i corsi d’acqua).

In particolare, in Piemonte, per quanto riguarda la tematica della mitigazione delle pressioni morfologiche e la necessità di ricomposizione della fascia vegetata delle sponde, sono stati introdotti i piani di gestione della vegetazione perifluviale (PGV), come approccio integrato tra la riqualificazione fluviale (direttiva quadro acque) e l’esigenza di contribuire alla mitigazione del rischio idraulico (direttiva alluvioni).

L’ elaborazione dei PGV ha avuto origine da una prima esperienza condotta sul fiume Dora Baltea nell’ambito del progetto europeo Eau Concert; successivamente si è ritenuto importante proseguire l’applicazione del nuovo approccio integrato lungo altri corsi d’acqua, selezionati in base alle criticità rilevate.

I PGV sono sviluppati lungo l’intera asta fluviale, contengono indirizzi gestionali per la riqualificazione della vegetazione perifluviale, individuano gli interventi prioritari per la gestione conservativa della vegetazione lungo il corso d’acqua tenendo conto della condizione di rischio idrogeologico delle aree interessate, sono compatibili con le norme di tutela delle aree naturali; risultano, quindi, strumento multifunzionale per il raggiungimento dello stato desiderato di vegetazione ripariale, in grado di  contribuire alla riduzione del rischio di esondazione, limitare l’erosione del suolo e tutelare la biodiversità. I PGV, così strutturati, rispondono all’esigenza di diffondere buone pratiche di gestione conservativa della fascia vegetata perifluviale e si configurano come studi specialistici di indirizzo rivolti alle amministrazioni locali, per le aree comunali, ai privati sui propri terreni, nonché agli addetti forestali regionali per le attività svolte sulle aree demaniali.

Ad oggi sono stati redatti i piani relativi ai corsi d’acqua Dora Baltea, Orba, Dora Riparia, Stura di Lanzo, Belbo, Sesia e Cervo, ed è in corso la progressiva realizzazione degli interventi in essi proposti.

Nell’ambito della strategia regionale sulla riqualificazione degli ecosistemi è importante evidenziare l’avvio a partire dal 2018 del programma regionale di finanziamento di interventi di riqualificazione morfologica dei fiumi e dei laghi, compatibili con la riduzione del rischio idraulico ed il recupero della biodiversità. L’iniziativa è effettuata attraverso l’attivazione di un bando pubblico regionale con risorse derivanti da quota parte dei proventi relativi all’uso di acqua pubblica. I destinatari sono le Province, Città metropolitana di Torino, Comuni, gestori delle aree naturali protette e dei siti Natura 2000 per finanziare interventi di riqualificazione delle aree perifluviali e perilacuali che possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali della DQA.

Gli interventi di riqualificazione di fiumi e laghi, nonché delle importantissime aree limitrofe, che prioritariamente devono essere localizzati su corpi idrici con criticità ambientali, rientrare nelle categorie di misure presenti nei documenti di pianificazione ed essere conformi agli indirizzi dei PGV se presenti, riguardano ad esempio: fasce boscate riparie agroforestali per il trattenimento degli inquinanti, passaggi per i pesci, demolizione di sbarramenti ed opere trasversali non più in funzione, ripristino di aree umide, riduzione dell’artificialità di alvei e sponde, aumento della capacità di ritenzione naturale delle acque, nonché interventi funzionali al mantenimento e controllo del deflusso in alveo e alla trasmissione dei dati di prelievo di acqua.

Ad oggi sono stati finanziati 33 progetti per un contributo di circa 6 milioni di euro. È attualmente in corso di svolgimento il bando di selezione dei progetti di riqualificazione dei corpi idrici (di cui alla D.G.R. n. 18-2319 del 20 novembre 2020) per l’anno in corso.

Nella prossima pianificazione si proseguirà l’implementazione dell’attività fin qui svolta, consapevoli anche del fatto che la risposta concreta dell’ecosistema fluviale richiede tempi fisiologici non immediati di recupero delle funzionalità naturali necessarie per determinare miglioramenti rilevabili a livello di stato ambientale dei corpi idrici.

La presenza in Piemonte di Programmi di gestione dei sedimenti approvati e degli interventi conseguenti ha consentito di accedere a due finanziamenti specifici per la loro attuazione in quanto interventi così detti win win.

