Corso di formazione - workshop via simulazione


GESTIRE I CONFLITTI AMBIENTALI SUL FIUME TARO: provare per conoscere, conoscere per credere, credere per fare

11/12/13 aprile 2002 - Collecchio (PR)




DOVE SI E' TENUTO IL CORSO

Il corso si è tenuto presso l'Hotel Pineta a Collecchio (PR).

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OGGETTO E MOTIVAZIONI DELL'EVENTO

Pianificare l’assetto del territorio e, in particolare, riqualificare i corsi d’acqua è un’attività complessa che solleva inevitabilmente l’esigenza di portare alla luce e comunicare/discutere visioni del mondo, linguaggi, esperienze, aspettative, percezioni molto diverse e a volte irriducibili. Richiede un taglio fortemente interdisciplinare e l’utilizzo di diverse competenze e tecniche e di una notevole quantità di informazione di diversa tipologia.
La situazione odierna del nostro territorio dimostra quanto l’approccio classico ‘calato dall’alto’ (top-down), o ‘di decisione-annuncio-difesa’, non sia in grado di dare risposte efficaci ed efficienti. E quanto interessi locali e politiche miopi spesso paralizzino i processi rivelandosi, alla lunga, decisamente controproducenti per la collettività e a volte anche per gli stessi interessi di parte.

Il CIRF ha già organizzato e tenuto in precedenza un corso su queste tematiche: DALL'APPROCCIO 'DECISIONE-ANNUNCIO-DIFESA' (TOP-DOWN) ALL'APPROCCIO PARTECIPATO (BOTTOM-UP) PER DECIDERE L'AMBIENTE: CORSI D'ACQUA E TERRITORIO in cui era stato presentato un ampio ventaglio di idee, tecniche ed esperienze. I partecipanti hanno dato una valutazione molto positiva di tale corso. Hanno anche espresso la necessità di partecipare più attivamente attraverso scambio di idee e approfondimenti applicativi maggiori.

Per soddisfare questa richiesta, questo nuovo evento ha portato i partecipanti a ‘vivere’ in prima persona un processo partecipativo ‘dal basso verso l’alto’ (bottom-up) teso ad affrontare un caso studio sull’assetto di un corso d’acqua affetto, come spesso succede, da pesanti sfruttamenti delle risorse idriche e degli inerti, conseguenti problemi di squilibrio sedimentologico, carenza di minimo deflusso vitale, inquinamento e degrado naturalistico-ecosistemico, oltre che progressiva cementificazione-artificializzazione in risposta al rischio di esondazioni e dissesto.

I partecipanti hanno simulato dall'inizio alla fine in prima persona il caso del Taro, particolarmente per il tratto compreso nel parco fluviale regionale. Il caso è stato descritto da soggetti realmente coinvolti (amministratori, interessi di parte, ambientalisti, gente 'comune'...) per rilevare come possono essere diverse le prospettive. Non è stato chiesto agli attori reali di confrontarsi apertamente perché farlo senza seguire un percorso necessario, che richiede indubbiamente più tempo dei pochi giorni previsti, avrebbe potuto essere controproducente. E' stato chiesto loro di presentarci la loro prospettiva e di convincerci della loro posizione. Alcuni di loro hanno poi assistito poi, sostanzialmente in veste di spettatori, allo svolgimento del processo decisionale condotto dai partecipanti al corso (che erano ‘attori degli Attori’). Era anche possibile la loro partecipazione diretta, ma con un ruolo diverso dal loro ruolo reale.
I partecipanti, una volta assegnati i ruoli, sono quindi stati trattati come soggetti reali dell’arena decisionale. Mark Dubrulle, facilitatore di professione ed esperienza internazionale, ha guidato il processo e mostrato, attuandole, le tecniche di facilitazione utilizzate. Si sono sperimentate ‘dal vivo’ alcune tecniche classiche di supporto ai processi decisionali partecipativi, come quella del ‘mappaggio cognitivo’ che permette di costruire in gruppo un quadro logico-grafico delle diverse percezioni e concezioni del problema, fino ad ottenerne una schematizzazione utile ad affrontarlo.
Le sessioni sono state inframezzate da ‘parentesi tecniche’ nelle quali si poteva approfondire, questa volta in forma di seminario o workshop, alcuni aspetti utili allo svolgimento del processo, come l’impostazione della valutazione integrata delle diverse alternative di soluzione, o le possibilità tecniche di riassetto fisico dei corsi d’acqua nel contesto specifico del problema affrontato.

