Report del convegno "Meccanizzazione, bonifica e gestione dei corsi d'acqua" - 30 ottobre 2009 Mogliano V.to

E' disponibile al seguente link la presentazione del Direttore Tecnico del CIRF, Marco Monaci, che ha trattato durante il Convegno il tema "Riqualificazione ambientale dei canali.


I lavori del Convegno hanno evidenziato i seguenti concetti


1) RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE DEI CANALI - La riqualificazione “ambientale” dei canali di bonifica è ancora oggi considerata un obiettivo secondario, da ricercare solo dopo aver garantito la cosiddetta “sicurezza idraulica” del territorio; da alcuni anni però la riqualificazione ha iniziato ad essere utilizzata come strumento per risolvere i problemi di rischio idraulico, di qualità dell’acqua, di valorizzazione e rivitalizzazione del territorio agricolo, e non solo come mezzo per il miglioramento dell’ambiente di pianura in cui scorrono i canali.
Sono così apparsi sul territorio italiano i primi interventi di riqualificazione “ambientale”, quali l’ampliamento di sezione mediante la creazione di alvei a due stadi dotati di golene vegetate allagabili, l’inserimento di zone umide in alveo per la depurazione delle acque, la realizzazione di fasce tampone boscate lungo le sponde per intercettare gli inquinanti diffusi, ecc..

2) MANUTENZIONE DELLA VEGETAZIONE - A fianco di queste azioni strutturali, sono stati sperimentati metodi di lavoro e mezzi meccanici innovativi per la manutenzione della vegetazione, che permettono di preservare maggiormente l’ecosistema dei canali rispetto alle pratiche tradizionali, cercando così un compromesso possibile, dove le condizioni territoriali lo consentono, tra protezione idraulica del territorio e suo miglioramento ambientale.
3) QUESITI PER IL FUTURO - Le esperienze di riqualificazione dei canali realizzate in Italia e all’estero sembrano confermare che tale strategia innovativa è in grado di fornire i risultati attesi; hanno dimostrato altresì che per poter conseguire risultati realmente significativi è necessario estendere le esperienze puntuali in modo diffuso su gran parte del reticolo dei canali.
Affinché ciò si verifichi, è necessario che pratiche progettuali e gestionali innovative diventino una strategia consolidata e abituale per i Consorzi di bonifica; ciò richiede un complessivo incremento delle basi conoscitive disponibili, ottenibile da una parte attraverso progetti pilota per la standardizzazione delle prassi progettuali e per la raccolta di dati di monitoraggio, e dall’altra attraverso la realizzazione di manuali tecnico-progettuali a supporto dei tecnici.

La giornata dimostrativa del pomeriggio ha visto in azione numerosi mezzi adibiti alla manutenzione della vegetazione dei canali, acquatica e riparia, mostrando all’opera sia le più recenti tecnologie prodotte per il settore della manutenzione, sia il diverso uso di quelle tradizionali in funzione dei nuovi criteri "ecologici" di manutenzione e di un risparmio economico.
Per quanto riguarda le modalità di manutenzione della vegetazione più rispettose dell'ecosistema del canale, la dimostrazione ha mostrato:

Ragno Anfibio 

a) Per lo sfalcio spondale:

  • conservazione della vegetazione posta al piede di sponda per consolidare e proteggere questa parte della sezione del corso d'acqua, più soggetta all’erosione;
  • asporto della vegetazione trinciata dall’alveo. In ambiente agricolo risulta importante l’asporto della vegetazione dall’alveo per la riduzione dell’apporto di nutrienti al corpo idrico, limitando in tal modo i fenomeni di eutrofizzazione delle acque;
  • taglio della vegetazione al piede con barra falciante (e possibile asporto della vegetazione dall’alveo mediante ranghinatore). Tale intervento consente di non danneggiare l’accestimento delle specie erbacee presenti, consentendo loro di riprendere la crescita senza perdere la loro azione di consolidamento;
  • regolazione dell’altezza di taglio del trinciasarmenti per evitare il contatto degli organi rotanti con il terreno, in caso di oscillazioni del mezzo d’opera o errate inclinazioni dell’attrezzatura;
  • sospensione dello sfalcio in zone soggette ad erosione al fine consentire il maggior sviluppo possibile della vegetazione. Ciò massimizza l’effetto protettivo e di consolidamento della sponda erosa consentendo all’ente gestore di scegliere il momento più opportuno d’intervento ed in taluni casi (erosioni di lieve entità e presenza di vegetazione rigogliosa) di non intervenire affatto.

 anfibio telecomandato

 

(b) Per la manutenzione della vegetazione del fondo il criterio più innovativo motrato riguarda la realizzazione di un canale di corrente centrale con andamento non necessariamente rettilineo.

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