Il monitoraggio delle acque interne superficiali in Sicilia
Il decreto legislativo 11 maggio 1999 n°152 definisce la disciplina generale per la tutela delle acque, perseguendo gli obiettivi di prevenire e ridurre l’inquinamento, risanare e migliorare lo stato delle acque, proteggere le acque destinate ad usi particolari, garantire gli usi sostenibili delle risorse e mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, necessaria a sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate.
Il raggiungimento di questi obiettivi è affidato ad una molteplicità di strumenti e tra questi, gli obiettivi di qualità ambientale e i piani di tutela. Il decreto prevede precise scadenze temporali sia per il conseguimento degli obiettivi di qualità, sia per l’elaborazione e la realizzazione dei piani di tutela e risanamento necessari per conseguire tali obiettivi.
Il decreto definisce inoltre gli obiettivi di qualità ambientale per tutte le tipologie di corpi idrici superficiali e sotterranei considerati (corsi d’acqua, laghi, acque di transizione, corpi idrici artificiali, acque marine costiere e acque sotterranee). Tutti i corpi idrici significativi devono raggiungere uno stato di qualità ambientale sufficiente entro il 2008 e buono entro il 2016.
Al fine di dare un valido contributo alle complesse attività, previste dal Decreto leg.vo n. 152/99 che ancora oggi nella Regione Siciliana non possono essere considerate che allo stato embrionale malgrado gli sforzi profusi dai soggetti competenti, l’ARPA Sicilia, facendo tesoro delle attività che ordinariamente vengono svolte nei Dipartimenti provinciali ed integrando tali dati con quelli di altri programmi posti in essere nonché con precisi approfondimenti svolti dai singoli referenti di area, sta predisponendo una Rete minima di monitoraggio dei corpi idrici siciliani.
Applicazione dell’IFF sull’asta principale del Fiume Alcantara
L’Indice di Funzionalità Fluviale (I.F.F., ANPA 2000) è un metodo per la rilevazione della qualità degli elementi biologici e morfologici dei corpi idrici che è in grado di valutare la capacità di un corso d’acqua di “resistere” all’azione dell’uomo ed agli effetti dell’inquinamento; questo metodo non si limita a dare valutazioni sintetiche sulla funzionalità e/o vulnerabilità dell’ecosistema fluviale e sulle cause del suo deterioramento ma fornisce anche indicazioni precise per orientare gli interventi di riqualificazione e stimarne preventivamente l’efficacia. Attraverso la descrizione di parametri morfologici strutturali e biotici dell’ecosistema, interpretati alla luce dei principi dell’ecologia fluviale, vengono rilevati la funzione ad essi associata e l’eventuale allontanamento dalla condizione di massima funzionalità. I risultati, espressi in termini di livelli di funzionalità possono essere riportati su carte di semplice lettura anche per i non addetti ai lavori; per queste ragioni l’IFF può diventare uno strumento particolarmente efficace per supportare le scelte politiche di tutela o di ripristino degli ambienti fluviali.
Il protocollo applicativo si avvale di una scheda con 14 domande a risposte predefinite che riguardano le principali caratteristiche ecologiche e ad ogni risposta è associato un peso numerico; in ogni scheda viene descritto un tratto di fiume con caratteristiche omogenee. Il valore dell’ I.F.F., ottenuto dalla somma dei punteggi parziali, va da un minimo di 14 ad un massimo di 300. La struttura della scheda IFF consente di esplorare diversi comparti ambientali; le domande possono essere infatti raggruppate in gruppi funzionali:
- Condizioni vegetazionali delle rive e del territorio circostante;
- Caratteristiche idrauliche;
- Struttura dell’alveo;
- Caratteristiche biologiche.
Un'importantissima iniziativa, intrapresa grazie ad un protocollo di intesa sottoscritto dall’ Arpa Sicilia con dall'Ente Parco Fluviale dell’Alcantara, la Provincia Regionale di Catania ed il Corpo Forestale della Regione Siciliana è la campagna di rilevazione dell'IFF sull’asta fluviale del fiume Alcantara, progetto pilota da estendere successivamente ad altre realtà fluviali dell’isola. Inoltre questa esperienza, condotta su un fiume con delle peculiarità geologico - naturalistiche che lo rendono unico nel suo genere, ha rappresentato anche un modo per collaudare il metodo in condizioni al limite della sua applicabilità, aprendo eventualmente anche un confronto in ambito nazionale. Il progetto, appena concluso, è stato realizzato da un gruppo interdisciplinare, composto da tecnici del Dipartimento ARPA Provinciale di Catania e dell’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara, promotori dell’iniziativa, nonché da personale della Provincia Regionale di Catania e del Corpo Forestale Regionale.
Le operazioni di rilievo sono state effettuate percorrendo a piedi, da valle verso monte, l’intero corso d'acqua oggetto dello studio, osservando e valutando entrambe le sponde. Nel corso della campagna di rilievi, che ha interessato tutta l’asta principale dell’Alcantara per circa 48 km, sono state approntate 96 schede, corredate di numerose foto digitali realizzate sia sul campo che da un elicottero del Corpo Forestale. La lettura delle schede, dei grafici e di un’ampia relazione fornisce una visione globale del livello di funzionalità dell’ecosistema Alcantara e delle sue fragilità mettendo in evidenza, tratto per tratto, gli aspetti più critici che meritano approfondimenti scientifici, pianificazioni e interventi di riqualificazione.
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