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OBIETTIVI

Per il CIRF questo corso è stata un'occasione per realizzare un evento dimostrativo di alta visibilità e innovazione e operatività per:

  • proporre una filosofia di approccio operativa per la gestione dei conflitti ambientali nell’assetto e gestione dei corsi d’acqua e territorio e ....Tara-rla cioè renderla applicabile per il caso Taro

  • facilitarne l’attuazione formando una task force, cioè migliorando la competenza professionale di partecipanti selezionati che in futuro potranno sviluppare casi reali con o senza CIRF, sul Taro o altrove

  • dare il ‘la’ agli attori chiave perché si affronti costruttivamente il caso Taro

  • aumentare la visibilità per promuovere la diffusione

...e nello specifico:

  • far toccare con mano attraverso il caso Taro tre elementi chiave per il processo decisionale: i) progettare con un approccio integrato; ii) valutare in modo integrato; iii) affrontare un discorso partecipativo e gestire i conflitti di interesse

  • mostrare ‘dal vivo’ come l’approccio partecipativo (bottom-up) può essere davvero utile mettendone in luce anche le difficoltà e i limiti

Perché ha partecipato il Parco Taro:

  • per ricevere un contributo innovativo in termini di idee utili ad individuare migliori soluzioni ai problemi reali

  • per focalizzare il tipo di indagini e studi di cui ha prioritariamente bisogno

  • per costruire un ruolo del Parco nel processo decisionale

  • per trovare un canale per innescare processi positivi di interazione con gli attori locali

Perché la partecipazione degli attori locali?
L’amministratore, il funzionario della Provincia o dell’Autorità di bacino, il proprietario terriero, l’industriale, l’imprenditore estrattivo, insomma gli attori locali, non sono venuti ad un ‘corso’, ma hanno partecipato ad un evento di formazione reciproca, in cui venire a conoscenza di un approccio innovativo sperimentandolo attraverso una simulazione.
Non hanno partecipato ad una conferenza, ma dovevano essere sintetici e convincenti nel presentare la loro visione del problema. Le loro partecipazione al corso è stata di due tipi:

  1. attore portatore di interessi (stakeholder): ha esposto il suo punto di vista (o quello dell’istituzione o organizzazione che rappresentava) per difendere i propri interessi; poi, se voleva, ha osservato lo svolgersi dell’evento, ma non ne ha preso parte direttamente, a meno che non fosse esplicitamente interpellato

  2. attore partecipante: ha partecipato a tutto l'evento con gli altri, gli si è chiesto in generale di giocare un ruolo diverso dal suo vero.

Il loro interesse a partecipare stava in

  • poter diffondere il loro punto di vista,

  • capire cos'è quest'approccio negoziale e quali tecniche possono essere usate, senza ‘rischiare’ un coinvolgimento diretto,

  • intravvedere soluzioni reali per loro.

Gli altri: perché potevano partecipare?
Aveva senso:

  • per imparare a fare, cioè investire in termini professionali

  • per saperne di più come conoscenza personale

  • per stabilire contatti

e se cercavano risposte a:
  • cos’è un processo decisionale partecipativo? quali i vantaggi, quali i rischi?

  • come si organizza in pratica?

  • come gestire un incontro tra soggetti con linguaggi, obiettivi , background culturali, tempi diversi? come comunicare? come si fa il moderatore-facilitatore?

  • che passi fare davanti al conflitto? cos’è il ‘metodo del consenso’? e la negoziazione win-win?

  • che vuol dire approccio integrato a un problema ambientale e soprattutto alla riqualificazione fluviale? e perché sarebbe meglio?

  • perché è utile valutare in modo integrato? e che vuol dire?

