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Pubblicazioni
Decidere l'ambiente
Una visione generale e indicazioni operative
sulla problematica acqua, con esemplificazione sul fiume Taro
Presentazione
Autore di questo testo, primo della Collana CIRF, è Andrea Nardini, associato fondatore CIRF e attualmente consigliere e coordinatore della Segreteria Tecnica CIRF, il quale ha personalmente scritto il testo di questa pagina per meglio presentare il frutto del suo lavoro.
Perché l’approccio partecipato?
Ambiente, acqua, fiumi, territorio ..... sono realtà complesse. Per arrivare a una loro gestione meno insostenibile occorre portare alla luce, comunicare e confrontare visioni del mondo, linguaggi, esperienze, aspettative, percezioni molto diverse e a volte irriducibili.
Richiede un taglio fortemente interdisciplinare e l’utilizzo di diverse competenze e tecniche e di una notevole quantità di informazione di diversa tipologia.
Occorre anche imparare a prendere migliori decisioni, in modo ... migliore. Infatti, interessi locali e il classico approccio “calato dall’alto” (top-down o “di decisione-annuncio-difesa”) spesso paralizzano i processi decisionali. E senza (buone) decisioni, non è possibile agire.
Insomma: quante volte avete visto un ingegnere riuscire davvero a collaborare, a pari livello, con un biologo o con un architetto? Un imprenditore ... capirsi con i pescatori? O quante volte avete visto decisioni politiche venir prese davvero sulla base di contenuti tecnici? E , ahimé, quanti splendidi studi (costosissimi) rimangono inutilizzati, diventando immediatamente vecchi, semplicemente perché il nocciolo del problema....sta nelle persone e non nei dati?
Per fare un passo avanti, è necessario un taglio fortemente interdisciplinare e la capacità di fondere davvero la dimensione psicologico-social-politica (la “partecipazione”), che caratterizza "il prendere decisioni", con quella tecnico-conoscitiva, dedicata a maneggiare notevoli quantità di informazione di diversa natura e definizione.
Il CIRF ha già organizzato e tenuto in precedenza un corso su queste tematiche: "Dall'approccio “decisione-annuncio-difesa” (top-down) all'approccio partecipato (bottom-up) per decidere l'ambiente: corsi d'acqua e territorio (Dozza Imolese, Giugno 2001) in cui era stato presentato un ampio ventaglio di idee, tecniche ed esperienze. I partecipanti hanno dato una valutazione decisamente positiva di tale corso. Hanno anche espresso la necessità di partecipare più attivamente attraverso scambio di idee e approfondimenti applicativi maggiori.
Per soddisfare questa richiesta, il CIRF ha organizzato un nuovo corso, sul fiume Taro, per portare i partecipanti a vivere in prima persona (almeno in una simulazione) un processo partecipativo “dal basso verso l’alto” (bottom-up). Si è ritenuto infatti che una sperimentazione in prima persona può far capire i concetti e le problematiche meglio di qualsiasi corso classico, per quanto ben fatto. I partecipanti hanno simulato alcuni punti cardine del processo decisionale partecipato per il caso del Taro, un fiume affetto da problemi purtroppo classici quali: pesanti sfruttamenti delle risorse idriche e degli inerti, conseguente squilibrio sedimentologico, carenza di minimo deflusso vitale, inquinamento e degrado naturalistico-ecosistemico, oltre che progressiva cementificazione-artificializzazione in risposta al crescente rischio di esondazioni e dissesto.
Questo testo è generale, ma sfrutta l’esperienza del corso sul Taro come traccia logica per esemplificare i concetti e le tecniche chiave a supporto di processi decisionali partecipati, presentati in modo generale (gli atti di quel corso, pieni di interessante materiale, sono reperibili sul sito del CIRF, nella sezione pubblicazioni).
Il caso del Taro sviluppato non sfrutta assolutamente appieno le potenzialità e le tecniche proposte. Ma proprio il fatto di essere appena abbozzato comporta il vantaggio della semplicità, molto utile per fornire una traccia esemplificativa sufficientemente completa da far capire dove si vuole e può arrivare, ma sufficientemente semplice da non appesantire o rallentare la lettura degli approfondimenti teorici, che costituiscono la maggior parte del contenuto.
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Il testo
Moltissimi sono i testi a disposizione sui temi pertinenti alla problematica delle decisioni in ambito pubblico: da quelli sulla partecipazione pubblica, la gestione dei conflitti, l’indagine cognitiva, all’Agenda 21 Locale, la Pianificazione urbanistico-territoriale, la VIA, la Valutazione Ambientale Strategica, fino a quelli sull’Analisi Decisionale (Multicriterio) e l’Analisi Costi-Benefici estesa.
Ma, a mio giudizio, mancava una riflessione creativa tesa a integrare in modo sistematico e sintetico queste diverse prospettive e a renderle accessibili con una esemplificazione sufficientemente completa da far capire di cosa si tratta, ma non eccessivamente profonda, per non disperdere il lettore.