La Regione Piemonte ha già realizzato un elenco di opere potenzialmente da rimuovere? Quali sono gli interventi più significativi attualmente previsti?

Per quanto riguarda le traverse di derivazione o altre opere di difesa ed interferenti realizzate da soggetti privati, allo scadere della concessione o al mancato rinnovo, il concessionario è tenuto al ripristino dello stato dei luoghi. Fatto salvo il caso in cui, l’autorità idraulica competente non decida diversamente per ragioni di opportunità, assetto del corso d’acqua, sicurezza idraulica. La materia, in generale, è governata dal regolamento regionale sul demanio n. 14R del 06/12/2004, all’art.17 e suoi commi.

È comunque possibile che il concessionario non sia in grado di effettuare la dismissione o non sia più esistente (il caso dei consorzi irrigui di molti anni fa ad oggi scomparsi). In tal caso il bene è nelle competenze della Regione che può quindi disporre l’azione conseguente.

Purtroppo, non esiste ad oggi un censimento di queste fattispecie: una ricerca che richiederebbe un lavoro di rilevamento in sito e una correlazione con gli elenchi delle concessioni gestite dalla provincia o città metropolitana ad esempio per le derivazioni.

Quali sono i principali interventi integrati proposti dalla Regione Piemonte nell’ambito del PNRR?

Nell’ambito del PNRR è stato proposto l’inserimento dei seguenti progetti.

1. RIQUALIFICAZIONE DEL PO NEL TRATTO METROPOLITANO DI TORINO

L’obiettivo è realizzare un progetto “nature based solutions” nel territorio fluviale del Po e dei suoi principali affluenti (Sangone, Stura di Lanzo, Dora Riparia) come strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, da attuare mediante la riconversione degli spazi attorno al fiume ancora disponibili in aree naturali in modo da potenziarne la funzione di infrastruttura verde e blu e valutare, laddove possibile, l’utilizzo di tali spazi per contribuire alla dotazione di aree di espansione durante le piene, al fine quindi di:

  • incrementare contemporaneamente la biodiversità del sistema fluviale e di coadiuvare la mitigazione del rischio idraulico
  • implementare la connessione ecologica delle aree interessate dagli interventi nel tratto cittadino e la connessione ecologica tra le aree protette e le aree di Rete Natura esistenti.
  • perseguire, in un unico progetto, l’implementazione delle Direttive Acque (Dir. 2000/60/CE), Alluvioni (Dir. 2007/60/CE) e Habitat (Dir. 92/43/CEE) nel contesto urbano e periurbano.

Il progetto sarà accompagnato da una valorizzazione fruitiva mediante il collegamento dei tratti ciclabili esistenti in un unico percorso che si pone l’obiettivo di iniziare a concretizzare la ciclovia VenTo, il percorso ciclabile turistico per collegare Torino con Venezia, tratto italiano dell’EuroVelo 8.

Più in dettaglio, si prevede quindi di:

  • attuare la destinazione dell’area dell’ex galoppatoio militare del parco del Meisino (già oggi interna al perimetro della ZSC) a zona di tutela della biodiversità con progetti di formazione, didattica e valorizzazione naturalistica, individuazione di zone non accessibili al pubblico, percorsi guidati e percorsi per disabili allo scopo di costituire un modello di gestione sostenibile di un territorio urbano di alto valore ambientale;
  • completare la riqualificazione spondale del Po nel tratto del Borgo Pilonetto fra la Piscina Lido e l’ex Sisport Fiat, con ripristino della sponda attraverso tecniche di ingegneria naturalistica; 
  • realizzare la pista ciclopedonale prevista nel progetto “Torino città d’acque” (1998) e attuare la riqualificazione naturalistica dell’area dell’ex Camping Riviera presso la passerella Turin Marathon;
  • completare Parco del Sangone (sponda sx) da corso Unione Sovietica al Castello del Drosso;
  • completare Parco Stura da C.so Vercelli al Comune di Borgaro (Parco Cico Mendez);
  • ampliare Parco Dora/Pellerina su aree agricole ASO Molinette, cascine Pellerina e Saffarona;
  • valorizzare i laghetti Falchera con valenza di riqualificazione urbana e miglioramento degli habitat;
  • effettuare l’intervento di manutenzione della scala di risalita dell’ittiofauna presso la traversa Michelotti;
  • realizzare la scala di risalita per ittiofauna a valle del ponte di Stupinigi sul torrente Sangone;
  • completare il censimento delle aree disponibili per la riconversione in aree naturali a partire da zone degradate da riqualificare;
  • eseguire uno studio di tipo morfologico ed idraulico al fine di individuare le aree più adatte ad ospitare in sicurezza l’espansione delle piene nel tratto cittadino, anche al fine di incrementare le aree umide urbane e perturbane di pregio naturalistico;
  • progettare e realizzare la rinaturalizzazione/riqualificazione delle aree individuate nel Catalogo degli Interventi di Riqualificazione e Compensazione Ambientale della Città metropolitana di Torino, in alveo e nelle aree perifluviali;
  • laddove non sia possibile intervenire in modo più significativo, prevedere interventi di diversificazione morfologica delle sponde con interventi puntuali (es. cluster di massi per creare rifugi per l’ittiofauna);
  • effettuare la rimozione dei rifiuti e dei sedimenti presenti a monte della traversa Michelotti al fine di diminuire l’impatto ambientale e limitare l’interrimento e l’accumulo di nutrienti con conseguente eutrofizzazione locale, previa valutazione degli interventi, al fine di minimizzarne l’impatto localizzato della traversa sull’ambiente acquatico;
  • realizzare interventi di contenimento/eradicazione di Myocastor coypus (nutria).