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PRODOTTI ATTESI

  • sperimentazione di alcune tecniche di interazione e indagine psico-sociale (tecnica del mappaggio ovale, costruzione dell’albero dei valori, mappaggio cognitivo)

  • applicazione della negoziazione win-win

  • sperimentazione della funzione e delle tecniche del moderatore-facilitatore

  • impostazione della valutazione integrata a supporto del processo

  • comprensione del tipo di esperienza partecipativa: tecniche, potenzialità, risultati, difficoltà, limiti

  • comprensione della problematica di riqualificazione fluviale attraverso lo spunto di un caso studio

  • importante! : nuove idee, stimoli, contatti, amicizie, entusiasmo, voglia di fare e divertimento

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LIMITI

  • non si è usciti con una classificazione analitico-accademica delle tipologie di processo e delle tecniche per affrontarli, ma con un’esperienza concreta di applicazione

  • non si sono studiate le tecniche di analisi dei gruppi di interesse (stakeholders analysis), ma si è sperimentato in primis la dinamica e le modalità di interazione tra i soggetti stessi

  • non si è sviluppato in profondità il tema della costruzione di indici di valutazione e applicazione della valutazione Multicriterio, ma se ne è vista l’impostazione

  • molto probabilmente, non si è usciti pronti ad organizzare e condurre processi partecipativi, ma in grado di comprenderne la portata e riconoscere quando è probabilmente opportuno e utile svilupparli

  • chi voleva far parte della Task Force CIRF sulla gestione dei conflitti ambientali, ha trovato comunque elementi utili per cominciare/sviluppare un percorso professionale; altri corsi più specifici seguiranno

  • non sono stati approfonditi gli aspetti biologico-ecologico-naturalistici relativi ai corsi d’acqua, ma se ne è parlato ad ampio spettro confrontandosi con culture, linguaggi e valori molto diversi

  • non si è imparato a riqualificare i fiumi, ma si è tentato di comprendere la problematica e gli elementi tecnici base per affrontarla e sicuramente si sono catturati spunti fondamentali che potranno servire davvero in seguito

  • non ci si doveva aspettare di approfondire al 100% un dato argomento (processi partecipativi, riqualificazione, analisi decisionale, ecc.), infatti il carattere del corso era comunque di tipo fortemente interdisciplinare.

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VALUTAZIONE

Per una volta, non sono stati i ‘docenti’ a valutare i partecipanti, ma viceversa, come in tutti gli eventi del CIRF. è stato loro chiesto di valutare se si è fatto quanto promesso, se gli obiettivi sono stati raggiunti, se le aspettative personali sono state soddisfatte, che cosa è andato storto , e se alla fine dei conti è valsa la pena partecipare e lo raccomanderebbero ad altri.
Naturalmente le aspettative personali non dovevano essere in contraddizione con quanto dichiarato in questo programma, perché quelle non sono state sicuramente soddisfatte ma non sono entrate nemmeno in valutazione.
Clicca qui per visualizzare i risultati ottenuti raccogliendo i giudizi dei partecipanti.

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RELATORI

Cliccando sul nome apparirà un breve curriculum, se disponibile.

  • ing. Maurizio Bacci, consigliere CIRF. Si occupa di Ingegneria ambientale, sistemazione ambientale di corsi d’acqua e progettazione ambientale.
    Il suo ruolo nel corso era quello di guidare le fasi di individuazione di soluzioni integrate e di dare assistenza al caso studio.
  • ing. Giuseppe Baldo, consigliere CIRF. Ingegnere idraulico, è capo servizio tecnico presso un consorzio di bonifica.
    Si occupa di promozione e gestione di progetti ambientali. Specializzato in management.
    Il suo ruolo nell'evento era quello di cura delle attività logistico-operative e assistenza nel caso studio.

  • dott. Mark Dubrulle. Consulente indipendente, Possiede una vasta esperienza in campo ambientale e della comunicazione, è specializzato nel risolvere conflitti e nel ruolo di facilitatore.
    Durante il corso svolgeva il ruolo di moderatore-facilitatore: ha condotto le fasi di interazione tra soggetti diversi; ha fornito approfondimenti sulle tecniche di conduzione dei processi partecipativi.

  • ing. Andrea Nardini, consigliere CIRF. Si occupa di strumenti metodologico-operativi a supporto di problemi decisionali ambientali. Attualmente fa parte della Task Force-FS all'interno del Servizio Sviluppo Sostenibile del Ministero dell'Ambiente.
    Durante il corso ha introdotto le parentesi tecniche, coordinando lo svolgimento del corso e le discussioni. Ha effettuato la parentesi tecnica sulla valutazione integrata e dato assistenza nel caso studio.

Hanno partecipato

  • Franca Zanichelli: direttore del Parco del Taro.
    Dottore in Scienze Naturali, si occupa di promozione di attività di conservazione e della gestione del Parco. E' associata CIRF.
    Durante il corso ha coordinato l'intervento degli attori locali. Ha inoltre partecipato direttamente alla simulazione.

