Come si valuta lo stato ecologico di un fiume
Per poter riqualificare e cioè migliorare lo stato ecologico di un corso d’acqua è indispensabile, innanzitutto, saper misurare e valutare tale stato. Per molto tempo lo stato di salute di un corpo idrico è stato identificato solamente con la qualità chimico – fisica delle sue acque; ora è comunemente accettato (e sancito dalla Direttiva Quadro sulle Acque, 2000/60/CE) che questo non basta: è indispensabile valutare anche le condizioni delle comunità biologiche (pesci, macroinvertebrati, flora acquatica) che in esso vivono, oltre che la sua qualità idromorfologica (regime idrologico, condizioni morfologiche, continuità fluviale...).
Un concetto molto importante introdotto dalla Direttiva è quello di condizioni di riferimento: lo stato attuale di tutti gli elementi di qualità va valutato rispetto a quello atteso in condizioni di nessuna (o trascurabile) alterazione antropica.
In Italia non sono ancora stati definiti ufficialmente i metodi di monitoraggio e gli indici da adottare per la classificazione dello stato ecologico coerentemene con quasto richiesto dalla direttiva 2000/60/CE.
Il CIRF ha sviluppato una propria proposta metodologica (CIRF 2006, Nardini et al., 2008), coerente con la direttiva, ma con alcuni criteri aggiuntivi (denominata FLEA - Fluvial Ecosystem Assessment), che è stata utilizzata in diversi progetti in cui è stata attivamente coinvolta l’associazione.
Per approfondimenti sullo stato di attuazione della Direttiva 2000/60
http://www.eea.europa.eu/themes/water/status-and-monitoring/water-framework-directive-and-monitoring
- la definizione di uno schema (albero dei valori) con la scelta degli elementi (attributi) necessari per la valutazione dello stato ecologico e la struttura logica per la loro aggregazione;
- una proposta di indicatori foglia per il calcolo dello stato ecologico e basati sulla misura dello scostamento dalle condizioni di riferimento. A questo proposito è tuttavia altamente auspicabile che la scelta definitiva degli indicatori scaturisca da un confronto scientifico a livello quantomeno nazionale, per ogni scala ed ogni tipologia fluviale;
- una serie di funzioni (funzioni valore) che permettono il calcolo degli indici e la loro aggregazione matematica nei vari livelli.
Lo schema FLEA (vedi figura) è abbastanza simile a quanto già proposto, ad esempio, nella versione finale di CIS-WFD, 2003 (Guidance on Monitoring for the Water Framework Directive); tuttavia, oltre a variazioni minori, include alcuni sub-attributi aggiuntivi quali continuità laterale, che esprime quanto sia presente la naturale dinamica di inondazione, l'equilibrio geomorfologico e lo spazio di libertà.
Riferimenti bibliografici:
Nardini A., Sansoni G., Schipani I., Conte G., Goltara A., Boz B., Bizzi S., Palazzo A., Monaci M., 2008 - "Problemi e limiti della Direttiva Quadro sulle Acque. Una proposta integrativa: FLEA (FLuvial Ecosystem Assessment)" - Biologia Ambientale, 22 (2) 2008
CIRF (AA.VV., a cura di Nardini A., Sansoni P. e coll.), 2006, "La riqualificazione fluviale in Italia. Linee guida, strumenti ed esperienze per gestire i corsi d'acqua e il territorio", Mazzanti editore, Mestre

