Risposte della Regione Friuli-Venezia Giulia in merito alla Riqualificazione dei corsi d’acqua

Le risposte della Regione Friuli-Venezia Giulia alle tre domande sulla Riqualificazione Fluviale poste dal CIRF.

Le risposte delle altre regioni

Qual è la strategia della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia in questo ambito? Quali sono le più significative azioni di riqualificazione fluviale che prevedete di realizzare nei prossimi anni e di includere nel prossimo Piano di Gestione?

In coerenza con quanto previsto dalla Direttiva quadro acque il Piano di Tutela delle Acque vigente ha individuato Norme e Indirizzi per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici.
In particolare gli Indirizzi di piano prevedono:

  • MISURE SPECIFICHE PER IL FIUME TAGLIAMENTO A VALLE DI OSPEDALETTO: è un intervento che consentirebbe di risolvere le criticità legate alla sofferenza idrica che annualmente si verificano ad Ospedaletto (Gemona) garantendo da un lato il fabbisogno del Consorzio irriguo e migliorando, dall’altro, gli ecosistemi acquatici del fiume Tagliamento a valle di Ospedaletto (SIC del Medio Tagliamento) che ogni estate vengono messi a dura prova.
  • MISURE SPECIFICHE PER IL FIUME ISONZO: l’alveo italiano del fiume Isonzo è soggetto a sensibili escursioni di portata giornaliera (Hydropeaking) dovuta al particolare utilizzo dell’invaso idroelettrico di Salcano, situato appena oltre confine in territorio sloveno. L’irregolarità della portata rilasciata dalla diga slovena crea diverse difficoltà a valle tra cui il rispetto del rilascio del minimo deflusso vitale, il prelievo per l’irrigazione della Pianura Isontina, il raggiungimento degli obiettivi di qualità. Tale esercizio ha avuto conseguenze negative soprattutto sulla fauna ittica compromettendo in particolare la buona riuscita della riproduzione della trota mormorata (studio effettuato nel settembre 2005 dal Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Trieste su commissione dell’Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia). Il Piano prevede di valutare la fattibilità di possibili azioni di mitigazione e una valutazione costi/benefici delle possibili alternative agli usi specifici esistenti. Seguendo la via indicata dalla normativa europea sarà dunque possibile, in mancanza di alternative fattibili, arrivare a definire il potenziale ecologico esprimibile dal fiume Isonzo.
  • MISURE DI TUTELA DELLE AREE DI PERTINENZA DEI CORPI IDRICI: il Piano individua delle linee guida per la tutela delle aree di pertinenza dei corpi idrici ai fini del raggiungimento del buono stato ecologico in quanto, grazie all’aumento e alla diversificazione degli habitat, si concorre al miglioramento dello stato e, attraverso la creazione di fasce tampone, si minimizza l’impatto derivante da pressioni di tipo diffuso come ad esempio l’agricoltura.
    Le linee guida sono così articolate:
  • Finalità e definizione delle aree di pertinenza
  • Linee guida per la tutela della vegetazione riparia e acquatica
  • Criteri di progettazione: il progetto
  • Criteri di progettazione: nuovi interventi sui corsi d’acqua ed interventi di manutenzione
  • Criteri di progettazione: i canali di bonifica e di irrigazione e le rogge
  • Criteri di progettazione: tratti di corsi d’acqua dove sono presenti zone naturali di espansione,
  • ovvero tratti non regimati dei corsi d’acqua
  • Criteri di progettazione: tratti dei corsi d’acqua regimati
  • Criteri di progettazione: interventi di trasformazione delle aree coltivate periferiche ai corpi idrici
  • Incentivi alla realizzazione
  • Concessioni di beni demaniali
  • Sdemanializzazioni

Al momento, inoltre, è in corso il progetto Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020 GREVISLIN che ha come obiettivo la protezione e la promozione delle risorse naturali attraverso lo sviluppo di infrastrutture verdi e la gestione sostenibile delle acque lungo i fiumi Vipacco, Isonzo e Livenza in Veneto.

