HEDGES AND WATER IN ITALY
Giustino Mezzalira - Consigliere CIRF



Il documento è stato realizzato in collaborazione con Federico Correale Santacroce di Veneto Agricoltura.

Cosa sono le "Fascie Tampone Boscate " (FTB) "Woody Buffer Strips"

Il principio generale di funzionamento delle FTB si basa sul ruolo naturale di "disinquinamento" svolto dalla vegetazione arborea, con particolare riferimento ai composti azotati (soprattutto i nitrati). Differentemente da quanto ipotizzato originariamente, studi più recenti hanno dimostrato come l’effetto disinquinante non sia dovuto solamente all’assorbimento di azoto da parte delle piante ma sia legato soprattutto alla particolare situazione microbiologica che si viene ad instaurare in corrispondenza degli apparati radicali degli individui arborei. La popolazione microbica del terreno, sfruttando l’apporto di carbonio fornito dagli apparati radicali e in condizioni di alternanza aerobiosi/anaerobiosi, è in grado di garantire un elevato effetto denitrificante, con rilascio nell’atmosfera di azoto molecolare. Un apporto significativo a tale conoscenza è stato dato dal progetto NICOLAS finanziato dalla Comunità nell’ambito del IV° Programma Quadro RST (Environment & Climate, ENV4-CT97-0395).
Le FTB consistono in siepi arboreo-arbustive piantate in prossimità dei corsi d’acqua, in posizione idonea ad intercettare le acque di sgrondo provenienti dagli appezzamenti agricoli. Preliminarmente alla messa a dimora delle piante devono essere eseguite alcune indagini relative alla situazione idraulica del sito al fine di garantire in prossimità della FTB quell’alternanza aerobiosi/anaerobiosi necessaria per l’avviamento ed il mantenimento di una ricca flora batterica denitrificante.
Nonostante anche alcune specie erbacee possiedano discrete capacità "disinquinanti" (in particolare quelle con apparato radicale più sviluppato in profondità), i migliori risultati si ottengono comunque impiegando specie arboree ed arbustive che, oltretutto, garantiscono anche la manifestazione di numerose "esternalità" positive (aumento della biodiversità, miglioramento del paesaggio, disponibilità di legname da impiegare in sostituzione dei combustibili fossili, disponibilità di siti naturali per le specie selvatiche, ecc.).
Si sottolinea infine come le FTB si integrino positivamente sia con la PAC (riduzione impatto ambientale, rinaturalizzazione ambiente rurale, sostituzione di colture eccedentarie, ecc.) e sia con l’economia delle aziende agricole che possono beneficiare dei contributi comunitari per l’impianto e per la manutenzione delle FTB.

L’azione "fasce tampone" nella regione Veneto, NE Italy.

Cronologia

L’azione di diffusione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua ha preso origine nel 1989 nella regione Veneto (NE Italy) per merito dell’Azienda Regionale Foreste, Ente regionale preposto alle attività fuori foresta, nell’ambito di una più generale azione di rivalutazione delle siepi campestri.

Nel periodo 1990-1994 un'intensa azione di sensibilizzazione è stata svolta nei confronti dei Consorzi di Bonifica ("Drainage Authorities") della regione, basata soprattutto sull’informazione, l’assistenza tecnica e la realizzazione di azioni pilota.

Nel 1996 è stato pubblicato il libro “Fasce tampone” in cui era per la prima volta sintetizzato quanto noto sulle fasce tampone.

Nel 1998 venne finalmente attuato su grande scala l’impiego delle fasce tampone in occasione del Progetto del fiume Zero, realizzato dal Consorzio di Bonifica "Dese Sile" di Mestre, finanziato nell’ambito delle iniziative per il disinquinamento della laguna di Venezia. Il progetto prende in considerazione il tratto finale dello Zero (circa 10 km) prima che questo sfoci nella laguna di Venezia.
Lo Zero, fiume di risorgiva, arriva in vista della laguna pensile sulla campagna circostante. Sfruttando il naturale gradiente piezometrico il progetto prevede di portare fuori dal fiume parte della portata per distribuirla lungo la rete idrografica consortile e privata delle campagne circostanti in corrispondenza di aziende che, nel contempo, presentano due caratteristiche:

  • Terreni dotati di una tessitura che favorisce l’infiltrazione laterale delle acque;
  • Disponibilità delle aziende ad utilizzare i fondi comunitari sull’imboschimento dei terreni agricoli.
Con opportuni accorgimenti progettuali le quote d’acqua derivate dallo Zero vengono fatte filtrare sotto le fasce tampone forestali e raccolte dal sistema delle scoline aziendali depurate del loro eccesso di nutrienti.
Grande rilevanza, all’interno del progetto del fiume Zero, è stata data agli aspetti sperimentali: su di un’area di alcuni ettari di superficie nel 1999 è stata realizzata un’area sperimentale per studiare i complessi fenomeni che portano alla sottrazione dei nutrienti all’interno delle fasce tampone attuando il protocollo di sperimentazione previsto dal progetto comunitario "NICOLAS" (Nitrogen control by landscape structures) di cui il progetto del fiume Zero fa ufficialmente parte.

Sempre nel 1999, nell’ambito del programma comunitario LIFE AMBIENTE, è stato avviato il progetto LIFE99 ENV/IT/000083 che propone una soluzione al problema dell’inquinamento diffuso di origine agricola, con particolare riguardo all’arricchimento di nitrati dei corpi idrici e delle falde idriche superficiali.. Essa consiste nell’impianto da parte delle aziende agricole, a fianco dei corsi d’acqua, di fasce tampone boscate che favoriscono i processi biologici di depurazione delle acque, producendo nel contempo biomasse legnose utilizzate per la produzione di energia.

Quadro attuale

Attualmente l’utilizzo di siepi con funzione di fasce tampone si sta rapidamente diffondendo nelle pianure dell’Italia settentrionale: importanti strumenti di pianificazione le indicano esplicitamente come strumento fondamentale per il controllo diffuso delle fonti diffuse di inquinamento (vedi ad es. il Master Plan per il disinquinamento della laguna di Venezia ed il Master Plan per il disinquinamento del fiume Po). Il Piano di Sviluppo Rurale di molte regioni finanzia in modo esplicito l’impianto e la coltivazione di fasce tampone nelle aziende agricole.
I principali attori che promuovono l’impianto di fasce tampone sono oggi:

  • il Centro vivaistico e per l’attività fuori foresta di Montecchio Precalcino di Veneto Agricoltura, incaricato di produrre materiali vivaistici idonei e fornire assistenza tecnica a coloro che vogliono piantare. Particolarmente significative sono a tale riguardo la "Rete dimostrativa degli impianti fuori foresta"(RIFF) e lo "Sportello informativo". (www.venetoagricoltura.org)
  • il Centro Italiano per la riqualificazione fluviale (CIRF), associazione no profit che si occupa di corretta gestione dei fiumi e che propone in modo molto attivo l’impianto di sistemi tampone lungo le rive. E’ proprio il CIRF che attualmente sta provocando la diffusione in tutto il Paese del sapere sulle fasce tampone, utilizzando le prime realizzazioni (progetto del fiume Zero, progetto LIFE, sito NICOLAS) come esempi.