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Pubblicazioni
La Riqualificazione Fluviale in Italia.
Linee guida, strumenti ed esperienze per gestire i corsi d'acqua e il territorio.
CIRF, 2006. La riqualificazione fluviale in Italia. Linee guida, strumenti ed esperienze per gestire i corsi d'acqua e il territorio. A. Nardini, G. Sansoni (curatori) e coll., Mazzanti editore, Mestre.
832 pagine, 333 figure, 93 tabelle, 55 box di approfondimento.
Presentazione
I nostri corsi d’acqua sono oggi più poveri di vita; sono più inquinati e soffrono di magre più spinte e prolungate; sono più dritti, dove prima erano sinuosi; sono più corti per le rettifiche subite; sono più stretti per le arginature; sono più profondi (incisi), per le ghiaie estratte e per quelle intrappolate da dighe e briglie; sono più lisci, per difese spondali, canalizzazioni, cementificazioni; sono più rigidi, perché “inchiodati” in diversi punti fissi (ponti, soglie, derivazioni) e disseminati di opere di difesa (gabbionate, scogliere, muri); sono più tristi. In una parola, i nostri fiumi sono stati “artificializzati”.
Ma la cosa sorprendente è che, nonostante questi incredibili sforzi e costi, l’entità dei danni da inondazione e dissesto sta crescendo (anziché diminuire), in un incontrollabile circolo vizioso. La ragione sta nel fatto che le cause dei danni alluvionali non sono l’insufficienza di opere, ma l’uso imprevidente del suolo e la gestione sconsiderata dei corsi d'acqua. In particolare, l’urbanizzazione ha invaso aree perifluviali, restringendo gli alvei ed esponendo nuovi beni al rischio: mentre prima il fiume poteva inondare vaste aree provocando danni limitati, oggi i flussi sono accelerati e i picchi di piena, esacerbati, si scagliano con rinnovata energia contro ponti dalle luci troppo strette, protezioni spondali, fabbriche, edifici, città, colpendoli molto più duramente.
Molti paesi hanno riconosciuto la necessità di un cambiamento radicale; alcuni hanno cominciato a smantellare argini, briglie, vecchie dighe. Alcuni sono anche giunti a riconoscere che il “mettere in sicurezza” il territorio dal fiume è una mera utopia; più saggio è imparare a convivere con il rischio, attivando meccanismi intelligenti ed efficaci (es. sistemi di previsione delle piene e gestione degli allarmi, dispositivi per ridurre la vulnerabilità degli edifici), insieme a strumenti economici ed amministrativi che spingano verso un miglior uso del suolo, iniziando dalla delocalizzazione di insediamenti a rischio e dal restituire spazio al fiume.
L’elemento propulsore di questa nuova politica non è solo “ambientale”, ma innanzitutto economico, di bilancio costi/benefici: si è preso atto che i costi degli interventi del classico approccio ingegneristico non sono compensati dai benefici. Riqualificare i corsi d’acqua –e il relativo territorio– dunque “conviene” anche dal punto di vista economico. Costa, ma vale la pena, perché rompe il circolo vizioso “più spese, più danni” e conduce ad un equilibrio più sostenibile. Questo punto di forza sta alla base dell’idea che la riqualificazione fluviale, intesa come modifica sostanziale del rapporto tra uomo e natura, non è solo un’azione tesa all’obiettivo ambientale, ma anche un potente mezzo per ridurre i rischi e i costi.
Per riqualificare senza limitarsi alla sola “cosmesi ambientale” occorre modificare sensibilmente l’equilibrio uomo-territorio e, in particolare, l’uso del suolo; ciò implica prendere decisioni importanti e toccare interessi costituiti di grande peso. Il testo dedica perciò adeguato spazio alle strategie e tecniche per migliorare i processi decisionali e gestire i conflitti, saldando l’esigenza di elevati livelli tecnici nella gestione delle risorse con quella di elevati livelli di partecipazione democratica.
