Il 16 giugno 2001 si è tenuto ad Amaro (Udine) un convegno dal titolo "Il Tagliamento: ecosistema di riferimento per l'Europa", organizzato dalla Cooperativa ViaTerra, con il patrocinio della Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA) ed il contributo del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Consorzio dei comuni del Bacino Imbrifero Montano del Tagliamento, Comunità Montana della Carnia, Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Udine, Provincia di Pordenone, Agemont, Banco di Brescia e Aziende agricole Pittaro.
La prima relazione presentata da Nicola Surian e Antonella Astori e dal titolo "Aspetti geomorfologici dei fiumi braided: la dinamica recente dei fiumi Tagliamento e Piave a confronto" ha illustrato le caratteristiche geomorfologiche e dinamiche del Medio Tagliamento, tra Villa Santina e Pinzano, e le ha confrontate con quelle del Piave. I due fiumi sono molto simili tra loro per quanto riguarda le caratteristiche morfologiche naturali, mentre sono stati soggetti ad impatti antropici alquanto differenti. Dalla ricerca condotta dagli autori emerge chiaramente la differente risposta dei due sistemi fluviali alle modificazioni indotte dall'uomo: il Tagliamento ha sopportato meglio la pressione antropica rispetto al Piave, essendo riuscito a mantenere nel tratto indagato ancora una notevole ampiezza dell'alveo ed una elevata varietà di forme.
E' seguito l'intervento di Klement Tockner dal titolo "Biodiversità e dinamica delle isole lungo il fiume Tagliamento". Tockner è coordinatore di un gruppo di ricerca interdisciplinare ed internazionale che da quattro anni sta studiando l'intero corso del Tagliamento.
Il Tagliamento conserva la natura dinamica e la complessità geomorfologica che devono aver caratterizzato molti fiumi alpini nella loro configurazione originaria; mantiene le caratteristiche di un sistema prossimo alla naturalità: forte interconnessione longitudinale, laterale e verticale, alta eterogeneità di habitat, una sequenza caratteristica di tipologie geomorfologiche e una biodiversità molto elevata. Uno degli aspetti più caratteristici del Tagliamento è la presenza di un gran numero di barre e isole vegetate: ci sono 652 isole fluviali stabili.
Dagli studi condotti, che spaziano dalla dinamica fluviale alla botanica, dall'idrogeologia ai micro e macroinvertebrati, è emerso il grande valore ecologico del Tagliamento: il maggior fiume del Friuli Venezia-Giulia offre un'ottima opportunità per studiare ecosistemi fluviali quasi integri e per tale ragione è stato assunto come modello di riferimento per la rinaturazione di altri fiumi europei oggi pesantemente artificializzati.
Il Tagliamento è chiaramente un ecosistema fluviale di importanza europea, dal momento che costituisce una risorsa unica come "bacino idrografico campione", offrendo la rara opportunità di osservare processi naturali a una scala che non può essere studiata in nessun altra parte in Europa ed aiutarci ad indirizzare le strategie di rinaturazione e conservazione. Per questo motivo Tockner ha concluso l'intervento auspicando che vengano fatti tutti gli sforzi necessari affinchè il "Fiume Tagliamento" sia conservato come patrimonio naturale di importanza internazionale.
L'ultima relazione, redatta da Diego Rosa, ha toccato un argomento di scottante attualità e molto sentito soprattutto dalla popolazione del bacino montano: "Deflussi minimi vitali nei corsi d'acqua. Problematiche e normative esistenti". Nonostante la legge imponga il rilascio del minimo deflusso costante vitale a valle di tutte le opere di captazione idrica sui corsi d'acqua, numerosi corsi d'acqua italiani sono privati in alcuni periodi dell'anno delle portate idriche superficiali. Sono state illustrate le principali ripercussioni sull'ambiente fisico e biologico di questa situazione e le principali proposte per il calcolo del quantitativo da rilasciare in base alle caratteristiche del corso d'acqua.
Stefano Filacorda ha tratto le conclusioni emerse dai tre interventi, rimarcando l'importanza delle perturbazioni naturali dei sistemi naturali, delle piene nel caso dei fiumi, non solo dal punto di vista geomorfologico, ma anche biologico, ribadendo il concetto di come il rischio idraulico aumenti quando l'intervento antropico fa sì che il sistema fluviale non possa rispondere grazie a quelle che sono le sue ampiezze strutturali, la sua larghezza, il suo contorno. Ha inoltre ampliato l'importanza ecologica del Tagliamento ricordando la sua importanza di corridoio ecologico faunistico lungo il quale si sposta anche l'orso bruno.
Sono seguiti gli interventi del pubblico, che oltre ad avere per oggetto gli argomenti trattati dai relatori, hanno anche toccato altre problematiche come ad esempio quella relativa alla progettazione delle casse di espansione sul Tagliamento a valle di Pinzano. E' stato anche ribadito il concetto che il fiume deve tornare ad essere luogo frequentato dalla popolazione a scopo ricreativo e sportivo, attività per le quali è indispensabile la presenza dell'elemento principale che caratterizza un fiume: l'acqua.
I relatori:
Nicola Surian: geomorfologo, lavora presso l'Università di Padova, si occupa di geomorfologia e dinamica fluviale, ha condotto ricerche sul Piave e sul Tagliamento.
Antonella Astori: geologo, socio della cooperativa ViaTerra, si occupa di geomorfologia, geologia
e tematiche ambientali, ha condotto ricerche sul Tagliamento e su corsi d'acqua minori.
Klement Tockner: ecologo, ricercatore presso l'Istituto Federale Svizzero di Scienza e Tecnologia (EAWAG) e docente all'Istituto Federale Svizzero di Tecnologia (ETH). Svolge ricerche principalmente su: ecologia delle piane alluvionali, ecologia dei ripristini ambientali e biodiversità. Coordinatore del progetto "Il ruolo della dinamica delle isole per la conservazione della biodiversità" in corso sul Tagliamento. Membro della commissione redazionale della rivista scientifica "Aquatic Sciences: Research Across Boundaries".
Diego Rosa: ingegnere, libero professionista, esperto della Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRA). Si occupa delle tematiche riguardanti il minimo deflusso vitale nei corsi d'acqua.
Stefano Filacorda: ecologo, ricercatore dell'Università di Udine, docente del corso di ecologia (zootecnica e faunistica) e del corso di ecologia applicata presso la facoltà di medicina veterinaria di Udine. Si occupa di ecologia dei grandi carnivori, ungulati ed uccelli e di biodiversità associata alle attività agricole e zootecniche.
ATTI DEL CONVEGNO
Gli atti del Convegno sono attualmente in fase di stampa e saranno pronti entro il mese di ottobre (2001). Chi è interessato a ricevere una copia degli atti, può farne richiesta ad Antonella Astori.
|