Convegno "LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE COME STRUMENTO DI PREVENZIONE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO" 17 novembre - Vicenza
Nei giorni fra il 31 Ottobre e il 1° Novembre 2010 il territorio vicentino ed altre ampie aree pianeggianti della Regione del Veneto sono state colpite da un evento alluvionale particolarmente grave con ingenti danni al tessuto urbano, industriale ed agricolo. L’alluvione del 2010 ha confermato in modo evidente e dai risvolti drammatici l’estrema fragilità del territorio, il quale necessita di una attenzione particolare non solo in termini di opere idrauliche da realizzare o da adeguare, ma soprattutto in termini di pianificazione territoriale.
Per la gestione delle acque nelle discipline territoriali (sistemazioni idrauliche, idraulico-agrarie e idraulico-forestali) l’approccio deve essere rigorosamente un approccio “dall’alto”, altimetricamente parlando dai monti al mare: è dalle cime delle montagne e delle colline che si devono intraprendere le azioni per evitare che a valle accadano alluvioni e disastri. In genere di questo approccio logico e consequenziale spesso ci si dimentica.
Non è raro osservare come il controllo del dissesto idrogeologico segua una politica che va nella direzione opposta, dove ci si preoccupa di governare o contenere gli effetti a valle, dove di solito si svolgono le attività umane, evitando di risalire alle origini dei fenomeni. Una azione capillare e puntuale con una serie di piccoli interventi può contenere gli effetti delle acque, evitando di innescare delle ricadute a catena che portano a definire l’evento “eccezionale”, quando in realtà non lo è, ma assume la veste di eccezionalità per una serie di concause figlie di una specifica politica territoriale e abbandono del territorio.
Il convegno vuole essere un momento di riflessione aperto agli enti a vario livello e professionisti che si occupano di gestione del territorio, in cui non sia fornita una semplice fotografia dello stato attuale, ma faccia emergere suggerimenti e avviare un confronto in cui gli interventi strutturali di recupero sono certamente utili, ma servono soprattutto interventi non strutturali e una corretta pianificazione territoriale a più livelli.