In due parole, il testo si propone questi obiettivi:
- stimolare una riflessione che contribuisca a un’evoluzione nel modo di gestire i corsi d’acqua e il territorio;
- fornire una sintesi del pensiero e degli strumenti più avanzati, in Italia e nel mondo, su come farlo;
- fornire una guida, una sorta di “pro-memoria su cosa e come si può fare”, per chi deve agire sui corsi d'acqua e il territorio a livello di pianificazione/programmazione, progettazione, gestione o monitoraggio.
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Il testo
Come affrontare il crescente rischio alluvionale? Costruendo argini e casse di espansione, o restituendo spazio ai fiumi? Sacrificando alla sicurezza idraulica la naturalità dei fiumi, o puntando su quest’ultima proprio per ottenere più sicurezza? Perché più spendiamo in opere di difesa, più si accentuano i picchi di piena e aumentano i danni? Esistono strategie più efficienti? Abbiamo bisogno di più opere idrauliche o di una diversa gestione del territorio? La vegetazione riparia è fattore di rischio o di sicurezza? Perché, nonostante migliaia di depuratori, i nostri fiumi restano inquinanti? È possibile coniugare difesa dalle piene e strategie per ridurre le crisi idriche estive? Difendere le sponde dall’erosione è davvero vantaggioso?
A queste e altre mille domande la Riqualificazione Fluviale (RF) fornisce risposte concrete e convincenti. Ma cos’è la RF? Non è l'ingegneria naturalistica, né un insieme di tecniche di cosmesi ambientale per regimare i corsi d’acqua in modo meno impattante. La RF affronta alla radice i problemi della convivenza uomo-fiumi in un’ottica multiobiettivo (più natura, più sicurezza, più risorse, meno spese), mediante processi partecipati, trasparenti, negoziali. Non è un romantico tentativo di “ritorno alla natura”, ma una consapevole assunzione di responsabilità che accetta un ragionevole compromesso tra interessi conflittuali, nella direzione dello sviluppo sostenibile. Riqualificare costa, ma produce benefici ancora maggiori; “conviene”, anche dal punto di vista puramente economico: non è perciò un lusso da paesi ricchi ma una necessità, resa ancor più urgente dalle crescenti ristrettezze economiche.
Questo manuale è molto innovativo: non si limita alle tecniche, ma le subordina alle strategie. Ma come metterle in pratica? Ecco allora le linee guida operative, rivolte soprattutto a chi ha potere decisionale; l’approccio tecnico integrato, una rivoluzione nel modo di pianificare e progettare; gli orientamenti alle tecniche d’intervento, dalla progettazione dell’assetto geomorfologico alle tecniche di protezione spondale e ai dispositivi di miglioramento dell’habitat; un metodo originale (FLEA) per misurare lo stato ecologico; i casi studio che illustrano esperienze reali.
Nella gestione dei fiumi sarà mai possibile mettere d’accordo ingegneri, biologi, naturalisti, geologi, architetti, economisti…? Tecnici e ambientalisti? Pianificatori, amministratori e cittadini? La risposta è: sì, questo libro ne è la prova! Il volume, infatti, è scritto da decine di esperti di discipline diverse, ma con una interazione così intensa da raggiungere una visione comune, transdisciplinare. Un manuale rigoroso, ma di piacevole lettura, che segna una svolta storica, col quale chiunque si occupi di fiumi – pianificatore, tecnico, amministratore, pescatore, ambientalista – non potrà fare a meno di confrontarsi.
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Gli autori
La maggior parte dei testi tecnico-scientifici oggi reperibili è il prodotto di un singolo autore o è costituita da atti di convegni, una raccolta di articoli, ognuno scritto autonomamente da uno o più autori, al più con un coordinamento da parte del curatore: manca quindi una visione comune, un filo logico forte, ci sono ridondanze e, a volte, perfino palesi contraddizioni.