Il programma di interventi è predisposto mediante il coordinamento di una pluralità di soggetti interessati: Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Comune di Torino, Comune di Moncalieri, Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese, ENEA, ARPA Piemonte, SMAT.

2. CONTRATTI DI FIUME: VALORIZZAZIONE DEI TERRITORI FLUVIALI

Il progetto agisce per finanziare il Piano di Azione dei Contratti di Fiume, sono pertanto coinvolte la Città Metropolitana di Torino e le Amministrazioni Provinciali di Asti, Alessandria, Vercelli, Biella e VCO, le Amministrazioni comunali ed Enti parco sul cui territorio sono presenti i Contratti.

Le attività presenti nei Piani di Azione dei “Contratti” si possono riassumere nelle seguenti Linee strategiche con i loro principali obiettivi sinergici tra tutela quali-quantitativa e mitigazione del rischio idraulico oltre che funzionali alla promozione della fruizione del territorio:

– Tutela della qualità e della quantità delle acque:

  • migliorare/preservare la qualità delle acque
    • perseguire una gestione ed un utilizzo sostenibili della risorsa idrica
    • perseguire il riequilibrio del bilancio idrico sui corpi idrici superficiali e sotterranei

– Riqualificazione delle sponde e dei territori fluviali e mitigazione del rischio idraulico:

  • riqualificare le sponde e le aree perifluviali o perilacuali
    • ripristinare la naturalità del corso d’acqua o del lago
    • mitigare le condizioni di rischio idraulico migliorando la sicurezza idraulica e la capacità/le strategie di convivenza con il rischio

– Promozione dello sviluppo locale sostenibile:

  • incentivare la fruizione sostenibile e l’uso ricreativo dell’area perifluviale o dei bacini lacustri
    • promuovere il fiume o il lago come elemento di identità territoriale
    • diffondere modelli di sviluppo sostenibile

Si riporta, inoltre, di seguito il progetto presentato nell’ambito del PNRR dalla Città Metropolitana di Torino, di interesse per la tematica in oggetto.

– Progetto TREE: Interventi di rinaturalizzazione di tratti spondali con realizzazione di fasce tampone e incremento della funzionalità ecologica del corso d’acqua mediante ricostituzione della vegetazione ripariale e ripristino/miglioramento della continuità ecologica longitudinale; lungo la Stura di Lanzo (Ciriè,  Venaria, La Cassa, Robassomero, Nole), il T. Sangone (Nichelino, Bruino, Rivalta di Torino), il Torrente Chisola (Moncalieri, Nichelino, Volvera, None), nel Parco del Meisino (Torino), sulle sponde dei Laghi di Candia e Avigliana.

Molti Comuni, le Province, la Città Metropolitana e alcuni Enti Parco hanno, infine, proposto progettualità locali, attualmente all’analisi della Regione. Per quanto riguarda le proposte inerenti la riqualificazione fluviale e il dissesto idrogeologico lungo i corsi d’acqua si promuoverà il più possibile un approccio win win per la stesura del progettazione esecutiva.

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