  • Cinzia Marchiani: consulente del Parco del Taro, collaboratrice dell'Università di Parma.
    Dottore in Scienze Biologiche, si occupa di monitoraggio ambientale. E' associata CIRF.
    Durante il corso ha curato gli aspetti di informazione scientifica.

Coordinatore tecnico-scientifico: ing. Andrea Nardini

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LINGUA

Il corso si è svolto quasi tutto in italiano, con traduzione dall'inglese all'italiano differita, quando necessaria.

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PROGRAMMA

Un processo partecipativo richiede flessibilità; il programma seguente pertanto è solo una indicazione di massima di ciò che è stato svolto durante le tre giornate.

11 aprile 2002

Registrazione, presentazione reciproca.
Introduzione al corso: presentazione sommaria del caso studio.

A. Nardini

Il problema visto dagli attori locali.
Presentazione sequenziale del punto di vista di alcuni attori locali significativi (2 o 3) sul problema o meglio sui problemi che caratterizzano il caso studio Parco Taro.

M. Dubrulle

Organizzazione del processo partecipativo (teoria e pratica).
Simulazione del ruolo di un responsabile di processo (es. Servizio Sviluppo Sostenibile del Ministero dell'Ambiente o del locale Assessorato Ambiente) che deve organizzare il processo. Presentazione dei criteri, tecniche e problematiche; i partecipanti CIRF hanno assistito all'assegnazione dei loro ruoli per la simulazione seguente. Brainstorming successivo in plenaria per asegnazione ruoli (scambio ruoli degli eventuali attori locali partecipanti) con creazione di gruppi di simulazione con interessi omogenei al loro interno.

M. Dubrulle,
F. Zanichelli

Calarsi nella parte (pratica)
Spostamento e visita ai siti significativi - pausa pranzo in luoghi limitrofi - e presentazione di altri due attori.
Dopo pranzo: momento di studio in cui i partecipanti si sono immedesimati nel loro ruolo (uno tra quelli presentati dagli attori locali): analisi di informazione (tecnico-scientifica, giuridico-amministrativa), resa disponibile da responsabili tecnici.
Preparazione da parte di ogni gruppo di una sua visione del problema (con i tecnici rimasti a disposizione per ulteriori chiarimenti) con la tecnica del mappaggio ovale, con definizione dei propri obiettivi e le possibili soluzioni (interventi fisici, amministrativi o altro).

M. Dubrulle
A. Nardini
G. Baldo
F. Zanichelli

Il quadro del problema a priori (pratica)
Esposizione in plenaria da parte di ogni gruppo di simulazione. Informazione reciproca. Individuazione dei problemi percepiti, le idee di soluzione formate, e le aree problema/opportunità .

M. Dubrulle
12 aprile 2002

Come motivare e articolare la propria posizione (teoria)
Spiegazione in plenaria di come chiarire agli altri, e prima ancora a sé stessi, la propria posizione, individuando da un lato obiettivi, interessi, e valori (l’albero dei valori) e dall’altro le azioni da intraprendere e perché dovrebbero portare agli effetti desiderati (prima analisi delle relazioni di causa-effetto). Il tutto reso in modo grafico attraverso il mappaggio cognitivo.

A. Nardini

Come motivare e articolare la propria posizione (pratica)
Costruzione da parte di ogni gruppo di simulazione del proprio albero dei valori e quadro del problema attraverso il mappaggio cognitivo; assistenza fornita dai responsabili CIRF fino a soddisfazione del gruppo stesso (entro i limiti di tempo disponibile).

A. Nardini

La casa aperta (pratica)
Momento di riunione plenaria diverso, informale e interattivo dove i gruppi hanno avuto accesso – anche in tempi diversi - a un locale (la casa aperta) dove era presente informazione tecnica sui problemi e sui progetti di cui si parlava, e le motivazioni di ogni gruppo (mappe cognitive) con i responsabili tecnici CIRF disponibili a dare spiegazioni.

Il gruppo di lavoro misto (pratica)
Creazione di gruppi di partecipanti CIRF misti, cioè provenienti da diversi gruppi di interesse. Ogni gruppo aveva il compito di analizzare e confrontare le diverse visioni (mappe cognitive) per individuare aree di convergenza (opportunità) e aree di divergenza (conflitti). Definizione anche delle alternative di soluzione da valutare, inclusa l’alternativa-0 (assenza di interventi). Assistenza, nel possibile, del facilitatore.