Un libro scritto a più mani con un forte coordinamento è raro; un libro scritto a più mani da esperti di discipline diverse – ma fortemente interagenti, fino a sviluppare davvero una visione comune – è rarissimo. La transdisciplinarità, dunque, è forse la vera ricchezza di questo testo. Si è infatti scelto di percorrere la strada più difficile: un intero, ponderoso, volume davvero transdisciplinare e condiviso con una stesura frutto di un processo nel quale gli esperti del CIRF –appartenenti a discipline ancor oggi separate o contrapposte– dovevano chiarire, prima di tutto al proprio interno, i concetti fondamentali, a partire da quelli più controversi.
Ecco, allora, la soluzione adottata: il coordinatore del progetto ha steso una prima traccia delle principali problematiche, chiarendo le idee e i messaggi che intendeva far emergere dai diversi capitoli, basandosi sull’esperienza scaturita da questi anni di attività del CIRF; la struttura dell’intero volume e la traccia di ciascun capitolo sono state riviste e integrate con un gruppo selezionato di interessati; poi, per ogni tema, il coordinatore ha organizzato uno o più workshop specifici, a cui hanno partecipato esperti, anche esterni al CIRF, di più discipline (oltre a diversi tecnici e professionisti più giovani). Solo dopo aver raggiunto una posizione comune ed analizzato a fondo i potenziali punti deboli –assumendo il punto di vista da “avvocato del diavolo”– è iniziata la fase di scrittura del testo, affidata a un coordinatore per ogni capitolo, coadiuvato da un gruppo –talora folto– di collaboratori.
Il testo, inclusi i capitoli relativi ai casi studio e i box di approfondimento, è stato poi sottoposto a un lungo, minuzioso e iterativo lavoro di revisioni incrociate: praticamente una riscrittura completa, un vero, fruttuoso (seppur faticosissimo e lunghissimo) esempio di stesura partecipata e transdisciplinare (mentre, in parallelo, un’altra squadra curava grafica, illustrazioni, ecc. e altri preziosi e pazienti collaboratori colmavano con dati, revisioni, box, i minuti “buchi” e le vistose “falle”). L’impresa è iniziata nel 2002 e termina con questa prima edizione nel 2006.
Ecco, in sintesi, la squadra di lavoro.
Curatori: Andrea Nardini e Giuseppe Sansoni
Impostazione dei contenuti: Andrea Nardini
Coordinamento tecnico-scientifico: Andrea Nardini e Giuseppe Sansoni
Curatore dei casi studio: Marco Monaci
Curatori delle immagini: Anna Bombonato, Bruno Boz, Anna Polazzo
Revisione dei testi: Giuseppe Sansoni, Andrea Nardini, Andrea Goltara
Responsabili amministrativi del progetto: Giuseppe Baldo e Paola Marangoni
Organizzazione logistica: Giancarlo Gusmaroli e Paola Marangoni
Autori:
Maurizio Bacci, Maurizio Borin, Bruno Boz, Luigi Briseghella, Giulio Conte, Andrea Goltara, Bruna Gumiero, Giancarlo Gusmaroli, Enrico Isnenghi, Bruno Maiolini, Fabio Masi, Alessandra Melucci, Marco Monaci, Andrea Nardini, Luca Paltrinieri, Francesco Pra Levis, Federico Preti, Ilaria Principi, Massimo Rinaldi, Giuseppe Sansoni, Ileana Schipani, Fabio Scionti, Nicola Surian, Giuliano Trentini, Erich Trevisiol, Marta Valente
Collaboratori:
Luisa Alzate, Giambattista Basso, Alvise Benetazzo, Riccardo Bresciani, Tullio Cambruzzi, Andrea Dignani, Giuseppe Dodaro, Lucio Graziano, Laura Leone, Nicola Martinuzzi, Enrico Pini Prato, Anna Polazzo, Gianluca Proto, Beatrice Pucci, Daniele Sogni, Simona Trecarichi.
