Si è tenuto a Piacenza l’11 Maggio il 1° convegno provinciale “Le acque del Trebbia: una risorsa per tutti” organizzato dall’ on. Polledri (X commissione Camera per le attività produttive e turismo) con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e Ministero dell’Agricoltura.
Il convegno si è svolto in un momento importante per la Valtrebbia alle prese con importanti questioni: prima fra tutte l’ammodernamento della SS 45 che prevede la realizzazione dei viadotti con fondazioni in alveo.
Il CIRF ha partecipato al convegno con il suo direttore, Ing. Beppe Baldo, che ha presentato un intervento dal titolo “La Riqualificazione Fluviale: un nuovo approccio per la gestione dei fiumi”.
L’ intervento, pur non affrontando dettagliatamente le problematiche del fiume Trebbia, è stato ben apprezzato perché ha mostrato a tutti i partecipanti i concetti fondamentali dell’ approccio partecipato e i vantaggi di questo metodo nella gestione dei fiumi.
Una prima considerazione da fare è che, come in altri casi, manca completamente la capacità di dialogo tra i vari attori (amministratori, ambientalisti, cavatori, agricoltori …) e l’assenza di un punto di vista equilibrato che possa portare all’ eleborazione di un progetto integrato e sostenibile.
Problematiche della valle e del fiume
I problemi del fiume segnalati sono:
la modesta portata specie nel periodo estivo proprio mentre il prelievo per usi irrigui è significativo (i prelievi arrivano ad una decina di mc/s con una portata media annua di 30 mc/s) e la fruizione turistica massima (in estate la popolazione residente della Valtrebbia raddoppia) con la conseguenza che, in alcuni periodi estivi, il fiume non porta acque superficiali alla confluenza con il f.Po (problemi di minimo deflusso vitale);
la presenza di alcune opere in alveo (es. zona di Perino) con la funzione di difesa idraulica costruiti con le tecniche dell’ingegneria tradizionale (massicciate, pennelli, regimazione) con il conseguente incremento della pericolosità idraulica;
nella parte media e superiore si registrano importanti dissesti gravitativi (alcune frane hanno lunghezze di alcuni Km) che sono ovviamente in relazione al reticolo idrografico superficiale e che comportano spese non indifferenti ogni anno; il bacino del f.Trebbia registra valori di erosione specifica superiori al doppio del valore medio del bacino padano;
il fiume presenta un buono stato di integrità e non si registrano opere particolarmente influenti dell’assetto idraulico se si eccettuano alcuni sbarramenti nell’ alta valle che servono alle deviazioni per usi potabili per la regione Liguria.
Per coloro che volessero saperne di più c’è la possibilità di leggere il documento estratto dal PAI dell’Autorità di bacino del fiume Po.
Considerazioni sul Convegno
Il convegno segna il primo vero incontro tra tutte le componenti che “agiscono” sul fiume e l’idea che è emersa è di ripetere il convegno a settembre con la presentazione di un progetto di lavoro sul fiume composto da un tavolo “tecnico” che fisserà i termini per la fruizione economica e sociale che tutti gli attori decideranno.
Da segnalare che poche settimane fa, la Provincia di Piacenza ha avviato un tavolo permanente sul fiume con Magistrato per il Po, Autorità di bacino, comuni della valle, consorzio di bonifica valli Tidone-Trebbia, comunita montane. (vedi qui un breve resoconto).
La nostra associazione si è messa a disposizione per dare il proprio contributo alla realizzazione del tavolo di progetto che rappresenta un punto strategico per l’approccio CIRF ai fiumi.
Intanto si sta valutando la possibilità di prendere accordi direttamente con i singoli partecipanti per avviare una collaborazione e, all’interno del CIRF, la possibilità di compiere un’ uscita su questo fiume, che secondo molti è uno dei più bei fiumi italiani.
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