La Regione partecipa al progetto con il Servizio gestione risorse idriche della Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile, ed è impegnata nella redazione di un piano di lungo periodo delle infrastrutture verdi finalizzato al miglioramento degli ecosistemi lungo il corridoio fluviale Isonzo – Vipacco, con particolare attenzione alla fauna ittica ed alla continuità fluviale. A tal riguardo è stata realizzata una specifica campagna di monitoraggio della fauna ittica al fine di individuare le comunità ittiche presenti con specifica attenzione alle specie alloctone invasive, in particolare il pesce Siluro e sono in corso di individuazione le azioni e le soluzioni progettuali prioritarie per il miglioramento dell’habitat fluviale, la mitigazione dell’artificialità del regime fluviale e il miglioramento della qualità idromorfologica del fiume Isonzo. È inoltre prevista, a cura del Consorzio di bonifica Pianura Isontina, la realizzazione di una scala di risalita per i pesci alla traversa di Sagrado e di una stazione di monitoraggio in continuo delle portate fluviali sul fiume Isonzo.

Inoltre ARPA FVG, Servizio gestione risorse idriche e l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente Slovena (ARSO) hanno predisposto un programma di monitoraggio dei fiumi Isonzo e Vipacco realizzato nel corso del 2020 finalizzato all’individuazione di protocolli di monitoraggio e classificazione della qualità dell’acqua condivisi e riconosciuti nei due Stati. Sempre in tema di miglioramento della qualità delle acque fluviali si inquadra un’attività specifica condotta con la collaborazione dell’Autorità di Distretto delle Alpi Orientali e di ARPA FVG riguardante la capacità auto depurativa in aree agricole, con area test nel bacino del Versa e modellazione estesa a tutta l’asta finale dell’Isonzo.
Completa il quadro delle attività previste da GREVISLIN nel territorio del Friuli Venezia Giulia il programma di monitoraggi faunistici messo a punto dal comune di Staranzano in qualità di Ente Gestore della Riserva naturale regionale della Foce dell’Isonzo; l’obiettivo è la rilevazione delle specie target nell’asta del fiume Isonzo e nelle aree agricole limitrofe per poter comprendere il legame tra qualità dell’acqua nel fiume e nei canali di irrigazione e presenza di fauna nei territori della Riserva.

Inoltre il Servizio difesa del suolo della Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile ha costituito un gruppo di lavoro, inter-direzionale ed esteso ai consorzi di bonifica, al fine di
predisporre Linee guida per la gestione integrata dei corsi d’acqua nella Regione Friuli Venezia Giulia, con particolare riferimento alla tutela della fauna ittica. Con tale documento si intende promuovere un approccio coordinato nella gestione dei corsi d’acqua, che coniughi mitigazione del rischio di alluvioni e tutela e miglioramento degli ecosistemi acquatici. Le linee guida, la cui conclusione è prevista per il mese di settembre c.a., potranno fornire un quadro di riferimento metodologico e indicazioni operative specifiche per promuovere concretamente questa integrazione di obiettivi, rispondendo al contempo agli obiettivi della Direttiva Alluvioni, alla Direttiva Quadro sulle Acque e alle direttive in materia di biodiversità Habitat e Uccelli.

Infine l’Amministrazione regionale ha avviato, attraverso i Contratti di fiume, forme di programmazione partecipata e negoziata. Attualmente sono state firmate le dichiarazioni d’intenti dei contratti di fiume del Natisone, dello Judrio, del Cormor e dell’Alto Livenza nonché il contratto di Area Umida della Laguna di marano e di Rio del Roiello di Pradamano. I Contratti di fiume potranno essere contesti ideali per l’identificazione e l’attuazione di misure win-win, in grado di garantire contestualmente la riduzione del rischio idrogeologico ed il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d’acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità.