M. Dubrulle
A. Nardini
G. Baldo

Il punto
Illustrazione delle conclusioni di ogni gruppo a tutti gli altri. Selezione da parte dei responsabili CIRF delle alternative più significative per continuare la simulazione nei tempi disponibili.

M. Dubrulle
13 aprile 2002

La valutazione integrata (teoria)
Presentazione sintetica dei criteri base per la valutazione integrata a supporto della risoluzione di conflitti attraverso la negoziazione win-win: criteri filosofico-tecnici; identificazione degli attributi e indicatori; componenti attive del sistema socio-economico-ambientale; relazioni di causa-effetto; scenari; matrice degli effetti e matrice di valutazione.

A. Nardini

Il quadro del problema a posteriori (pratica)
Rivisitazione e aggiornamento da parte di ogni gruppo di simulazione della propria visione, in base all’esperienza di interazione precedente e applicazione dei criteri della valutazione integrata. Identificazione degli obiettivi e valori da sostenere nella negoziazione. Realizzazione di una analisi di impatto delle diverse alternative di soluzione selezionate, con costruzione di una mappa ad hoc (rete di relazioni causa-effetto); identificazione delle ‘aree di ignoranza’ (specifiche per uno studio di impatto). Costruzione di una propria matrice di valutazione. Assistenza da parte dei responsabili CIRF e loro preparazione della la matrice di valutazione generale integrata con quelle prodotte dai singoli gruppi. Individuazione delle divergenze.

M. Dubrulle
A. Nardini
G. Baldo
M. Bacci

Gestire l'incontro e negoziare win-win (pratica)
In plenaria, con voce consentita ai soli rappresentanti dei gruppi di simulazione, presentazione della matrice di valutazione generale (alternative di soluzione e obiettivi-impatti dei singoli gruppi). Analisi e individuazione delle aree di ignoranza, confronto innanzitutto con l’alternativa-0, per individuare su chi ricadono vantaggi e svantaggi. Ordinamento preferenziale per ogni gruppo con assegnazione di pesi. Raccolta delle proposte per nuove soluzioni e misure di mitigazione generando di fatto nuove alternative. Possibilità di confronto diretto ma gestito dal facilitatore-moderatore con sua dimostrazione dal vivo di alcune tecniche.

M. Dubrulle
A. Nardini

Gestire l'incontro e negoziare win-win (teoria)
Dimostrazione in plenaria del ruolo e delle tecniche del facilitatore, moderatore, mediatore, negoziatore, arbitro.

M. Dubrulle

Valutazione del corso da parte dei partecipanti e prospettive future

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PUBBLICO A CUI SI RIVOLGEVA


Il corso era indicato per funzionari di enti pubblici, tecnici di società di consulenza, liberi professionisti, politici in carriera, dottorandi, o chiunque si ritrovasse con le motivazioni e gli obiettivi elencati.

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COSTI DI PARTECIPAZIONE E MODALITA' DI ISCRIZIONE


Il costo di partecipazione per gli associati era di € 500, ridotto del 50% (€ 250) per gli associati studenti (numero limitato) esente IVA.
Per chi si iscriveva e saldava la quota entro il 04/04/2002 è stato riconosciuto uno sconto di € 50 in considerazione delle minori spese di gestione per la segreteria organizzativa.

I non associati potevano:
a) iscriversi al CIRF: in tal caso pagavano la quota associativa (52 euro ordinario, 26 euro studente) e la quota di iscrizione al corso propria degli associati (vedi sopra);
b) non iscriversi al CIRF: in tal caso il costo di partecipazione era pari a € 650 + IVA, con lo sconto di € 50 in caso di iscrizione al corso e pagamento entro il 04/04/2002.

Nel costo di iscrizione erano inclusi il materiale didattico, i pranzi e i coffee break dell'11, 12 e 13 aprile.
Alloggio e trasporti a carico del partecipante, con assistenza organizzativa da parte della segreteria.

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LOGISTICA E PERNOTTAMENTI


La Segreteria ha fornito ai partecipanti assistenza logistica, sia per la prenotazione degli alloggi che per gli spostamenti in zona.

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LOGISTICA E PERNOTTAMENTI


La Segreteria ha fornito ai partecipanti assistenza logistica, sia per la prenotazione degli alloggi che per gli spostamenti in zona.

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