Cos'è

Si tratta di una rivista scaricabile gratuitamente online da associati e non associati ed esclusivamente dedicata al tema della riqualificazione fluviale.

Nasce con lo scopo di allargare quanto più possibile il confronto in merito ai temi della riqualificazione fluviale. Una rivista immaginata come un contenitore aperto ai contributi di enti pubblici, università, centri di ricerca, professionisti, associazioni che vogliano divulgare esperienze realizzate o situazioni di particolare interesse.

 

Presentazione

Ci avviciniamo ai 10 anni dalla nascita del CIRF - era il 1999 - e "riqualificazione fluviale" non è più un termine oscuro: ne parlano - con moderazione - professionisti, amministratori, ricercatori (questi ultimi a dire al vero ne parlavano già, anche se con altre parole, ben più di 10 anni fa), ma soprattutto alcuni concetti chiave cominciano a essere presi in considerazione nella pianificazione territoriale. In qualche amministrazione l'idea di ridurre il rischio di alluvioni gestendo il fiume in modo più naturale non è più considerata un'eresia; mantenere una dinamica morfologica attiva - "lasciar muovere" di più il fiume - comincia a essere considerata un'azione prioritaria, o perlomeno da prendere in considerazione; avere ecosistemi fluviali in migliori condizioni inizia - timidamente - a entrare nell'agenda politica e in qualche raro caso persino in campagna elettorale.A questo cambiamento culturale hanno ovviamente contribuito in molti, e la spinta legata agli obblighi della Direttiva Quadro sulle Acque ha avuto un ruolo fondamentale. Tra questi molti ci sentiamo sicuramente di annoverare il CIRF, che con le sue pubblicazioni, corsi, studi ed eventi (tra cui l'organizzazione del "Quarto Convegno Internazionale sulla Riqualificazione Fluviale" nel 2008) ha proposto in tanti modi il dibattito e il confronto anche con le esperienze internazionali.

A  fronte di queste luci, le ombre rimangono comunque preponderanti: i piani più lungimiranti restano ancora solo sulla carta, gli interventi di regimazione e disalveo vengono ancora invocati a gran voce dopo ogni alluvione, nel nome di una illusoria "sicurezza", un'analisi dei costi e dei benefici degli interventi sui corsi d'acqua resta nella maggior parte dei casi fantascienza, le opere - meglio se in somma urgenza - sono ancora molto "apprezzate" da tanti amministratori e l'idea che fiumi più naturali, a lungo termine, possano portare benefici anche economici resta una pura curiosità accademica, il tutto accompagnato da uno sfruttamento delle risorse idriche che ha raggiunto una soglia ormai critica, senza che venga messo seriamente in discussione. Le esperienze positive e i buoni esempi rischiano così di passare inosservati, proprio ora che servirebbe un deciso e rapido cambio di rotta - non dimentichiamo che la scadenza per i piani di gestione richiesti dalla Direttiva Quadro e per la definizione dei programmi di misure necessari a migliorare lo stato ecologico dei corpi idrici è ormai dietro l'angolo. Proprio da qui è nata l'idea di dar vita a questa rivista, la prima in Italia specificamente dedicata alla riqualificazione fluviale: lo scopo è di allargare quanto più possibile il confronto e lo scambio di informazioni, raccogliendo e divulgando le esperienze positive che si stanno realizzando in Italia, segnalando le situazioni di criticità e portando alla conoscenza dei lettori i progetti più significativi a livello nazionale e internazionale.

 

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