Nell’Aggiornamento e revisione del Progetto di Piano di Gestione del Rischio di Alluvione, Allegato III Tabellone degli interventi, sono specificati gli interventi, a carico della Regione Friuli Venezia Giulia, che hanno sinergie col Piano di gestione delle acque o si configurano interventi win-win. In particolare sono previste iniziative di programmazione e attuazione per la delocalizzazione degli insediamenti dalle aree maggiormente esposte a rischio di esondazione nel bacino del fiume Isonzo (misura ITN004_2FVG_003M22). Questa misura in particolare potrebbe consentire di avviare interventi di riqualificazione fluviale. Sono inoltre previsti i seguenti nuovi interventi che presentano una possibile sinergia tra mitigazione del rischio di alluvioni e conseguimento degli obiettivi ambientali dei corpi idrici:

  • nel bacino del fiume Lemene, la sistemazione idraulica dei corsi d’acqua minori bacino fiume Lemene;
  • la costruzione di una cassa di espansione del Torrente Cormor (in comune di Pozzuolo del Friuli);
  • la costruzione di una cassa di espansione del Torrente Corno, in località Paludo;
  • l’estensione e potenziamento cassa di laminazione Sant’Andrat (in comune di Talmassons).

La Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia ha già realizzato un elenco di opere potenzialmente da rimuovere?
Quali sono gli interventi più significativi attualmente previsti?

In coerenza con quanto previsto dalla Direttiva quadro acque il PRTA vigente, approvato con Decreto del Presidente della Regione n. 074/2018, ha individuato Norme e Indirizzi per il raggiungimento degli obiettivi
di qualità dei corpi idrici.
In particolare gli Indirizzi di piano prevedono MISURE PER LA CONTINUITÀ IDROBIOLOGICA: CRITERI DI PROGETTAZIONE E GESTIONE DEI PASSAGGI PER I PESCI.

La progettazione e la realizzazione di interventi relativi a corsi d’acqua dovranno garantire il mantenimento della continuità idrologica e biologica atte a consentire lo spostamento degli organismi acquatici, eventualmente prevedendo opportuni accorgimenti per la salvaguardia della fauna ittica e
degli ambienti che prevedono l’applicazione dei criteri inseriti dalla L.R. 43/1988 nell’art. 4 bis e seguenti nella L.R. 19/1971 e dei seguenti specifici criteri:

1) le opere trasversali che occupino del tutto od in parte l’alveo di un corso d’acqua devono garantire il
mantenimento della continuità idrologica e biologica del corso d’acqua stesso, intesa anche come
possibilità di spostamento degli organismi acquatici;
2) dove necessario tale continuità deve essere garantita mediante la realizzazione di strutture idonee a consentire gli spostamenti degli organismi acquatici da valle verso monte e viceversa, da realizzarsi sentite le indicazioni dell’Ente tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia;
3) i passaggi per i pesci devono: essere dimensionati considerando le specie target e che la capacità di nuoto dei pesci dipende da specie, taglia e temperatura dell’acqua; avere massima funzionalità durante la stagione migratoria della fauna ittica; avere la luce di alimentazione protetta per evitare l’intasamento da parte sia di sedimenti/detriti, sia di corpi flottanti; avere velocità dell’acqua consone alla risalita del pesce in tutte le sezioni del manufatto, a tal fine è preferibile che la luce di alimentazione non sia a battente; essere immediatamente liberati da sedimenti/detriti ed ostruzioni; essere sottoposti alla verifica dell’effettiva risalita della fauna ittica e quindi preferibilmente predisposti per detta verifica; essere modificati se gli esiti di tale verifica non sono soddisfacenti;
4) rispetto ai passaggi tecnici, è da privilegiare la realizzazione di passaggi naturalistici riproducenti pendenze naturali e/o habitat acquatici compatibilmente con la situazione locale e il buon regime delle acque, ad esempio canali di by-pass (by-pass channel), rampe in pietrame (bottom ramp) e scale rustiche (fish ramp);
5) nei corsi d’acqua importanti per la migrazione delle anguille le opere trasversali devono essere dotate di idonei passaggi per consentirne il transito;
6) i passaggi per i pesci possono non essere realizzati qualora si verifichi almeno una delle seguenti condizioni:

  • presenza lungo il corso d’acqua di un salto naturale di fondo, collocato ad una distanza massima di 250 metri a monte o a valle e che non sia superabile dalla fauna ittica potenzialmente migrante;
  • ne sia dimostrata l’inutilità o l’impossibilità di realizzazione;
  • sussistano motivazioni di natura biologica o ragioni sanitarie ai sensi del D.Lgs. 148/2008 e s.m.i.;

7) la deroga all’obbligo di cui al punto 2. può essere inoltre riconosciuta, sentito l’Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia, qualora sussistano motivi di natura biologica o idro-geomorfologica; in tale situazione si può procedere adottando eventuali soluzioni non strutturali, di compensazione alla discontinuità determinata, quali l’immissione periodica di fauna ittica.

Si ribadisce che detti nuovi interventi dovranno contribuire alla formazione di aree a vocazione naturalistica (incremento della variabilità morfologica e della biodiversità) o alla ricostruzione di elementi della rete ecologica.
Oltre all’individualizzazione di criteri di progettazione vengono elencati gli interventi prioritari di riqualificazione volti a ristabilire la continuità idrobiologica delle aste fluviali tra cui:

  • Nodo idraulico di Andreuzza sul fiume Ledra (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per anguille, salmonidi e altre specie)
  • Briglia di Moggio Udinese sul fiume Fella (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Presa ex SADE di Ovaro sul torrente Degano (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglie di Passo della Morte sul fiume Tagliamento (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglia presso il Prescudin sul torrente Cellina (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Presa SECAB di Magnanins sul torrente (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)

Nel documento sono elencate ulteriori opere trasversali per le quali è necessario un intervento di riqualificazione:

  • Sbarramento di Caprizi sul fiume Tagliamento (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglia delle Terme di Arta sul torrente But (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglia di Resiutta sul torrente Resia (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Sbarramento di Resiutta sul torrente Resia (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglia 1 di Pontebba sul torrente Pontebbana (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglia 2 di Pontebba sul torrente Pontebbana (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglia 3 di Pontebba sul torrente Pontebbana (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglia 1 di Malborghetto sul torrente Fella (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglia 1 di Dogna sul torrente Dogna (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglia 2 di Dogna sul torrente Dogna (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Sbarramento 1 del Raccolana sul torrente Raccolana (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Traversa di San Floreano sul fiume Ledra (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per anguille e salmonidi)
  • Traversa di Lestans sul torrente Cosa (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi e altre specie)
  • Traversa 1 di Travesio sul torrente Cosa (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi e altre specie)
  • Traversa 2 di Travesio sul torrente Cosa (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Traversa 3 di Travesio sul torrente Cosa (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglia 1 del Viellia sul torrente Viellia (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Briglia 3 del Viellia sul torrente Viellia (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Sbarramento 1 presso Sacile sul fiume Livenza (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per anguille, salmonidi e altre specie)
  • Sbarramento di Sagrado sul fiume Isonzo (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per anguille, salmonidi e altre specie)
  • Traversa di Nimis sul torrente Cornappo (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi e altre specie)
  • Traversa di Molinis sul torrente Torre (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi e altre specie)
  • Premariacco ponte romano sul torrente Natisone (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi e altre specie)
  • Briglie autostrada Trasaghis sul fiume Tagliamento (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)

Infine sono elencate le opere trasversali per le quali è necessario un adeguamento del passaggio per i per pesci:

  • Presa ex cartiera di Ovaro sul torrente Degano (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per salmonidi)
  • Sbarramento di Madrisio sul fiume Varmo (intervento di riqualificazione finalizzato a ristabilire il continuum per anguille, salmonidi e altre specie)

Quali sono i principali interventi integrati proposti dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia nell’ambito del PNRR?

Non è ancora disponibile un elenco degli interventi da proporre da parte della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia nell’ambito del PNRR.

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