Questo testo fornisce un approccio che mutua le idee affermate, connette quelle peculiari (diverse) e offre una sintesi sistemica attraverso una trattazione senza dubbio diversa da quella rilevabile nei testi “classici”: un taglio più spregiudicato, speculativo-pragmatico, meno noioso e che offre idee e sviluppi originali di carattere concettuale, ma anche molto operativo.
La panoramica non ha la pretesa di essere completa e nessuno degli argomenti è qui sviluppato in modo esaustivo. Sicuramente, ogni vero esperto di un qualche argomento troverà la corrispondente trattazione incompleta, forse imprecisa, e probabilmente “strana”. Ne sono consapevole; ma sono anche convinto che finché non si osa invadere il campo specifico di altre competenze, cioè finché non si tende alla multidisciplinarietà (una persona che fonde più competenze disciplinari), non si riesce nemmeno a produrre l’interdisciplinarietà (tante competenze diverse riunite).
La speranza è aver fornito un inquadramento di insieme capace di collocare approcci, strumenti e tecniche in un discorso unitario utile per affrontare e risolvere l’ampio spettro di problemi decisionali ambientali che si possono incontrare.
Volontariamente non ho fatto distinzione tra progetti, piani, programmi, normative e politiche perché le idee proposte valgono sostanzialmente per tutti questi oggetti e perché spesso il confine che li separa è molto evanescente e cercare di forzarlo non è un esercizio utile. Naturalmente, esistono differenze che ho cercato di rilevare, però, mantenendo il massimo grado di unitarietà.
Una chiave di indagine riconoscibile è proprio l’integrazione. Come risulterà più chiaro dopo la lettura del testo, essa è riscontrabile a diversi livelli:
- tra parti che compongono un sistema: vogliamo operare con una visione “di sistema” capace di riconoscere relazioni tra parti/componenti senza perdersi in un approccio riduzionista
- tra contenuto e processo (per questo occorre curare e valutare le scelte, ma anche valutare il processo)
- tra razionalità ed emotività (aspetti psico-sociologici): questi aspetti costituiscono una parte rilevantissima della problematica decisionale in ambito pubblico
- tra elettori e rappresentanti istituzionali (superare la crisi della democrazia rappresentativa)
- tra gli attori potenzialmente coinvolti, e in particolare tra beneficiari e impattati (presupposto anche per applicare il principio “chi inquina o usa, paga”)
- tra approcci di valutazione (ACB, AMC, VIA/VAS): ambiente, economia, aspetti socio-economico-culturali
- tra politiche ambientali e quelle settoriali (applicando il principio precauzionale ) o più specificamente tra opzioni e tecniche di soluzione (approccio tecnico integrato)
- tra pianificazione e attuazione (piano/progetto; VIA/VAS) e tra scala strategica e tattica (applicando il principio “di sussidiarietà” )
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Obiettivi
- stimolare una riflessione e l’azione attraverso una lettura ad ampio spettro e interpretazione originale di competenze, approcci, metodologie e tecniche tradizionalmente ancora separati, ma dotati di un grande potenziale sinergico
- proporre un approccio integrato e una metodologia sistemica, ma operativa, per rendere più sostenibile la pianificazione e gestione dei corsi d’acqua e territorio annesso affrontando senza remore la gestione dei conflitti ambientali
- fornire le basi conoscitive tecnico-operative degli strumenti chiave utilizzabili
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Pubblico a cui si rivolge
Il pubblico potenzialmente interessato a questo testo è costituito da funzionari di enti pubblici, tecnici di società di consulenza, liberi professionista, politici in carriera, studenti-dottorandi, chiunque si ritrovi ad affrontare le problematiche toccate.
In particolare, il mondo economico-produttivo (imprenditori , industriali, assicurazioni, ecc.) può trovare in questo testo una opportunità di dotarsi di una mentalità e di strumenti per migliorare il proprio agire sul territorio incontrando minori opposizioni, ostacoli e difficoltà e soddisfacendo i sempre più onerosi requisiti normativo-amministrativi, come la Valutazione Ambientale Strategica (presto obbligatoria per una vasta categoria di piani e programmi e quindi di interventi) e gli strumenti di gestione ambientale.
Acquisirne il messaggio significa dare un segnale chiaro e positivo per uscire dal ruolo di sfruttatore dell’ambiente e del territorio, ed entrare nella nuova figura di chi è motore di sviluppo sostenibile in armonia con l’ambiente e il territorio.
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Nota dell'autore
Questo libro è "impegnativo", questo è fuor di dubbio!
Ma, letto a piccole dosi e seguendo i consigli alla lettura riportati all’inizio, può risultare stimolante ed anche utile a tecnici amministratori studenti politici nella gestione della partecipazione e delle successive decisioni….
Buon viaggio!
L'Autore.
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Se vuoi esprimere un tuo commento su "Decidere l'ambiente" puoi contattare direttamente l'autore scrivendogli un messaggio via posta elettronica all'indirizzo a.nardini@cirf.org; Andrea, se del caso, ti risponderà personalmente. In ogni caso ti ringrazia anticipatamente per il tuo apporto.
Ti ringraziamo fin d'ora per il contributo.
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