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Pubblico a cui si rivolge
A tutti coloro che, a diverso titolo, hanno a che fare con la pianificazione, la gestione, la progettazione e realizzazione di interventi relativi ai corsi d'acqua:
- amministratori pubblici;
- funzionari di enti preposti alla pianificazione e gestione dei corsi d’acqua e del territorio (Autorità di bacino, Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Consorzi di Bonifica, Associazioni irrigue, Enti gestori di aree protette...);
- società di consulenza e progettazione, liberi professionisti;
- ditte esecutrici di lavori fluviali;
- imprenditori, operatori turistici, società di assicurazione;
- proprietari di immobili, edifici, terreni...;
- studenti, ricercatori e docenti, sia universitari che pre-universitari;
- associazioni ambientaliste e, più in generale, associazioni che si occupano di acqua e territorio.
Ma anche a tutti coloro – pescatori, canoisti, turisti, residenti – che semplicemente vivono il fiume, oppure ... vorrebbero poterlo fare.
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Invia un commento/suggerimento sul libro
Se vuoi esprimere un tuo commento su "La Riqualificazione Fluviale in Italia" puoi contattarci scrivendo un messaggio via posta elettronica all'indirizzo manuale-rf@cirf.org.
Ti ringraziamo fin d'ora per il contributo.
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Mille occhi sul manuale (errata corrige)
Se hai notato qualche errore durante la lettura del manuale, nell'ottica di migliorarne il contenuto per le future edizioni, ti preghiamo di inviarci una segnalazione via email all'indirizzo manuale-rf@cirf.org
Di seguito è riportato l'errata corrige delle imprecisioni finora individuate.
Scarica l'errata corrige
Grazie per la collaborazione.
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Esperienze
Questa sezione raccoglie una serie di interessanti esperienze nazionali ed internazionali realizzate nel campo della Riqualificazione Fluviale.
L’individuazione di queste esperienze si è resa possibile grazie al contributo determinante di alcuni associati che hanno raccolto l’invito lanciato nell’ambito delle attività preliminari di stesura del Manuale.
La scelta di inserirle nel sito web è legata fondamentalmente alla necessità di aggiornare frequentemente la sezione, inserendo esperienze sempre nuove e sempre più vicine alla vision della riqualificazione fluviale. Riteniamo che questa attività di raccolta e divulgazione di esperienze sia importante rispetto ai fini associativi. Prevediamo di ampliarla a livello internazionale grazie alla recente assunzione della Segreteria ECRR (European Centre for River Restoration) da parte del CIRF.
Per facilitare la comprensione e la ricerca delle informazioni, le esperienze sono state classificate secondo:
lo SCOPO prevalente
- conservazione della natura
- integrità degli ecosistemi e simili
- fruizione
- sistemazione idraulica/prevenzione rischio idraulico e/o frane
- processi decisionali
- altro
ed il LIVELLO
- indagini e analisi conoscitive sullo stato e problematica presentata dal corso d’acqua
- piani settoriali, studi di (pre)fattibilità, analisi di impatto ambientale, analisi costi-benefici, analisi multicriterio
- progetti di interventi tecnico-fisici non ancora realizzati
- interventi realizzati o in corso di realizzazione
- manutenzione/gestione
- attività di monitoraggio
- altro
Vuoi collaborare all’aggiornamento della sezione? Scarica il form predisposto per la segnalazione di nuove esperienze (che saranno valutate dalla nostra Segreteria Tecnica) e rispediscilo compilato agli indirizzi mail s.trecarichi@cirf.org e info@cirf.org.
Cliccando sul titolo dell'esperienza sarà possibile visualizzare il relativo documento.
Esperienze italiane
Esperienze estere
- Rio Guadiamar
Versione HTML
Versione PDF
- Fiume Drava (Austria) (circa 1,5 MB)
L'esperienza della Drava austriaca è particolarmente istruttiva poiché mostra come problemi del tutto analoghi a quelli di molti fiumi italiani siano stati affrontati con un approccio radicalmente diverso.
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