HEDGES AND WATER IN ITALY |
|
Il documento è stato realizzato in collaborazione con Federico Correale Santacroce di Veneto Agricoltura. Cosa sono le "Fascie Tampone Boscate " (FTB) "Woody Buffer Strips"Il principio generale di funzionamento delle FTB si basa sul ruolo naturale di "disinquinamento" svolto dalla vegetazione arborea, con particolare riferimento ai composti azotati (soprattutto i nitrati). Differentemente da quanto ipotizzato originariamente, studi più recenti hanno dimostrato come l’effetto disinquinante non sia dovuto solamente all’assorbimento di azoto da parte delle piante ma sia legato soprattutto alla particolare situazione microbiologica che si viene ad instaurare in corrispondenza degli apparati radicali degli individui arborei. La popolazione microbica del terreno, sfruttando l’apporto di carbonio fornito dagli apparati radicali e in condizioni di alternanza aerobiosi/anaerobiosi, è in grado di garantire un elevato effetto denitrificante, con rilascio nell’atmosfera di azoto molecolare. Un apporto significativo a tale conoscenza è stato dato dal progetto NICOLAS finanziato dalla Comunità nell’ambito del IV° Programma Quadro RST (Environment & Climate, ENV4-CT97-0395). L’azione "fasce tampone" nella regione Veneto, NE Italy. L’azione di diffusione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua ha preso origine nel 1989 nella regione Veneto (NE Italy) per merito dell’Azienda Regionale Foreste, Ente regionale preposto alle attività fuori foresta, nell’ambito di una più generale azione di rivalutazione delle siepi campestri. Nel periodo 1990-1994 un'intensa azione di sensibilizzazione è stata svolta nei confronti dei Consorzi di Bonifica ("Drainage Authorities") della regione, basata soprattutto sull’informazione, l’assistenza tecnica e la realizzazione di azioni pilota. Nel 1996 è stato pubblicato il libro “Fasce tampone” in cui era per la prima volta sintetizzato quanto noto sulle fasce tampone. Nel 1998 venne finalmente attuato su grande scala l’impiego delle fasce tampone in occasione del Progetto del fiume Zero, realizzato dal Consorzio di Bonifica "Dese Sile" di Mestre, finanziato nell’ambito delle iniziative per il disinquinamento della laguna di Venezia. Il progetto prende in considerazione il tratto finale dello Zero (circa 10 km) prima che questo sfoci nella laguna di Venezia.
Grande rilevanza, all’interno del progetto del fiume Zero, è stata data agli aspetti sperimentali: su di un’area di alcuni ettari di superficie nel 1999 è stata realizzata un’area sperimentale per studiare i complessi fenomeni che portano alla sottrazione dei nutrienti all’interno delle fasce tampone attuando il protocollo di sperimentazione previsto dal progetto comunitario "NICOLAS" (Nitrogen control by landscape structures) di cui il progetto del fiume Zero fa ufficialmente parte. Sempre nel 1999, nell’ambito del programma comunitario LIFE AMBIENTE, è stato avviato il progetto LIFE99 ENV/IT/000083 che propone una soluzione al problema dell’inquinamento diffuso di origine agricola, con particolare riguardo all’arricchimento di nitrati dei corpi idrici e delle falde idriche superficiali.. Essa consiste nell’impianto da parte delle aziende agricole, a fianco dei corsi d’acqua, di fasce tampone boscate che favoriscono i processi biologici di depurazione delle acque, producendo nel contempo biomasse legnose utilizzate per la produzione di energia. Quadro attuale Attualmente l’utilizzo di siepi con funzione di fasce tampone si sta rapidamente diffondendo nelle pianure dell’Italia settentrionale: importanti strumenti di pianificazione le indicano esplicitamente come strumento fondamentale per il controllo diffuso delle fonti diffuse di inquinamento (vedi ad es. il Master Plan per il disinquinamento della laguna di Venezia ed il Master Plan per il disinquinamento del fiume Po). Il Piano di Sviluppo Rurale di molte regioni finanzia in modo esplicito l’impianto e la coltivazione di fasce tampone nelle aziende agricole.
|